Il Museo Nazionale di Copenhagen si rinnova, in attesa dei Vichinghi nel 2021

Le saghe dei Vichinghi hanno conquistato intere generazioni: proprio a questa popolazione è dedicato il nuovo allestimento della collezione permanente del museo di Copenaghen, che riaprirà nell’estate del prossimo anno

La sala vichinga con Roskilde 6. Photo Nationalmuseet
La sala vichinga con Roskilde 6. Photo Nationalmuseet

Nell’estate dell’anno prossimo il Nationalmuseet a Copenhagen riaprirà al pubblico con un nuovo allestimento della collezione permanente (che data dall’Età del Bronzo) e una grande mostra sui Vichinghi, protagonisti di saghe leggendarie ma anche precursori di molte esplorazioni dei secoli successivi. Negli ultimi anni in tutta la Scandinavia sono sorti musei dedicati a questo antico popolo; una riscoperta che ha sia scopi di promozione turistica, sia scopi di approfondimento storico, anche alla luce delle molte nuove scoperte archeologiche degli ultimi anni. Da parte sua, il museo di Copenhagen proporrà anche una nuova modalità di fruizione degli spazi. L’intero progetto di rinnovamento è reso possibile grazie a donazioni da parte delle fondazioni private A.P. Møller e Augustinus. 

UN PASSATO GLORIOSO PROIETTATO NEL FUTURO 

Pensi ai Vichinghi, e subito corrono alle mente le loro straordinarie capacità di navigatori: ad esempio, fra l’859 e l’862, Hasting e Bjørn Jernside si diressero verso il Nord Africa, la Spagna e l’Italia (dove toccarono la costa ligure) a capo di una potente flotta di navi vichinghe, con l’obiettivo, andato fallito, di raggiungere la città di Roma, il cui nome incuteva ancora una certa soggezione in quei popoli calati dal freddo Nord. Questa straordinaria spedizione sarà uno dei capitoli della grande mostra dell’estate del 2021, al termine della quale parte degli oggetti (armi, armature, utensili, gioielli, e anche la più grande nave vichinga del mondo, Roskilde 6,recuperata negli anni Sessanta dal vicino fiordo) resteranno esposti nella collezione permanente secondo un nuovo allestimento. Come spiega l’antropologo Rane Willerslev, direttore del Museo, si sta lavorando a un piano di sviluppo a lungo termine, nel corso del quale sperimentare nuove forme di narrazione e di esposizione, cercando di annullare la separazione fra le mostre temporanee e la collezione permanente, la quale dovrebbe diventare il nucleo di riferimento per gli approfondimenti di volta in volta proposti al pubblico. 

PRIMI ESPERIMENTI

Il primo passo è stato, nel 2019, la collaborazione con il designer Jim Lyngvild per un rinnovamento scenografico dell’area vichinga del museo, che gradualmente interesserà anche le altre sale. Il visitatore che vuole conoscere il passato, da adesso è coinvolto attivamente nella visita, attraverso, ad esempio, le grandi fotografie che ricostruiscono i momenti della vita quotidiana vichinga; ricostruzioni che non sono però rigorose nei dettagli, anche se esatte nella sostanza. Compaiono così, nelle scene rievocate e fotografate che decorano le pareti delle sale, oggetti di epoche successive. Ma, come spiegano dal museo, ciò serve a stimolare l’immaginazione del pubblico, a coinvolgerlo in un processo interpretativo e critico, a suscitarne l’interesse, rinunciando a fornire un’interpretazione e un significato accademici e freddi. A ristabilire l’esattezza storica, provvedono comunque gli oggetti esposti nelle bacheche, che adesso, per un meccanismo di curiosità psicologica, vengono guardati più a lungo e più attentamente. La grande mostra del 2021 potrà confermare o meno questi interessanti sviluppi.

Niccolò Lucarelli 

Nationalmuseet
Ny Vestergade 10
1471 Copenhagen K
www.natmus.dk

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.