Restaurata la Cappella Cornaro con l’Estasi di Santa Teresa, capolavoro di Gian Lorenzo Bernini

La cappella, che si trova all’interno della Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, è stata restaurata in tutte le sue parti dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Ecco le immagini di uno dei più affascinanti capolavori progettati da Bernini

Gian Lorenzo Bernini, Cappella Cornaro. Ph. Mauro Coen (dettaglio)
Gian Lorenzo Bernini, Cappella Cornaro. Ph. Mauro Coen (dettaglio)

Torna a splendere, dopo il restauro integrale, la Cappella Cornaro della Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, capolavoro del Barocco ideato da Gian Lorenzo Bernini nota per custodire al suo interno una delle opere più ispirate, spirituali e sensuali realizzate dallo scultore: l’Estasi di Santa Teresa D’Avila. Il restauro è stato effettuato dopo aver condotto lunghi e approfonditi studi preliminari, dai quali sono emersi importanti rivelazioni circa il metodo di lavoro utilizzato da Bernini per progettare e realizzare un’opera in cui architettura, pittura, scultura e arte scenografica si fondono magistralmente per dare vita a un’esperienza di fruizione intensa.

LA CAPPELLA CORNARO E GIAN LORENZO BERNINI

Commissionata a Bernini dal cardinale veneziano Federico Cornaro, che nel 1647 ottenne il giuspatronato dell’ultima cappella e del transetto di sinistra della chiesa di Santa Maria della Vittoria appartenente ai Carmelitani Scalzi, la Cappella è dedicata a Teresa d’Avila, fondatrice dell’ordine e canonizzata nel 1622. Caratteristica della Cappella è il suo impianto architettonico, incentrato sulla luce “naturale” e “di scena”: Bernini fece costruire una camera della luce, dalla quale i raggi solari filtrano all’interno attraverso un vetro di colore giallo e ambra, per un effetto che viene amplificato dalla presenza dei raggi in bronzo dorato che trafiggono e incorniciano a Santa Teresa in estasi. Bernini ha affidato la decorazione del registro superiore della Cappella a Guidobaldo Abbatini, con un affresco che rappresenta l’empireo cui la santa ascende, con al centro la Colomba dello Spirito Santo e gli angeli in gloria. Nelle pareti laterali, su palchi che ricordano quelli de teatri, sono i bassorilievi dei componenti della famiglia Cornaro, che assistono da spettatori all’estasi della Santa.

IL RESTAURO DELLA CAPPELLA CORNARO

Il restauro realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma ha riguardato il consolidamento dell’affresco e degli stucchi della raffigurazione dell’empireo (le ricerche preliminari hanno rivelato che l’intero affresco è stato realizzato in 17 giornate di lavoro); le quattro scene a rilievo in stucco dorato del registro superiore raffiguranti episodi di vita della Santa; il gruppo scultoreo della Santa e l’angelo, da cui sono stati rimossi i fenomeni di solfatazione e distacco degli stucchi e della foglia d’oro;  la vetrata sovrastante il gruppo scultoreo; i bassorilievi laterali, di cui sono state pulite le superfici. “Il lavoro dei restauratori sul monumento di Gian Lorenzo Bernini è importante sotto molti punti di vista”, spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “In primis perché è un intervento che, dopo vari decenni, ha coinvolto la Cappella Cornaro nella sua interezza e successivamente perché è stata un’occasione unica di studio e di approfondimento dell’opera, in grado di svelare dettagli del processo della sua realizzazione che altrimenti sarebbe stato difficile conoscere. Un esempio dell’importanza della tutela compiuta dalla Soprintendenza Speciale di Roma sul patrimonio artistico della Capitale”. Secondo la direttrice scientifica del progetto Mariella Nuzzo, “l’intervento si è reso necessario per risolvere alcune criticità non affrontate nel corso dei restauri precedenti, in particolare all’interno del tabernacolo è stata riposizionata la vetrata che irradia il gruppo scultoreo con Santa Teresa e l’Angelo e sono stati restaurati gli stucchi del cupolino. Occasione preziosa anche per verificare le condizioni della complessa decorazione del registro superiore, che ha portato a un importante lavoro di consolidamento e pulitura della sontuosa nuvola tridimensionale sulla quale Abbatini ha raffigurato l’Empireo, dei riquadri con le storie della Santa e degli angeli dell’arcone”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.