Scatola Archeologica, sull’Aventino una domus romana all’interno di un complesso residenziale

Il progetto è il risultato della collaborazione tra Bnp-Paribas Real Estate (proprietaria del complesso immobiliare) e Soprintendenza Speciale di Roma che ha effettuato gli scavi. Il nuovo sito museale avrà un allestimento multimediale a cura di Piero Angela e Paco Lanciano

Scatola Archeologica della Domus Aventino - Roma
Scatola Archeologica della Domus Aventino - Roma

La sua scoperta risale al 2015 quando, durante i lavori di ristrutturazione di un complesso all’Aventino a Roma, sono emersi i suoi resti, tra cui i sorprendenti mosaici che oggi rappresentano la testimonianza più affascinante dell’intero sito. Si tratta della domus risalente al II secolo d.C. ritrovata in una proprietà di Bnp-Paribas Real Estate, oggi complesso residenziale chiamato Domus Aventino. Da questa straordinaria scoperta, è nata una collaborazione tra Bnp-Paribas Real Estate e la Soprintendenza Speciale di Roma che, a Piazza Albania, ha realizzato uno scavo archeologico che dal prossimo 7 maggio sarà aperto al pubblico. Non si tratterà di un museo, ma di una Scatola Archeologica – è questo il suo nome – all’interno di un complesso residenziale, con un allestimento multimediale curato da Piero Angela e Paco Lanciano.

LA DOMUS AVENTINO

Il progetto immobiliare consiste nella riqualificazione di tre edifici, in passato sede di BNL, partendo dal progetto degli anni Cinquanta dell’ingegnere Cesare Pascoletti, collaboratore dell’architetto Piacentini. Il nuovo progetto architettonico invece è a firma di Studio Tamburini, mentre gli interni sono di Studio Marco Piva. Durante gli scavi per il consolidamento antisismico dell’immobile, sono emersi mosaici, strutture e materiali che vanno dall’VIII secolo a. C. al III d. C., dai primi terrazzamenti nel banco di tufo dell’Aventino fino a una sontuosa domus: “tra il VI e il III secolo a.C. viene realizzato un muro in blocchi di tufo interpretabile come una torre di guardia, interna alle fortificazioni i cui resti monumentali sono oggi visibili a piazza Albania e in via di Sant’Anselmo”, si legge sul sito de La Scatola Archeologica. “Un successivo intervento della fine del III secolo a.C. rialza sensibilmente il piano di frequentazione con una colmata di terra e detriti che ha restituito moltissime ceramiche di quell’epoca. Alla metà del II secolo a.C. all’interno di una poderosa muratura in opera incerta, inizia a svilupparsi una domus, inaugurando il cambiamento di destinazione d’uso della zona, da militare a residenziale”.

LA SCATOLA ARCHEOLOGICA DELLA DOMUS AVENTINO

Dal prossimo 7 maggio la Scatola Archeologica sarà aperta al pubblico, con visite guidate a cura di Cooperativa Archeologia. Ad attendere i visitatori è un percorso che coniuga archeologia, architettura e tecnologia, con un allestimento multimediale a cura di Piero Angela e Paco Lanciano, con videomapping e proiezioni che raccontano la stratificata storia della domus di cui, inoltre, sono presentati i reperti nel modo in cui sono stati ritrovati.

– Desirée Maida

www.scatolaarcheologica.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.