Apre la Galleria di Palazzo degli Alberti. Nuovo spazio di Intesa Sanpaolo a Prato

Il palazzo, già sede della Cassa di Risparmio di Prato e della sua collezione di opere d’arte, è stato acquisito da Intesa Sanpaolo che ha riaperto al pubblico e reso di nuovo fruibili le opere: da Bellini a Caravaggio, da Filippo Lippi a Bronzino

Galleria di Palazzo degli Alberti di Prato. ph. A. Quattrone
Galleria di Palazzo degli Alberti di Prato. ph. A. Quattrone

Giovanni Bellini, Caravaggio, Filippo Lippi e Bronzino sono solo alcuni artisti le cui opere fanno parte di una collezione che, dal 25 marzo 2022, sarà aperta al pubblico, negli spazi di Palazzo degli Alberti a Prato. A rendere fruibile la collezione appartenuta alla Cassa di Risparmio di Prato – poi passata a Banca Popolare di Vicenza a sua volta in liquidazione – è Intesa Sanpaolo che, nel 2017, ha acquisito il palazzo realizzandovi lavori di ristrutturazione e di adeguamento per la sua nuova destinazione d’uso: una sede espositiva che oggi presenta 90 delle 142 opere della collezione di Banca Popolare Vicenza, tra dipinti e sculture. “Intesa Sanpaolo è lieta di avere contribuito alla riapertura della Galleria di Palazzo degli Alberti, un risultato importante raggiunto grazie al lavoro costantemente condiviso con Banca Popolare di Vicenza, la Soprintendenza competente e il Comune di Prato, in un clima di forte sinergia tra istituzioni pubbliche e realtà private”, dichiara Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo. “Uscendo dalle difficoltà imposte dalla pandemia, è un piacere tornare a vivere la bellezza di una preziosa collezione che appartiene intimamente all’identità e alla storia di questa città, a ulteriore conferma dell’attenzione della banca per la valorizzazione dei patrimoni culturali dei territori di riferimento, in piena coerenza con l’impegno del nostro Progetto Cultura”.

LA GALLERIA DI PALAZZO DEGLI ALBERTI A PRATO

La galleria aperta da Intesa Sanpaolo prende il nome dal palazzo che la ospita, il “Casone degli Alberti”, risalente al XIII secolo e dal 1870 sede della Cassa di Risparmi e Depositi di Prato. Oggi è la sede della filiale di Intesa Sanpaolo e al piano superiore della Galleria dedicata alle opere conservate nell’edificio. Nel corso dei secoli il palazzo è stato protagonista di ristrutturazioni e restauri, come quello degli anni Trenta, momento che coincide con la nascita della collezione artistica della banca che, negli anni, è cresciuta a seguito di numerose acquisizioni. Nel 1984 questa collezione viene resa fruibile dal pubblico, con l’apertura di un’area museale nella galleria del piano nobile del palazzo, poi ristrutturata nel 2005. La Cariprato nel 2003 è stata acquisita dalla Banca Popolare di Vicenza e nel 2010 è stata in essa fusa per incorporazione, fino al 2017, anno in cui Palazzo degli Alberti confluisce nel patrimonio architettonico di Intesa Sanpaolo quando Popolare di Vicenza scivola verso il fallimento.

GALLERIA DI PALAZZO DEGLI ALBERTI DI INTESA SANPAOLO. LA COLLEZIONE

Il percorso espositivo è a cura di Lia Brunori, funzionaria della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze, Pistoia e Prato, e si apre con due tabernacoli affrescati di inizio Quattrocento, con i quali viene messo in luce il rapporto con la città e i suoi santi protettori, per poi arrivare all’opera di Filippo Lippi. Il percorso si sviluppa seguendo un ordine cronologico: da Bellini alla tradizione pittorica cinquecentesca, dalla Controriforma a Caravaggio, dalla pittura seicentesca e settecentesca fino all’Ottocento dei pratesi Catani Chiti e Bartolini e ad alcuni esiti novecenteschi. Le opere sono tutte destinate all’asta, un passaggio obbligato nel quadro del fallimento di Popolare di Vicenza. Un’asta però molto vincolata perché il compratore non potrà smembrare la collezione ne potrà condurla fuori dalla città di Prato. L’acquirente ideale – il Comune di Prato non ne avrebbe mai le risorse – appare dunque Intesa Sanpaolo stessa che intanto ha avuto il merito di aver costruito l’importante percorso museale per valorizzare le opere in attesa che trovino una stabile proprietà.

– Desirée Maida

 www.gallerieditalia.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.