Il caso della Grotta di Ardeles a Malaga. Primo “affresco” dell’uomo di Neanderthal

È stato scoperto il primo “intervento pittorico” nella storia della civiltà europea: il pigmento rosso ocra sulle stalattiti della Grotta di Ardeles potrebbe essere stato applicato dagli uomini di Neanderthal, 20.000 anni prima che l’Homo Sapiens facesse il suo ingresso in Europa.

Le tracce di pigmenti rossi trovati nella grotta spagnola di Ardales (fonte João Zilhão, ICREA)
Le tracce di pigmenti rossi trovati nella grotta spagnola di Ardales (fonte João Zilhão, ICREA)

L’inafferrabile pigmento rosso-ocra nella Grotta di Ardales, in Andalusia,è stato applicato dai Neanderthal: è quanto emerge dagli ultimissimi studi, pubblicati da un gruppo internazionale di esperti, guidati dall’Università di Barcellona, sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Un passo che apre la strada verso la definitiva soluzione interpretativa in merito al lungo dibattito che ha animato la comunità archeologica sull’origine dei dipinti.

LO STUDIO DELLA GROTTA DI ARDELES

Gli studiosi che hanno redatto il testo The symbolic role of the underground world among Middle Paleolithic Neanderthalshanno cercato di determinare se la pigmentazione rossa, trovata su un gruppo di stalattiti a forma di cavolfiore nella Grotta di Ardales, fosse di origine naturale o fosse stata applicata appositamente nell’ambiente sotterraneo. Per farlo, sono stati analizzaticampioni della porzione pigmentata, raccolti sia dalla superficie delle stalattiti sia da altre zone della grotta. Per la delicata operazione sono stati impiegati un microscopio raffinatissimo che, sfruttando gli elettroni, riesce ad analizzare oggetti minuscoli con un nanometro di lato e i raggi X.

Sapiens Neanderthal comparison (original photo), DrMikeBaxter (derivative work), CC BY SA 2.0 _https___creativecommons.org_licenses_by sa_2.0_, via Wikimedia Commons
Sapiens Neanderthal comparison (original photo), DrMikeBaxter (derivative work), CC BY SA 2.0 _https___creativecommons.org_licenses_by sa_2.0_, via Wikimedia Commons

LA SCOPERTA EMERSA SULLA GROTTA DI ARDELES

È stato stabilito che il pigmento presente sulle stalattiti è un materiale estraneo alla grotta. I segni non possono essere definiti propriamente pittura rupestre, tuttavia la consistenza della superficie suggerisce che il pigmento sia stato applicato attraverso spruzzi o insufflazione. Il dripping di Pollock e la sua ispirazione sciamanica non ci sembrano ora così lontani da questi primissimi gesti creativi. Eppure si ritiene che la colorazione non sia un desiderio di espressione artistica, ma sia coincisa con la necessità di marcare simbolicamente il sito, per la volontà pratica di renderlo riconoscibile a distanza di tempo. Sono i dati raccolti a offrire questo spunto: la colorazione sarebbe avvenuta in almeno due fasi distinte, prima di 65.500 anni fa e tra 45.300 e 48.700 anni fa. Nonostante tutte queste elucubrazioni, rimane un’ipotesi affascinante: questo intervento potrebbe essere frutto dell’Uomo di Neanderthal, poiché i pigmenti risalgono a più di 20.000 anniprima che l’Homo Sapiens abitasse l’Europa.

— Giorgia Basili

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.