Comprò un busto a 35 dollari, ma era un reperto romano

Il manufatto, recuperato in un negozio di seconda mano, tornerà in Germania dopo essere stato esposto in Texas per un anno. Era un originale romano della collezione del Re di Baviera

Laura Young e il busto romano
Laura Young e il busto romano

Era il 2018 quando Laura Young, collezionista d’arte vintage in Texas, aveva notato un busto di marmo in vendita a 34,99 dollari in un negozio di seconda mano a Austin. Era bello e pesante, e nonostante fosse indicato come copia novecentesca l’aveva portato a casa e fatto analizzare da case d’asta e storici dell’arte. Non diversamente dalla Maddalena giacente di Canova venduta come statua da giardino, si è scoperto che la scultura ritrovata da Goodwill era effettivamente un reperto archeologico, un busto romano dell’età Giulio-Claudia, tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. appartenuto alla collezione del re Ludovico I di Baviera. Quattro anni dopo, il busto – che potrebbe raffigurare il comandante romano Druso Maggiore o Sesto Pompeo – sarà restituito all’amministrazione bavarese dei palazzi statali, in Germania, che si occuperà di tutti i costi di trasporto. Prima di tornare definitivamente in patria, però, il busto trascorrerà un anno in mostra al San Antonio Museum of Art in Texas, i cui esperti hanno portato a termine l’identificazione del reperto e si sono occupati del ricongiungimento con le istituzioni legittime.

 

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IL BUSTO ROMANO DELLA COLLEZIONE BAVARESE RICOMPARSO IN TEXAS

Ma come è arrivato un busto romano di Ludovico I in Texas? I ricercatori hanno ricostruito tutti i passaggi del suo saccheggio verso la fine della Seconda Guerra Mondiale dal Pompeiianum, replica a grandezza naturale di una villa pompeiana commissionata dal re Ludovico ad Aschaffenburg nella metà del XIX secolo. Qui l’esercito americano si stabilì dopo la fine della guerra e durante la Guerra Fredda: secondo il SAMA, il pezzo potrebbe essere stato trafugato da un militare sulla via del ritorno, finendo per ricomparire molti anni dopo nel negozio di seconda mano. “È una grande storia, ci sono la Seconda Guerra Mondiale, la diplomazia internazionale, l’arte dell’antico Mediterraneo, le indagini sui negozi dell’usato, i reali bavaresi e le persone che si preoccupano per e preservare le arti”, ha dichiarato la direttrice del museo texano Emily Ballew Neff. “Siamo così lieti che l’amministrazione bavarese abbia accettato di permetterci di esporre la scultura prima che torni alla sua legittima dimora: un meraviglioso esempio di cooperazione internazionale”. Durante l’anno di sosta in Texas – che si concluderà il 21 maggio 2023 – la curatrice capo ad interim per l’arte del Mediterraneo antico Jessica Powers cercherà di identificare il soggetto dell’opera.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.