Scoperta archeologica a Verona: da uno scavo sotto a un’ex cinema riaffiora una piccola Pompei

Sotto all’edificio che un tempo ospitava il Cinema Astra, in Via Oberdan, si celano resti di epoca romana risalenti all’età imperiale: in particolare pareti affrescate che ricorderebbero secondo le prime analisi gli edifici di Pompei

Ex Cinema Astra, Verona
Ex Cinema Astra, Verona

Che sotto a quel cinema abbandonato da anni e in condizioni di degrado si celassero i resti di un passato molto lontano, risalente al periodo romano, era cosa già nota e da almeno 15 anni, ovvero quando sono stati condotti i primi scavi, poi interrotti. Le nuove indagini condotte sotto all’ex Cinema Astra a Verona – tra le sale cinematografiche storiche della città, da tempo chiusa al pubblico – adesso svelano però ulteriori dettagli che aprono a inediti scenari sulla storia millenaria della città: dagli scavi infatti sono emersi resti di un complesso architettonico affrescato risalente al II secolo, che addirittura ricorderebbe nello stile quello della città di Pompei.

LA “POMPEI” DI VERONA SOTTO AL CINEMA ASTRA

I lavori di scavo al Cinema Astra rientrano nell’ambito si un più complesso piano di ristrutturazione e valorizzazione promosso dai nuovi proprietari dell’immobile. Secondo quanto finora rivelato dalla Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona, del complesso di età imperiale appena riemerso sono stati rinvenuti – come riporta Veronasera – “murature affrescate, impianti di riscaldamento sia a pavimento che a parete, pavimenti in cementizio decorati da tessere e crustae”. Dagli scavi è inoltre emerso che una parte degli ambienti sono stati distrutti da un incendio: “anche all’ex cinema Astra, come anche in altri contesti cittadini, un incendio sembra aver messo fine alla frequentazione del complesso”, conclusione alla quale gli archeologi sono giunti per la presenza di “resti crollati dei soffitti, un mobile di legno carbonizzato all’interno di un ambiente che ha conservato intatti, nonostante la distruzione, i magnifici colori delle pareti affrescate risalenti al II secolo”. La Sovrintendenza svelerà ulteriori dettagli sugli studi condotti il prossimo 17 giugno, in conferenza stampa. Che anche a Verona sia esistita, negli stessi anni, un’altra Pompei? O che semplicemente quello stile che oggi chiamiamo “pompeiano” perché rimasto integro sotto ai lapilli dell’eruzione era in realtà molto diffuso nell’Italia dell’epoca?

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.