Riapre la Galleria dell’Accademia di Firenze. Tra lavori di restauro e nuovo allestimento

Il museo fiorentino riapre al pubblico, dopo mesi di stop, con un nuovo allestimento derivato dai numerosi lavori di restauro che hanno interessato numerosi ambienti dell’edificio. Oltre 600 opere hanno trovato nuova collocazione all’interno di un percorso tutto da scoprire

Galleria dell'Accademia di Firenze © Massimo Sestini
Galleria dell'Accademia di Firenze © Massimo Sestini

La ripartenza e la riapertura dei musei italiani, dopo mesi di chiusura forzata a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia appare, almeno per alcuni di loro, particolarmente vivace e all’insegna delle novità. Dopo i lavori di restauro e l’apertura di nuove sale agli Uffizi, un altro importante museo fiorentino si accinge a riaccogliere il proprio pubblico con un nuovo allestimento e un nuovo percorso espositivo: si tratta della Galleria dell’Accademia, che dopo essere stata protagonista di cantieri di ristrutturazione che hanno richiesto la movimentazione di oltre 600 opere, apre le proprie porte dal prossimo 6 maggio. “È stata un’impresa oserei dire ciclopica, ricollocare tutte queste opere”, spiega Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze. “I lavori che sistematicamente abbiamo iniziato per risolvere i numerosi problemi conservativi dell’edificio, ci hanno messo di fronte a una grande sfida: ripensare l’assetto espositivo del museo, nel rispetto delle sue collezioni. Sono molto felice del risultato, che ritengo molto accattivante, e di poterlo condividere con il nostro pubblico”.

Galleria dell'Accademia di Firenze © Massimo Sestini
Galleria dell’Accademia di Firenze © Massimo Sestini

IL NUOVO ALLESTIMENTO DELLA GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE

Il nuovo allestimento è il risultato dei diversi cantieri che interessano la Gipsoteca, la Sala del Colosso, le sale Bizantine e il primo piano. Da giugno si susseguiranno nuove aperture e quindi nuovi allestimenti, e a luglio termineranno i lavori sull’impiantistica che interessano tutto il museo, con un nuovo impianto di climatizzazione funzionante in ogni sala. La Gipsoteca, che ricrea idealmente lo studio dello scultore Lorenzo Bartolini, ospitava circa 450 opere tra busti ritratto, bassorilievi e sculture; queste opere, adesso, sono collocate lungo il nuovo percorso, raggruppate per aree tematiche, accompagnando il visitatore fino al David di Michelangelo. Riapre inoltre il Dipartimento degli Strumenti Musicali, in cui è ospitata la collezione del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze con circa 50 strumenti musicali provenienti dalle collezioni private dei granduchi di Toscana, i Medici e i Lorena, raccolti tra la seconda metà del secolo XVII e la prima metà del XIX. Tra gli strumenti facenti parte della collezione, la viola tenore e il violoncello di Antonio Stradivari, un violino Stradivari del 1716, un violoncello Nicolò Amati del 1650, una spinetta ovale e un clavicembalo in ebano di Bartolomeo Cristofori.

Galleria dell'Accademia di Firenze © Massimo Sestini
Galleria dell’Accademia di Firenze © Massimo Sestini

GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE: IL NUOVO PERCORSO DI VISITA

Dal Dipartimento degli Strumenti Musicali, grazie alla riapertura di un passaggio, si giunge adesso agli ambienti delle ex-Fiorentine, solitamente destinati alle esposizioni temporanee. Qui adesso sono esposti i dipinti che si trovavano nella Sala del Colosso, ancora chiusa per lavori, una raccolta di opere pittoriche fiorentine del Quattrocento e del primo Cinquecento che comprende capolavori quali la Tebaide di Paolo Uccello, il Cassone Adimari dello Scheggia, fratello di Masaccio, la Pala del Trebbio di Botticelli e opere di Domenico Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Jacopo del Sellaio, Filippino Lippi e Mariotto Albertinelli. Ecco le immagini del nuovo allestimento firmate da Massimo Sestini.

– Desirée Maida

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Spazio espositivoGALLERIA DELL'ACCADEMIA
IndirizzoVia Ricasoli 58-60 - Firenze - Toscana
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.