Il limbo arabo di Jumairy. A Milano

FARE c/o Frigoriferi Milanesi, Milano – fino al 31 gennaio 2017. L’artista di base a Dubai crea nella sede meneghina una sorta di dimensione sospesa. Un limbo fra vita e morte, dove s’incontrano tradizione e input contemporanei.

Jumairy, SAM in BRZ5, 2016 - video - photo © Anna Pfeiffer
Jumairy, SAM in BRZ5, 2016 - video - photo © Anna Pfeiffer

In una scena di Irréversible di Gaspar Noé, Marcus, interpretato da Vincent Cassel, e Pierre, da Albert Dupontel, vanno a caccia di un tizio losco e violento soprannominato “Il Tenia”. Si addentrano in un locale promiscuo, buio, che puzza di sudore e sesso clandestino. Attraversano corridoi e stanze illuminate da luci rosse dove i dettagli perdono di vividezza.
La mostra BRZ5, in un limbo tra Sharjah e Milano, gioca sulla medesima dimensione straniante. Gli spazi labirintici di FARE ai Frigoriferi Milanesi sono stati oscurati. Di corridoio in corridoio, di stanza in stanza, questa volta si va a caccia di opere. Il titolo BRZ5 è l’abbreviazione della parola barzakh, che in arabo significa ‘limbo’, quel luogo in cui anime in pena sostano in attesa del Giudizio Universale. L’artista Jumairy – classe 1992 e di base a Dubai – ha trasformato l’appartamento nel proprio Barzakh, “una labirintica anticamera dove celebrare una veglia, aspettando che si compia il passaggio tra infanzia ed età adulta, memoria e perdita di memoria, insonnia e sogno lucido”.

UNO SPAZIO SOSPESO

Nelle stanze, avvolte in un’oscurità tenebrosa, rotta dalla luce fioca di alcune torce, l’artista ha dislocato alcuni oggetti, profumi, tracce sonore, testi poetici scritti dal nonno, oltre a rituali performativi ispirati alle tradizioni funerarie degli Emirati Arabi e ai codici del film horror. In quel luogo, a metà tra la vita e la morte, Jumairy, ha voluto anche la presenza, non ingombrante, di alcune opere-camei di altrettanti artisti che lo hanno seguito nel suo periodo di AIR – artinresidence, residenza creata da FARE nel 2010 a Milano, di cui la mostra – realizzata in collaborazione con lo spazio non profit Maraya Art Centre di Sharjah – è l’atto finale.
Forte di studi in psicologia, l’artista rielabora traumi personali e collettivi. L’ha fatto per un progetto commissionatogli da Art Dubai e dalla Delfina Foundation di Londra. Una ricerca sull’insonnia come sintomo di ansia formalizzata in una clinica per la cura dei disturbi del sonno attraverso le frequenze sonore.

Daniele Perra

Evento correlato
Nome eventoJumairy - BRZ5
Vernissage16/12/2016 ore 19
Duratadal 16/12/2016 al 31/01/2017
Autore Jumairy
CuratoreFrancesco Urbano Ragazzi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoFRIGORIFERI MILANESI
IndirizzoVia Giovanni Battista Piranesi 10 - Milano - Lombardia
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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.