Nuovo polo museale a Messina. Nasce la Cittadella della Cultura nell’ex ospedale Regina Margherita

Il complesso, che vede l’intervento di una cordata di studi di architettura capitanata da Atelier(s) Alfonso Femia, ospiterà negli spazi dell’ex nosocomio il Museo Archeologico, il Museo del Terremoto del 1908 e gli Uffici alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina.

© copyright Atelier(s) Alfonso Femia, Cittadella della Cultura, Messina
© copyright Atelier(s) Alfonso Femia, Cittadella della Cultura, Messina

Raccontare la storia di Messina significa raccontare le radici un capitolo importante della storia del Mediterraneo. Questo sarà il compito primario di Cittadella della Cultura, nuovo polo museale che sorgerà dalle ceneri dell’ex ospedale Regina Margherita, complesso instile neoclassico risalente agli anni Trenta e attualmente in stato di abbandono. A riqualificare la struttura sarà l’Atelier(s) Alfonso Femia – vincitore della procedura di gara aperta – capogruppo con Acale, Acale studio Associato, TFE ingegneria, Engineering Group, Archeolab, Moduloquattro architetti associati, Michelangelo Pugliese architetto, Rosaria Toma architetto e Marija Golubovic ingegnere, lavorando sul doppio binario della valorizzazione degli edifici e del contesto urbano complessivo della città.

 

CITTADELLA DELLA CULTURA DI MESSINA, IL PROGETTO DI ATELIER(S) ALFONSO FEMIA

Oltre al recupero di un’importante porzione del patrimonio architettonico, che verrà restituito alla collettività, il progetto verte quindi sulla riqualificazione di un intero quartiere, in linea con la pratica di Atelier(s) Alfonso Femia, orientata alla cura dei luoghi, al rispetto delle stratificazioni storiche, alla conciliazione compositiva e paesaggistica. Gli edifici dell’ex ospedale Regina Margherita verranno recuperati con interventi di restauro conservativo, manutenzione straordinaria, consolidamento e ristrutturazione interna, nel rispetto delle caratteristiche stilistiche originarie. L’impianto novecentesco presenta uno schema distributivo a padiglioni, ricostruito in seguito al terremoto del 1908 con ampliamenti delle strutture che sono proseguiti per tutto il secolo scorso al ritmo delle crescenti esigenze di spazio. Saranno i padiglioni uno, due e tre – con superficie complessiva di quasi 10mila metri quadrati – a ospitare le funzioni museali e la sede della Soprintendenza, previo un intervento che prevede la completa revisione della distribuzione degli spazi interni e il recupero delle facciate di pregio.

CITTADELLA DELLA CULTURA DI MESSINA, IL MUSEO DEL TERREMOTO DEL 1908

Il terremoto del 1908, partito da una faglia marina situata nello Stretto, è considerato il più grave avvenimento sismico d’Europa, che distrusse le città di Messina e Reggio Calabria costando la vita a 120mila persone. Gli scavi successivi hanno portato alla luce reperti che testimoniano dell’eterogeneità culturale dalle radici preistoriche a quelle greche e romane. Per questo il nuovo museo della Cittadella della Cultura sarà di tipo archeologico e accoglierà l’enorme patrimonio di rilievo storico-artistico e documentario di questo territorio. L’allestimento verrà organizzato mettendo in primo piano l’orientamento divulgativo per favorire l’accessibilità a un pubblico di non addetti ai lavori e una parte dei reperti verrà collocata in spazi protetti all’aperto. Saranno previsti spazi per mostre temporanee, oltre alle consuete strutture di servizio.

LA CITTADELLA DELLA CULTURA DI MESSINA, IL COMMENTO DI ALFONSO FEMIA

La Cittadella della Cultura diventerà un magnete di attrazione, un nuovo punto di riferimento per Messina. Costituirà un ulteriore elemento di seduzione per il turismo culturale: il passato remoto, nel museo archeologico, ricco di narrazioni in cui alla storia si mescola la mitologia, interagirà con un altro essenziale elemento fondativo del territorio, la memoria del terremoto del 1908”, dichiara Alfonso Femia dell’omonimo studio di progettazione. “Con questa scelta la Regione Sicilia va oltre la logica della valorizzazione patrimoniale, costruendo un’occasione culturale significativa in scala europea”.

– Giulia Ronchi

https://www.atelierfemia.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.