Come procede la riqualificazione dell’area archeologica centrale di Roma? Primi risultati, progetti futuri e l’apertura del discusso Antiquarium
Con il responsabile dell’ambizioso progetto CArMe, Walter Tocci, il sindaco Roberto Gualtieri e il Sovrintendente Claudio Presicce fanno il punto sullo stato di avanzamento degli 80 cantieri che rinnoveranno l’area archeologica più famosa del mondo. Per finanziarli, oltre 200 milioni di euro
Interpretare la progettazione dell’antico come forza generativa della città futura. È questo l’obiettivo dichiarato del progetto CArMe, di cui è responsabile Walter Tocci per Roma Capitale, che punta a trasformare l’enorme area archeologica centrale di Roma. Una sfida di rigenerazione urbana molto vasta che spazia dalle Terme di Caracalla ai Fori di Traiano lambendo Palatino e Circo Massimo. L’operazione, da portare a compimento nel triennio 2025-2027, poggia su un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro, tra fondi PNRR, Giubileo, statali e comunali. E trova il suo fulcro nella realizzazione dell’anello pedonale di collegamento dell’intera area.

Al lavoro per la Nuova passeggiata di Via dei Fori Imperiali
Nel processo si inserisce anche il ripensamento di via dei Fori Imperiali nel senso di uno spazio pubblico più moderno e godibile. Il concorso internazionale di progettazione se lo è aggiudicato, nel 2024, lo studio di architettura romano Labics, con un progetto – reversibile – mirato a favorire la convivialità, sviluppato insieme a Openfabric e Orizzontale. Dopo la realizzazione dei primi tratti ciclopedonali in via di San Gregorio e via dei Cerchi, i lavori per la nuova passeggiata dei Fori Imperiali sono partiti negli ultimi mesi: attualmente si lavora un nuovo disegno delle pavimentazioni (con la posa di 500mila sanpietrini e il livellamento tra carreggiata e marciapiedi) finalizzato ad ampliare gli spazi destinati alla fruizione pedonale e ciclabile e a valorizzare il palinsesto archeologico. In tal senso si deve leggere anche la progettazione di nuovi sistemi di accesso alla quota urbana e alla quota archeologica che consentiranno una visita continua e accessibile ai Fori Imperiali, attraverso passerelle e nuovi percorsi di attraversamento.
E oggi, il sindaco Roberto Gualtieri – che solo pochi giorni fa inaugurava il nuovo Museo delle Terme di Traiano al Colle Oppio – può paragonare quello che si sta realizzando a “un grandissimo boulevard, quasi interamente pedonale e ciclabile, affacciato sull’area archeologica”, ringraziando il Ministero della Cultura per “la piena intesa” sulla gestione dei cantieri.

Come procedono i cantieri del progetto CArMe?
Ai Mercati di Traiano, nella conferenza che lo vede affiancato dall’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio e dell’assessora ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture Ornella Segnalini, con il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce e Walter Tocci, si fa il punto sullo stato dei lavori (ed è impossibile non pensare all’incidente mortale sul lavoro occorso proprio nell’area archeologica, lo scorso 22 settembre, al giovane operaio Andrea Moretti, impiegato nel cantiere per l’installazione del nuovo impianto di illuminazione del Colosseo). In totale, sono oltre 80 gli interventi previsti, molti conclusi, altri in corso di realizzazione e alcuni in fase di progettazione, tra restauri monumentali, recuperi di aree archeologiche, riqualificazioni dello spazio pubblico, nuove connessioni urbane, servizi per cittadini e visitatori e interventi per la mobilità sostenibile. Tra i cantieri appena conclusi, per esempio, figura il restauro del muro di fondo del Foro di Augusto che separava in antico il Foro dal quartiere della Suburra; si provvederà anche a ricostruire una porzione della Corte Porticata del Foro di Traiano per una migliore lettura del monumento. Previsti in futuro anche l’apertura al pubblico della Biblioteca occidentale del Foro di Traiano, degli scavi archeologici di via Alessandrina e del settore nord-orientale del Templum Pacis, e il recupero del collegamento tra Campo Carleo e Sant’Urbano, con la realizzazione di ambienti coperti musealizzati nel complesso antico.

Sul Celio sta per riaprire lo storico Antiquarium. Ma è tutto nuovo
Alla fine di novembre 2026 sarà pronto anche il “nuovo” Antiquarium del Celio, discusso progetto di ristrutturazione dell’edificio mai completato sulla collina di Via di San Gregorio, dirimpetto al Palatino, il cui cantiere fu interrotto nel 1939 per le lesioni provocate dai lavori per l’allora nascente metropolitana. Nel progetto sono stati investiti 10 milioni di euro tramite PNRR, e l’intervento ha richiesto innanzitutto un processo di bonifica del sito gravemente compromesso dopo quasi un secolo di abbandono. Per motivi strutturali e per l’esigenza di non creare un falso storico, si è scelto di utilizzare materiali diversi dal progetto originale (vetro e acciaio: la decisione ha provocato non poche polemiche). Quando aprirà, l’Antiquarium si proporrà al pubblico come centro culturale polivalente integrato all’interno del Parco del Celio, risistemato negli ultimi anni e oggi anche sede del Museo della Forma Urbis.
Livia Montagnoli
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