Certosa di Pavia: completato restauro di un antico Graduale miniato. Grande progetto per il 2024

A 239 anni dalla dispersione del prezioso patrimonio dei codici della Certosa, la Direzione Generale Musei finanzia un progetto per riunire, restaurare e digitalizzare i tredici volumi finora recuperati. Si comincia con il Codice 822: le immagini

Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia
Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia

Con il termine “Graduale” si intende il volume che raccoglie i canti delle messe che si susseguono nel Calendario Liturgico della Chiesa Cattolica. Uno strumento religioso fondamentale e ad uso collettivo: il codice veniva aperto, e via via sfogliato, su un alto leggio al centro del Coro, in modo che tutti monaci potessero, dai loro stalli, seguirne i testi e le annotazioni musicali, ammirandone le brillanti miniature. Queste ultime, peraltro, erano realizzate dai maggiori artisti e miniatori attivi per la corte dei Visconti prima e degli Sforza poi, grandi protettori del monastero pavese. Manufatti preziosissimi di cui la Certosa di Pavia possedeva 39 esemplari, stando a un inventario dei beni del monastero redatto il 16 dicembre 1782. Una data cruciale che segna purtroppo la soppressione della Certosa (fondata nel 1396 per volontà del primo duca di Milano Gian Galeazzo Visconti) e la relativa dispersione dell’importante fondo librario, composto da oltre 10 mila volumi, tra codici miniati, manoscritti e incunaboli, poi confluiti in parte nella biblioteca Braidense di Milano e in parte di quella Universitaria di Pavia, finendo anche in luoghi ancora ignoti.

Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia
Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia

SLEEPING BEAUTY, IL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DEI LIBRI DA CORO

Nel tempo, tuttavia, le ricerche hanno permesso l’individuazione e il recupero di molti tra i libri da corotredici di essi, sono ora tra i beni del Museo della Certosa, uno dei dodici istituti statali affidati alla Direzione regionale Musei Lombardia. La loro valorizzazione è al centro del progetto Sleeping Beauty, finanziato dalla Direzione Generale Musei, che punta al recupero e al restauro di opere non esposte per avviare percorsi di ricerca e valorizzazione anche all’estero. Al progetto stanno lavorando, accanto ad Emanuela Daffra e Barbara Galli, direttore del Museo della Certosa, Cristina Quattrini e Pierluigi Mulas, in partenariato con le istituzioni detentrici degli altri codici. Con i medesimi fondi si è redatta anche la scheda conservativa di ciascuno dei tredici volumi superstiti. A partire dal prossimo ottobre, grazie alla collaborazione dei monaci che gestiscono la Certosa, saranno eccezionalmente aperte le porte della biblioteca: una mostra presenterà il volume restaurato nel suo attuale contesto, il gigantesco contenitore che racchiude gli altri tesori miniati ‘dormienti’.

Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia
Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia

IL RESTAURO DEL CODICE 822 DELLA CERTOSA DI PAVIA

Il primo volume a essere sottoposto a restauro (ora terminato) è stato il Codice 822, con un intervento ad opera di Filippo Capellaro e Gianlorenzo Pignatti svoltosi attraverso diverse fasi: pulitura superficiale con microaspirazione e pennelli, rimozione di vecchie veline, consolidamento dei pigmenti recanti danni da abrasione, sutura degli strappi e velatura delle aree corrose dall’inchiostro, per citarne alcune. “Questa indagine capillare è fondamentale: fornisce una road map per i futuri interventi, dettando le priorità e consentendo di delineare l’impegno finanziario necessario al restauro dell’intero gruppo”, ha spiegato Emanuela Daffra, Direttore regionale Musei Lombardia. “Ha anche evidenziato l’inadeguatezza dal punto di vista conservativo del mobile monumentale, fatto realizzare appositamente per contenere i volumi a fine Ottocento, quando rientrarono in Certosa. Se ne è perciò progettata la rifunzionalizzazione, affidata a Luciano Gritti, che permetterà conservazione ed esposizione corretta dei codici e sarà conclusa entro l’estate”.

Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia
Corale 1_822, Certosa, Certosa di Pavia

LA DIGITALIZZAZIONE DEL CODICE 822 DELLA CERTOSA DI PAVIA

Il restauro è stato accompagnato dalla ripresa fotografica ad altissima definizione di ogni pagina del Graduale 822 (restaurato) e del gemello 814, restaurato alcuni anni fa dalle monache di Viboldone. L’obiettivo è digitalizzare i codici man mano che vengono sottoposti a restauro, rendendo il patrimonio accessibile online e “sfogliabile” digitalmente da ogni utente. Lo step ultimo è fissato nel 2024: si punta alla riunione, fisica o virtuale, attorno ai tredici tomi tutti restaurati, del meglio della biblioteca certosina. Un traguardo ambizioso per far chiarezza su autori e attribuzioni, ma soprattutto fare riemergere in una chiave inedita parte della storia di una delle Certose più grandi al mondo.

– Giulia Ronchi

https://www.certosadipavia.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.