Al via il restauro della Latona di Veio al Museo Nazionale Etrusco di Roma

Un’operazione resa possibile grazie alla partnership culturale con Carbonetti e Associati Studio Legale, che ridarà splendore all’antica statua in terracotta appartenente al gruppo del santuario di Portonaccio. Anche il pubblico potrà assistere alle diverse fasi del restauro

Il restauro della Latona di Veio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Il restauro della Latona di Veio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

L’ultimo restauro risale a più di 60 anni fa, quando la Latona di Veio fu riassemblata a partire da decine di differenti frammenti. Oggi, la preziosa statua in terracotta policroma – risalente al 510-500 a.C., appartenente al gruppo del Santuario di Portonaccio, collocata del tetto del Tempio – si presenta in uno stato lacunoso e bisognosa di numerose reintegrazioni. Un restauro necessario che viene reso possibile grazie a una partnership culturale tra il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (l’opera rappresenta infatti un’icona per il museo) e Carbonetti e Associati Studio Legale, il quale ha deciso di sostenere economicamente l’intervento conservativo. Quest’ultimo sarà condotto dal restauratore Sante Guido, lo stesso che si è occupato in passato del delle statue di Apollo e di Eracle del medesimo gruppo scultoreo, e coordinato dal Servizio per la Conservazione del Museo.

Il restauro della Latona di Veio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Il restauro della Latona di Veio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

IL COINVOLGIMENTO DEL PUBBLICO NEL RESTAURO DELLA LATONA DI VEIO

In cosa consisterà, quindi, il restauro della Latona di Veio? Gli interventi si concentreranno sulla reintegrazione dei panneggi, ma soprattutto della zona delle spalle e del collo, con il corretto riposizionamento del volto e della nuca per mezzo della rimodellazione localizzata. Un’operazione di estrema delicatezza che sarà preceduta dalla pulitura superficiale della statua e dalla rimozione del vecchio strato protettivo. “106 anni fa venivano alla luce le sculture del santuario di Portonaccio a Veio, capolavori senza eguali che hanno rivoluzionato le conoscenze e gli studi sull’arte del mondo etrusco”, ha spiegato il Direttore Valentino Nizzo. “Celebrare l’anniversario di quella scoperta con l’avvio del cantiere di restauro ci sembra quantomai doveroso e siamo felici che Carbonetti e Associati Studio Legale abbia accolto fin da subito il progetto, dimostrando che il sostegno al patrimonio culturale non possa prescindere dalla sensibilità e dall’impegno della comunità in cui il Museo vive e opera”. Il cantiere, inoltre, si svolgerà nella sala 40 del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia che ospita il gruppo scultoreo di Portonaccio, permettendo al pubblico di seguire tutte le fasi delle operazioni: dalla campagna fotografica digitale “ante operam” a quella diagnostica sulla materia per identificare la natura dei pigmenti utilizzati e la composizione dell’argilla. Previste anche indagini radiografiche e scansioni 3D, che interesseranno anche le altre sculture veienti di Apollo, Ercole e Hermes.

RESTAURO DELLA LATONA DI VEIO: IL COMMENTO DI CARBONETTI E ASSOCIATI

“Sentivamo il dovere di dare un contributo al recupero del nostro patrimonio culturale, come già ci è capitato più volte a supporto di ricerche e iniziative in ambito sanitario e scientifico”, ha spiegato il prof. Francesco Carbonetti, fondatore dello Studio legale, a proposito della Latona di Veio. A partire dal momento della sua scoperta, avvenuto nel maggio del 1916, l’antica scultura ha attirato l’attenzione del pubblico, rivoluzionato le conoscenze fino a quel momento acquisite sull’arte etrusca e influenzato la cultura e l’immaginario degli artisti coevi. “Lo facciamo perché ci crediamo”, ha proseguito Carbonetti, “essere parte integrante e promotrice di questo momento così cruciale è una diretta conseguenza dello spirito che ha da sempre contraddistinto Carbonetti e Associati e inorgoglisce tutti i nostri colleghi sapere di aver dato fattivo aiuto alla conservazione e valorizzazione di un gioiello del grande tesoro pubblico italiano”.

-Giulia Ronchi

https://www.museoetru.it/

 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.