Al MART di Rovereto una grande mostra mette in dialogo Canova con gli artisti contemporanei

Ideata da Vittorio Sgarbi, presidente del museo trentino, la mostra vede un corpus di opere del principale scultore del Neoclassicismo dialogare con artisti contemporanei. Il tema del dialogo? Il corpo e le sue tante declinazioni di bellezza

Fabio Viale, Amore e Psiche, 2021, Courtesy l'artista
Fabio Viale, Amore e Psiche, 2021, Courtesy l'artista

Si intitola Canova tra innocenza e peccato la grande mostra che il MART di Rovereto si accinge a inaugurare il prossimo 17 dicembre, dedicata allo scultore tra i massimi esponenti del Neoclassicismo Antonio Canova e all’influenza che la sua arte ha esercitato su artisti di epoche successive, fino ad arrivare al contemporaneo. Un’esposizione, quella ideata dal presidente del MART Vittorio Sgarbi e curata da Beatrice Avanzi e Denis Isaia, che prosegue la linea di riflessione tra antico e contemporaneo che il museo trentino persegue con le mostre già realizzate su Caravaggio, Raffaello e Botticelli.

LA MOSTRA SU CANOVA AL MART DI ROVERETO

Fino al 18 aprile 2022 saranno presentate al pubblico opere di Canova provenienti dalla Gypsotheca di Possagno, sculture dalle quali emergono gli ideali tipici della poetica di Canova, ovvero armonia, equilibrio e grazia. Concetti, questi, con cui gli altri artisti in mostra si confrontano per analogia o per contrasto, facendo quindi di Canova un punto di riferimento per riflessioni di natura sia concettuale sia formale. Le opere dell’artista neoclassicista entreranno così in dialogo con gli scatti di Irving Penn, Horst P. Horst, Carla Cerati, Eikoh Hosoe, Helmut Newton e Robert Mapplethorpe; le sculture di Adolfo Wildt, Leone Tommasi, Francesco Messina, Livio Scarpella, Massimiliano Pelletti, Giuseppe Bergomi, Giuseppe Ducrot, Filippo Dobrilla, Elena Mutinelli, Ettore Greco e Igor Mitoraj. Una sezione della mostra è dedicata anche ai “traditori” degli ideali estetici di Canova, artisti che hanno perseguito lo studio del corpo secondo canoni di bellezza differenti, come Miroslav Tichý, Jan Saudek, Joel-Peter Witkin, Sally Mann, Mustafa Sabbagh, Nadav Kander, Aron Demetz e Fabio Viale. Un’altra sezione, infine, è dedicata ai fotografi che hanno immortalato le opere di Canova custodite a Possagno, con gli scatti di Paolo Marton, Luigi Spina, i fratelli Alinari e Aurelio Mendola.

– Desirée Maida 

Rovereto // dal 17 dicembre 2021 al 18 aprile 2022
Canova tra innocenza e peccato
MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini 43
www.mart.tn.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.