Natale 2016 al museo. Destinazione Los Angeles

Dopo New York, il luogo più dinamico per l’arte contemporanea negli Stati Uniti è la città degli angeli. È qui che abitano artisti di fama internazionale come Paul McCarthy o che si sono trasferiti giovani in cerca dell’American Dream, come Piero Golia che, insieme a Eric Wesley, ha messo in piedi ormai undici anni fa la Mountain School of Arts.

Roy Lichtenstein - The Broad, Los Angeles 2016 - photo Daniele Perra
Roy Lichtenstein - The Broad, Los Angeles 2016 - photo Daniele Perra

Per chi a Los Angeles fosse alla ricerca di un percorso alternativo alla passeggiata su The Hollywood Walk of Fame, allo shopping (non proprio a buon mercato) in Rodeo Drive, a un drink sulla spiaggia di Santa Monica, a un giro in macchina sulla lunghissima Mulholland Drive – vecchia strada che va dal deserto, passa per i quartieri super ricchi per finire sulla costa di Malibu e diventata celebre anche per l’omonimo film di David Lynch – ecco qualche consiglio su cosa andare a vedere.

Doug Aitken, SunSet - MOCA, Los Angeles - photo Daniele Perra
Doug Aitken, SunSet – MOCA, Los Angeles – photo Daniele Perra

I MUSEI DOWNTOWN
Partiamo da downtown, un tempo quartiere malfamatissimo di Los Angeles ma anche area dei teatri di Broadway, oggi ridotto a vie desolate piene di barboni che si aggirano come fantasmi. La prima tappa è The Broad, nuovo museo di arte contemporanea voluto dai collezionisti e filantropi Eli ed Edythe Broad e collocato a nord della Grand Avenue. Se non amate particolarmente le opere di artisti blue chip – quelli che vendono i lavori per svariati milioni di dollari, per intenderci – storcerete il naso. Ma per vedere insieme decine di opere di Jeff Koons, Takashi Murakami e monumentali installazioni di Damien Hirst e di tante altre star, quello è the place to go.
Subito dopo potete visitare il MOCA che ospita un’imperdibile retrospettiva di Doug Aitken, anche lui di casa a Los Angeles. Aspettatevi di rimanere sbalorditi dalle sue gigantesche videoinstallazioni che solo uno spazio di 40mila metri quadrati poteva accogliere. La mostra è allestita al The Geffen Contemporary at MOCA (ex The Temporary Contemporary rinnovato da Frank Gehry), vecchio deposito di macchine della polizia in pieno Little Tokyo Historic District.
L’altra sede del MOCA, su Grand Avenue, si trova di fronte a The Broad e alla Walt Disney Concert Hall disegnata anch’essa da Frank Gehry. Il museo, progettato da Arata Isozaki nella metà degli Anni Ottanta, ospita una mostra di opere che ruotano attorno alla cultura della violenza perpetrata sui neri. Tra gli artisti: Kara Walker, Theaster Gates, Robert Gober e David Hammons. Molte delle opere in mostra provengono dalla collezione del museo.

Frank Gehry, Walt Disney Concert Hall - Los Angeles, 2003 - dettaglio - photo Daniele Perra
Frank Gehry, Walt Disney Concert Hall – Los Angeles, 2003 – dettaglio – photo Daniele Perra

FUORI DAL CENTRO
Questi primi musei sono raggiungibili a piedi, sempre se alloggiate a downtown. Per gli altri, invece, dovrete procurarvi una macchina. La metro in superficie a Los Angeles è comoda ma purtroppo non collega benissimo la città, anche perché estesissima.
All’Hammer Museum sono di scena performance e film. Capita anche di vedere durante il giorno alcuni performer che provano nel cortile. La Armand Hammer Collection e le gallerie del terzo piano sono chiuse per ristrutturazione.
Vicino all’Hammer si trova il The Getty Center che raccoglie numerose mostre, tra cui Degas: Russian Dancers and the Art of Pastel e The Art of Alchemy. E per chi fosse più, o anche, interessato all’arte moderna, il LACMA ospita diverse mostre contemporaneamente, tra cui Picasso and Rivera: Conversations Across Time e Renaissance and Reformation: German Art in the age of Dürer and Cranach.
Altri spazi da visitare sono Annenberg Space for Photography, ART + PRACTICE, Arkitip. Tra quelli non profit o alternativi: Machine Project, Artist Curated Projects, Elephant Art Space e Favorite Goods.

Daniele Perra

THE BROAD
221 S. Grand Avenue
www.thebroad.org

THE GEFFEN CONTEMPORARY AT MOCA
152 North Central Avenue
MOCA GRAND AVENUE
250 South Grand Avenue
www.moca.org

HAMMER MUSEUM
10899 Wilshire Boulevard
https://hammer.ucla.edu

THE GETTY
1200 Getty Center Drive
www.getty.edu

LACMA
5905 Wilshire Boulevard
www.lacma.org

ANNENBERG SPACE FOR PHOTOGRAPHY
2000 Avenue of the Stars
www.annenbergphotospace.org

A + P
4337 Leimert Boulevard
https://artandpractice.org

ARKITIP
http://arkitip.com

MACHINE PROJECT
1200 D North Alvarado
http://machineproject.com

ARTIST CURATED PROJECTS
5152 La Vista Court
www.artistcuratedprojects.com

ELEPHANT ART SPACE
3325 Division Street
www.elephantartspace.com

FAVORITE GOODS
936 1/2 Chung King Road
www.favoritegoodslosangeles.com

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.