Cos’è il “Cuore Tudor” che il British Museum si è aggiudicato per 4 milioni di euro
Il raro pendente offre uno scorcio sul primo sfortunato matrimonio del re Enrico VIII, quello con Caterina d'Aragona. Un oggetto rarissimo, anche perché risalente a un periodo di cui non resta quasi niente, che il museo accorpa alla propria collezione
Del periodo del primo matrimonio del re d’Inghilterra Enrico VIII con Caterina d’Aragona, il cui annullamento nel 1533 portò allo scisma con la Chiesa cattolica, non resta molto. Dal 2019, però, c’è un monile, un unico prezioso gioiello in oro 24 carati che testimonia la presenza della principessa spagnola in terra inglese. Il raro pezzo era da mesi a rischio di acquisizione da parte di un privato: questo, fino all’intervento del British Museum.
Il fortunoso ritrovamento del Cuore Tudor
Il pendente d’oro a forma di cuore decorato con una rosa bianco-rossa e un melograno intrecciati, anche noto come “Cuore Tudor“, era perduto da secoli quando venne ritrovato nel 2019 da un appassionato di metal detector nella campagna del Warwickshire. Il tesoro era stato subito consegnato al londinese British Museum – in conformità con il Treasure Act del 1996 – e identificato come uno dei pezzi più significativi risalenti al XVI Secolo mai rinvenuti in Gran Bretagna. Ci sono infatti poche prove materiali sopravvissute del lungo regno di Caterina d’Aragona in Inghilterra (ben 24 anni) e della sua influenza sulla corte Tudor. Questo pendente – la cui commissione esatta è ignota ma riconducibile ai membri di alto rango della corte – si ritiene fosse un gioiello di bigiotteria realizzato nell’ottobre del 1518 in occasione del torneo celebrativo del fidanzamento tra la figlia di due anni di Enrico e Caterina, Maria (la futura regina d’Inghilterra), e il Delfino francese di appena otto mesi.

La storia del Cuore Tudor
Ma cosa cosa possiamo vedere su questo rarissimo monile? Nella pratica, il pendente (apribile e fissato a una catena d’oro a 75 maglie) evoca i topoi dell’amore cortese facendo frequenti riferimenti al matrimonio tra Enrico VII e Caterina d’Aragona: sul retro si possono leggere le iniziali “H” e “K” dei regnanti; mentre sulla parte anteriore del ciondolo compaiono la rosa Tudor e un cespuglio di melograno, emblema personale di Caterina d’Aragona (simbolo di fertilità e della nativa Spagna). Su entrambi i lati campeggia uno stendardo con la scritta “tousiors” (“sempre” in francese antico), un augurio purtroppo smentito dalla storia.

L’acquisizione del Cuore Tudor da parte del British Museum
Per evitare di farlo finire in mani private, lo scorso autunno il British Museum ha lanciato una raccolta fondi. Che ha avuto un grande successo: con l’intervento di 45mila singoli cittadini e di alcune grandi fondazioni – Il National Heritage Memorial Fund con 1,75 milioni di sterline; il Julia Rausing Trust con 500mila; l’Art Fund con 400mila e gli American Friends of the British Museum con 300mila – ha raccolto in pochi mesi 3,5 milioni di sterline, circa 4 milioni di euro o 4,8 milioni di dollari. Il monile entra quindi di diritto nella collezione permanente del museo, dove è oggi esposto al pubblico. “Un pezzo di storia inglese che pochi di noi conoscevano, ma che ora possiamo condividere tutti” ha rimarcato il direttore del British Museum, Nicholas Cullinan.
Giulia Giaume
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