La Spagna riscopre la civiltà etrusca. Il Museo Archeologico di Alicante ospita, da fine agosto a dicembre, una grande mostra organizzata insieme a Firenze e Volterra

L’eredità degli Etruschi nel mondo antico, quando non fu diretta, come nel caso della civiltà romana, fu senza dubbio mediata attraverso gli scambi commerciali sul Mediterraneo, a opera soprattutto di Fenici e Cartaginesi. A partire dal VI a.C. gli Etruschi esportarono all’altro lato del Mare Nostrum un vino pregiato che già producevano in surplus nelle terre del Centro Italia, e che per i popoli iberici rappresentava un prodotto di lusso, destinato al consumo delle élite sociali. Lo testimoniano le tante anfore e i reperti archeologici ritrovati negli antichi relitti del Mediterraneo.

IL LEGAME DEGLI ETRUSCHI CON LE CIVILTÀ DEL MEDITERRANEO

È centrata proprio sui legami fra le civiltà del Mediterranee la mostra Etruscos El Amanacer de Roma (Etruschi – L’alba di Roma), in programma al MARQ di Alicante, museo archeologico provinciale fondato nel 1932 e premiato nel 2004 come miglior museo europeo dell’anno. Dal 26 agosto al 12 dicembre verranno esposti per la prima volta in Spagna 150 pezzi provenienti dalle collezioni etrusche del Museo archeologico nazionale di Firenze e del Guarnacci di Volterra, una delle istituzioni museali più antiche d’Europa, fondato nel 1761. Allestita in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici della Provincia di Pisa e Livorno, la mostra è curata da Giuseppina Carlotta Cianferoni, archeologa e storica dell’arte, insieme a un pool di studiosi di tutti e tre i musei partecipanti. L’evento è stato presentato alla stampa nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, con la partecipazione dell’ambasciatore d’Italia in Spagna Riccardo Guariglia e dei rappresentanti delle istituzioni pubbliche di Alicante.

La facciata del Museo Archeologico di Alicante
La facciata del Museo Archeologico di Alicante

UNA CULTURA RAFFINATA MA MISTERIOSA

Gli Etruschi sono un popolo antico, affascinante e tutt’ora in parte misterioso, che occupò il centro della penisola italiana tra il IX e I secolo a.C. e che tanto influenzò la nascita di Roma. La loro raffinata cultura è emersa soprattutto attraverso gli scavi delle tante necropoli sparse tra Toscana e Lazio. Le tombe, ricche di gioielli e ornamenti, suppellettili e tanti oggetti d’uso comune, parlano del senso della vita e della morte di questo popolo anteriore e contemporaneo alla Grecia classica, ma anche dei loro riti religiosi e dei piaceri della tavola. Gli Etruschi erano un popolo socialmente avanzato, le donne erano emancipate, alcune anche sacerdotesse e altre partecipavano ai banchetti insieme agli uomini, bevendo persino il vino. Una novità tra i popoli antichi, tanto che, nella Roma repubblicana, l’etrusca era spesso considerata una donna di facili costumi.

AL MARQ 150 PEZZI PROVENIENTI DA TUTTA L’ETRURIA

La mostra, ideata espressamente per il Museo archeologico di Alicante ‒ con un allestimento curato da Contemporanea Progetti di Firenze – segue la linea di investigazione degli ultimi anni al MARQ, dedicata a civiltà lontane come i Greci, i Vichinghi e gli Egizi, che attraverso i commerci si intrecciarono con la cultura iberica. Vi sono esposti pezzi provenienti da 37 sedi dell’antica Etruria, alcuni dei quali lasciano per la prima volta l’Italia. Fra questi, l’urna di Ulisse e le Sirene e quella del Ratto di Proserpina (dal Museo di Volterra), la brocca di canopo di Chiusi, una stele funeraria da Firenze e il sarcofago maschile dalla necropoli di Rosavecchia, in Toscana. Raggiungeranno Alicante anche straordinari oggetti in oro, come il diadema di Orbetello o i bracciali della necropoli di Bisenzio e del Tumulo della Pietrera di Vetulonia, ma anche oggetti metallici, come il calderone della necropoli del Crocefisso del Tufo o statue in bronzo, tra le quali un gruppo proveniente dai giacimenti di Fermo e Fiesole. La mostra è arricchita anche da importanti pezzi di armamento e di materiale ceramico.

Grattugia etrusca. Photo credit MARQ Alicante
Grattugia etrusca. Photo credit MARQ Alicante

TRACCE ETRUSCHE AD ALICANTE

Non solo senza gli Etruschi non sarebbe esistita la civiltà romana”, come spiega la curatrice Giuseppina Cianferoni, ma piccole tracce dei loro usi e costumi sono state rinvenute anche in Spagna, tra i resti della civiltà iberica lungo la costa valenciana. “La mostra spagnola è rivolta a tutti i tipi di pubblico e sarà accompagnata da materiale didattico e audiovisivo”, ha spiegato Manuel Olcina, archeologo e direttore del MARQ. “È un’occasione importante anche per mostrare materiali provenienti dai giacimenti locali, come Fonteta, Peñagrande, El Oral e Poble Nou”.
In una sezione intitolata Tracce etrusche ad Alicante saranno esposti infatti una ventina di oggetti, perlopiù d’uso comune, legati al trattamento e al consumo del vino, come il celebre infundibulum, una specie di colino, un pezzo raro ritrovato vicino a Javea.

Federica Lonati

Alicante // dal 26 agosto al 12 dicembre
Etruscos – El amanecer de Roma
MUSEO ARCHEOLOGICO DI ALICANTE
Plza. Dr. Gómez Ulla
www.marqalicante.com

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.