Apre a Palazzo Pitti la più grande e antica collezione di icone russe fuori dalla Russia

Sono 78 le icone distribuite in quattro nuove grandi sale con affreschi seicenteschi nel palazzo di Firenze. L’annuncio del direttore Eike Schmidt per questa prima grande novità museale del 2022

Installation View, Museo delle icone russe, Palazzo Pitti, Courtesy Uffizi
Installation View, Museo delle icone russe, Palazzo Pitti, Courtesy Uffizi

Ben 78 icone russe andranno a occupare le quattro nuove sale di Palazzo Pitti, a Firenze. Le icone – datate tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Settecento, sono state raccolte dai membri della dinastia Asburgo Lorena e collezionate durante il periodo mediceo – costituiscono dal 2 gennaio 2022 una nuova collezione permanente: il Museo delle icone russe. Palazzo Pitti fa parte del network degli Uffizi di Firenze e il Direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha rimarcato come questa operazione segni “un momento molto importante: si tratta della più grande collezione di icone antiche fuori dalla Russia, proprio accanto alla Cappella Palatina che per l’occasione è stata restaurata e re-illuminata…spazi recuperati che per lunghi anni sono stati dedicati ad uffici e che adesso vengono  adibiti alla funzione museale con affreschi degli anni Sessanta del Seicento ma anche degli anni Novanta del Settecento (quelli della Cappella Palatina), grandi capolavori dell’arte liturgica occidentale vengono messi a paragone con opere liturgiche della chiesa ortodossa. Altra caratteristica importante è che la collezione conta soprattutto su icone di piccolo formato“. Le icone provengono soprattutto da un ambito familiare e intimo, e sono state usate per la meditazione e per la preghiera domestica: per questo la collezione vanta un carattere straordinario anche in un contesto globale.

ICONE RUSSE A PALAZZO PITTI A FIRENZE

L’ingente collezione, frutto di un’azione di raccolta ad opera dei Medici e soprattutto dei Lorena nel corso del Settecento, occupa da inizio 2022 quattro grandi sale riccamente affrescate che si affacciano sul cortile al piano terra di Palazzo Pitti.
L’allestimento per questa nuova ala del museo – che consente una lettura agevole delle icone, con didascalie descrittive e tradotte in inglese e in cirillico – è stato ideato da Mauro Linari insieme a Paola Scortichini e Pietro Petullà, con illuminotecnica su progetto di Mauro Linari e Claudia Gerola, mentre la curatela storico-artistica è stata affidata a Daniela Parenti, che si è occupata anche dell’esposizione virtuale La Luce del Sacro: Icone russe a Palazzo Pitti accessibile sul sito degli Uffizi a questo indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali. La visita alla nuova collezione si costituisce come un’occasione unica per ammirare gli affreschi alle pareti della Reggia, finalmente accessibili al pubblico, in particolare quelli della Cappella Palatina, mano di Luigi Ademollo (Milano, 1764 – Firenze, 1849).

Icona Santa Caterina d’Alessandria martire Laboratori del Palazzo dell’Armeria del Cremlino a Mosca, 1693 94, Courtesy Palazzo Pitti
Icona Santa Caterina d’Alessandria martire Laboratori del Palazzo dell’Armeria del Cremlino a Mosca, 1693 94, Courtesy Palazzo Pitti

LE ICONE RUSSE PIU’ IMPORTANTI A PALAZZO PITTI

Tra le pregiate icone esposte, sono stati messi in risalto due pannelli che compongono il Menologio, il calendario delle festività religiose ortodosse diviso per semestri. Ogni pannello è diviso in 20 file orizzontali che riportano scene sacre e figure di santi, ciascuna identificata da un’iscrizione. Splendida anche l’icona con Santa Caterina d’Alessandria (1693-94), dove la principessa martire è raffigurata con attributi molto simili a quelli rappresentati nell’arte occidentale: la palma e la ruota del martirio, i libri e la sfera armillare che alludono alla sua vasta conoscenza. L’opera è attribuita all’atelier del Palazzo dell’Armeria, la bottega che lavorava alla corte dello zar nel palazzo del Cremlino a Mosca, ed è affine allo stile di Kiril Ulanov, uno dei più noti maestri fra XVII e XVIII secolo. Si distingue anche l’icona della Madre di Dio di Tichvin datata al 1728 di Vasilij Grjaznov, l’unico autore certo a firmare un esemplare della collezione fiorentina: si tratta della replica di un’immagine miracolosa che, secondo la tradizione, apparve nel 1383 a Tichvin, nel territorio di Novgorod. Tra le icone più antiche, preziosissima quella raffigurante la Madre di Dio e quella con la Decollazione del Battista. Le due icone ricevettero l’attenzione dei Medici e vennero gelosamente conservate nella cappella delle Reliquie a Palazzo Pitti già nel 1639 In occasione dell’apertura del Museo, è stato pubblicato sul sito di Palazzo PItti una speciale introduzione alla raccolta da parte di Zelfira Tregulova, direttrice della Galleria Tret’yakovskaja di Mosca, il museo con la più grande e importante collezione di icone russe al mondo.

-Giorgia Basili

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.