Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma. Tutela, valorizzazione e calo degli introiti

Stefano Monti fa il punto della situazione sullo stato di salute del Museo Etrusco di Villa Giulia, a qualche mese di distanza dall’insediamento del nuovo direttore. Sottolineando i punti forti della sede capitolina e gli ambiti nei quali è necessario lavorare.

Museo Etrusco di Villa Giulia, Roma
Museo Etrusco di Villa Giulia, Roma

Il Museo Etrusco di Villa Giulia, per chi non ne fosse a conoscenza, è il più importante museo etrusco d’Italia. Si trova a Roma, a una manciata di passi da Villa Borghese, ed è guidato, dal 2017, da un direttore giovane, Valentino Nizzo, classe 1975, che ha ben chiare strategie di valorizzazione e di tutela della struttura che è stato chiamato a gestire.
Il direttore esprime con pacatezza i propri obiettivi (nient’affatto banali) e, malgrado presenti una formazione prevalentemente umanistica, pone al centro del suo mandato i concetti di sostenibilità economica e di valorizzazione.
Tutto ciò è visibile dallo statuto, recentemente emanato del Museo, nel quale all’articolo 3 (compiti istituzionali e funzioni), primo comma (lettera a), è dichiarato che “il MNETRU si impegna in particolare a rendere il polo museale etrusco di Villa Giulia un luogo vitale, inclusivo…”.
Scorrendo lo statuto appaiono definizioni che probabilmente metteranno in difficoltà i prossimi direttori del museo, che si troveranno ancorati a concetti come “coinvolgimento dei cittadini”, “stretta relazione con il territorio”, “reperimento delle risorse finanziarie”, “incremento dei servizi offerti al pubblico”, “sostenibilità finanziaria”, e “fundraising”.
Queste premesse sono fondamentali per un sito che potrebbe essere molto più valorizzato di quanto lo sia in realtà, sia in termini concreti che in termini di comunicazione.

Sarà necessario avviare una politica di valorizzazione non soltanto diretta alle strategie di seeding ma che faccia, ad esempio, emergere il museo anche online”.

Un sito che però, nel 2017, ha mostrato una flessione sia per il numero di visitatori paganti che (di conseguenza) degli introiti lordi (con una flessione di circa il 4%) e che si posiziona agli ultimi posti (per visitatori e per introiti) tra gli Istituti Museali Autonomi.
A discapito di questi numeri, tuttavia, emerge un percorso, una strategia di medio periodo, che potrà riposizionare il Polo Museale, se correttamente perseguita. Ma il lavoro da fare è copioso e la missione è ancora ardua.
Sarà necessario avviare una politica di valorizzazione non soltanto diretta alle strategie di seeding ma che faccia, ad esempio, emergere il museo anche online: il sito web è completamente da rifare, la pagina Facebook ha pochissimo traffico (piace a 11.687 persone), e lavorare soprattutto sull’inserimento del museo all’interno degli itinerari urbani (attualmente sono pochi i percorsi obbligati che lo includono).

Il 2018, probabilmente, sarà l’anno su cui poter andare a valutare il lavoro del direttore non soltanto in termini strutturali, e di approccio strategico di fondo, ma anche e soprattutto di risultati”.

Dovranno forse essere create delle attività di maggiore impatto per riuscire a emergere nella grande concorrenza che la città di Roma, pur nella sua persistente stanchezza, offre.
Un buon lavoro, insomma, che sinora è servito (a quanto pare) a mettere insieme le basi di un processo che dovrà però necessariamente avviarsi presto, anzi immediatamente.
Il problema di fissare obiettivi ambiziosi è che ci si aspetta risultati ambiziosi. Il 2018, probabilmente, sarà l’anno su cui poter andare a valutare il lavoro del direttore non soltanto in termini strutturali, e di approccio strategico di fondo, ma anche e soprattutto di risultati.
Le premesse sono positive. Speriamo che lo siano anche le conclusioni.

Stefano Monti

www.villagiulia.beniculturali.it/

Dati correlati
CuratoreValentino Nizzo
Spazio espositivoMUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA
IndirizzoPiazzale di Villa Giulia - Roma - Lazio
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Stefano Monti
Stefano Monti, partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale.

1 COMMENT

  1. Mi permetto di dare un aiuto all’analisi fatta dall’economista Stefano Monti ringraziandolo innanzitutto per l’attenzione riposta nel museo e per gli auspici che fa sul suo futuro.
    I dati complessivi relativi al 2017 mostrano effettivamente un calo degli introiti nella misura del 6% (pari a circa 8800 euro) a fronte di un incremento dei visitatori del 2.5% (71996, dei quali 31101 paganti). Siamo certo lontani dai grandi numeri registrati da altri importanti musei autonomi, ma siamo purtroppo in linea con i dati storici del Museo di Villa Giulia che negli ultimi 15 anni non ha mai superato in un anno i 78000 visitatori (dato migliore 77886 nel 2014) e, anzi, in molti casi si è tenuta molto al di sotto dei 70000.
    La situazione del Museo sembra dunque non aver in alcun modo risentito degli effetti della riorganizzazione del Ministero, ma questo perché, come sottolinea Monti, la situazione romana non è affatto facile e il Museo di Villa Giulia viene da tre anni di non facile transizione. I dati relativi alla mia gestione (il 2 maggio ho compiuto un anno) possono tuttavia essere già oggetto di una valutazione, senza dover aspettare la fine dell’anno solare.
    Se si confrontano i dati con quelli relativi all’anno precedente si registra un incremento dell’incasso del 3,3% (238.491 euro contro 228.307 nello stesso periodo), un incremento dei visitatori dell’11,9% (77.999 contro 70.547), della misura del 2% se si considerano solo quelli paganti (33.028 contro 32.207). Un risultato sicuramente basso quest’ultimo, sul quale potrebbero pesare diversi fattori, come ad esempio il numero di aperture straordinarie ridotto nel 2017 rispetto al 2016. Ma penso sia significativo evidenziare che il museo negli ultimi 15 anni non aveva mai raggiunto un numero di visitatori pari a quello dell’ultimo anno. C’è un altro dato significativo con segno positivo da considerare, l’incremento degli incassi del bookshop pari al 12.8%.
    Tutti segnali positivi. Ma si può fare certamente di più. Bisogna però recuperare il tempo perso e ha ragione a dire che il sito web è completamente da rifare. Ma potrei raccontarle delle molte manutenzioni straordinarie fatte, dei risultati confortanti ottenuti con l’istituzione di una abbonamento che sta creando una forte comunità locale intorno al Museo e di tante novità che la invito a riscontrare di persona. Partendo sicuramente dal video realizzato dal direttore Massimiliano Tonelli rispetto al quale diverse “promesse” sono state già mantenute. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.
    Grazie per l’attenzione.

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