A Brescia la Vittoria Alata incontra l’Idolino di Pesaro (E l’allestimento è di Francesco Vezzoli!)

La statua protagonista del Parco Archeologico di Brixia entra in dialogo con un'altra opera di arte romana antica, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L'artista contemporaneo bresciano contestualizza il tutto con un terzo pezzo bronzeo

È un dialogo inedito nel segno dell’arte antica quello che Brescia e Firenze hanno aperto all’interno del Parco Archeologico di Brixia, nel capoluogo lombardo. Nel Capitolium della Leonessa d’Italia, è stata infatti accostato alla Vittoria Alata, una delle più importanti sculture della romanità che qui trova la propria casa, l’Idolino di Pesaro, una raffinata opera di artigianato classico conservata al fiorentino Museo Archeologico. Ad allestire questa silenziosa conversazione tra i due bronzi, è l’artista bresciano classe 1971 Francesco Vezzoli, tra i più riconosciuti nomi dell’arte contemporanea a livello internazionale.

A Brescia la Vittoria Alata incontra l’Idolino di Pesaro (E l'allestimento è di Francesco Vezzoli!)
Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei

L’installazione “Victoria Mater. L’idolo e l’icona” a Brescia

Allestita fino al 12 aprile 2026 e curata da Donatien Grau, l’installazione di Vezzoli Victoria Mater. L’idolo e l’icona consiste in un nuovo elemento bronzeo, illuminato con tre diverse luci per creare l’illusione del passare delle ore tra alba, pieno giorno e sera. Un progetto scenografico (enfatizzato dallo spazio “a grotta” di Juan Navarro Baldeweg) che va a dare rilievo al patrimonio del Capitolium, concorrendo alla valorizzazione dell’area archeologica portata avanti da Fondazione Brescia Musei negli ultimi anni, tra cui spicca il progetto di restauro del contiguo teatro romano assegnato all’archistar David Chipperfield. Con un ulteriore spirito celebrativo: l’installazione va a celebrare i 200 anni dalla scoperta del deposito bronzeo dell’area archeologica unendosi anche all’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. In quest’ottica, la Vittoria viene proposta come simbolo olimpico di buon auspicio mentre l’Idolino come corpo atletico archetipico.

La Vittoria Alata in un nuovo dialogo

Questa è la seconda volta che la Vittoria Alata (completamente riallestita nel 2021) viene affiancata da un grande bronzo romano. È del 2023, anno di Brescia e Bergamo Capitali della Cultura, la collaborazione con il Museo Nazionale Romano per il prestito e l’allestimento del Pugile in riposo, rinvenuto nel 1885 alle pendici del Quirinale e datato tra il IV e il I Secolo a.C. La grande statua, realizzata in bronzo con la tecnica della fusione cava a cera persa, rappresenta un pugile dopo una competizione, seduto a gambe divaricate.

La cooperazione tra Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze

L’esposizione dell’Idolino fa parte di una più ampia collaborazione tra la Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, un gemellaggio titolato Idoli di bronzo che punta ad accostare (e così facendo, reimmaginare) le collezioni di arte romana delle due città. In parallelo al prestito dell’efebo bronzeo, ha infatti aperto al museo fiorentino la mostra Icone di potere e bellezza, curata dal direttore Daniele Federico Maras e dalla conservatrice Barbara Arbeid. Aperta fino al 9 aprile 2026, l’esposizione mette a confronto tre teste bronzee di imperatori romani dal Museo di Santa Giulia di Brescia con materiali delle raccolte medicee (e soprattutto la testa bronzea di Venere), seguendo un’ideale direttiva: l’evoluzione nell’uso delle immagini per la gestione del potere nell’Impero Romano nel turbolento III Secolo d.C.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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