Pompei: dal cantiere dei nuovi scavi emerge il corpo di un uomo travolto dall’eruzione del 79 d.C.

Eccezionale scoperta a Pompei: dal cantiere dei nuovi scavi emerge lo scheletro di un uomo nell’esatta posizione in cui fu travolto dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. È il ritrovamento più importante degli ultimi 20 anni…

Lo scheletro dell'uomo ritrovato a Pompei
Lo scheletro dell'uomo ritrovato a Pompei

Una nuova testimonianza dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. è emersa dagli scavi di Pompei. Si tratta dello scheletro di uomo, che le prime analisi identificano di età superiore ai trent’anni, riaffiorato dal cantiere dei nuovi scavi della Regio V. Una scoperta di eccezionale valore. È la prima volta, infatti, da più di vent’anni che si trovano in resti di un essere umano nell’esatta posizione in cui fu travolto dall’eruzione.

IL RITROVAMENTO

Ed è stata trovata esattamente così, con il corpo sbalzato all’indietro dal potente flusso piroclastico e il torace schiacciato dal grosso blocco di pietra che lo ha ucciso, probabilmente in un tentativo disperato di fuga dalla furia eruttiva, la prima vittima del cantiere dei nuovi scavi della Regio V di Pompei. Dalle prime analisi condotte da un’antropologa è emerso che si tratta di un uomo di circa 35 anni, alto circa 1,70, claudicante. La presenza di lesioni alle tibie indicano un’infezione ossea, che potrebbe essere stata la causa di significative difficoltà nella deambulazione, tali da impedire all’uomo di fuggire. Proprio questo difetto fisico ha presumibilmente compromesso le possibilità di salvezza dell’uomo, morto sul colpo, dopo essere stato colpito da un masso di oltre 300 chili, mentre tentava di scappare. “Lo scheletro è stato ritrovato”, si legge nel comunicato stampa emesso dal MiBACT, “all’incrocio tra il Vicolo delle Nozze d’Argento e il Vicolo dei Balconi, di recente scoperta, che protende verso via di Nola. Dalle prime osservazioni, risulta che l’individuo sopravvissuto alle prime fasi dell’eruzione vulcanica, si sia avventurato in cerca di salvezza lungo il vicolo ormai invaso dalla spessa coltre di lapilli. Il corpo è stato infatti rinvenuto all’altezza del primo piano dell’edificio adiacente, ovvero al di sopra dello strato di lapilli. Qui è stato investito dalla fitta e densa nube piroclastica che lo ha sbalzato all’indietro”.

UNA SCOPERTA ECCEZIONE

Era da oltre trent’anni che non si facevano scavi ex novo all’interno del grande sito archeologico di Pompei. In particolare, la zona in cui è avvenuto il ritrovamento non era mai stata ispezionata. Eppure si sta rivelando particolarmente ricca di reperti e testimonianze. Oltre ai resti dell’uomo, stanno emergendo anche vicoli, case, affreschi ed oggetti. “Questo ritrovamento eccezionale”, dichiara Massimo OsannaDirettore Generale del Parco Archeologico di Pompei,“rimanda al caso analogo di uno scheletro rinvenuto da Amedeo Maiuri nella casa del Fabbro e oggetto di recente studio. Si tratta dei resti di un individuo claudicante, anche lui probabilmente impedito nella fuga dalle difficoltà motorie e lasciato all’epoca in esposizione in situ. Al di là dell’impatto emotivo di queste scoperte, la possibilità di comparare questi rinvenimenti, confrontare le patologie e gli stili di vita, le dinamiche di fuga dall’eruzione, ma soprattutto di indagarli con strumenti e professionalità sempre più specifiche e presenti sul campo, contribuiscono ad un racconto sempre più preciso della storia e della civiltà dell’epoca, che è alla base della ricerca archeologica.” Nessuna intenzione di fermarsi, ma anzi i lavori proseguiranno dopo la rimozione dello scheletro per provare a scendere di livello e vedere cosa c’è al di sotto del corpo.

L’ENTUSIASMO DI FRANCESCHINI

Il ritrovamento ha suscitato l’entusiasmo dell’intera comunità scientifica ed in particolare del ministro uscente Dario Franceschiniche ci ha tenuto, via Twitter, a sottolineare quanto lavoro è stato fatto negli ultimi anni. “Il mio mandato è iniziato con crolli a Pompei 7 giorni dopo il giuramento da ministro” ha twittato il Franceschini, “e si conclude sempre a Pompei con ritrovamenti straordinari dopo 4 anni di restauri, di scavi in zone mai esplorate e con 1 milione di visitatori in più”.

 

Mariacristina Ferraioli

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CuratoreMassimo Osanna
Spazio espositivoSCAVI DI POMPEI
IndirizzoPiazza Anfiteatro - Pompei - Campania
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.