Firenze, Uffizi firmano “Patto per l’Archeologia” per valorizzare e sostenere il Museo Nazionale

Dal prossimo marzo chi acquisterà il biglietto per gli Uffizi potrà entrare gratuitamente al Museo Archeologico di Firenze. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’accordo stipulato dalle due istituzioni, finalizzato alla valorizzazione del “meno noto” museo di arte antica

Le Gallerie degli Uffizi
Le Gallerie degli Uffizi

Sostegno economico, supporto alle attività culturali, ingresso gratuito e conseguente incremento del numero dei visitatori del museo. Sono questi in sintesi i punti salienti e gli obiettivi del Patto per l’Archeologia, accordo recentemente stipulato a Firenze che vede le Gallerie degli Uffizi impegnarsi per i prossimi cinque anni in un piano di valorizzazione a favore del Museo Archeologico Nazionale.  Ma non si tratta semplicemente di un “atto di solidarietà da un museo grande verso un museo piccolo”, come lo ha definito il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, piuttosto di una sinergia mirata a “ricercare intenti comuni per la valorizzazione del patrimonio museale di Firenze”, come ha spiegato il direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu.

Testa di cavallo detta “Medici Riccardi”. Seconda metà del IV secolo a.C., bronzo, cm 81 x 95 x 40. Firenze, Museo Archeologico Nazionale, inv. 1639
Testa di cavallo detta “Medici Riccardi”. Seconda metà del IV secolo a.C., bronzo, cm 81 x 95 x 40. Firenze, Museo Archeologico Nazionale, inv. 1639

L’ACCORDO

A partire dall’1 marzo, data in cui il Patto per l’Archeologia entrerà ufficialmente in vigore, ogni biglietto acquistato per accedere agli Uffizi comprenderà anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico. Per compensare il mancato introito, gli Uffizi cederanno il 2,5% del ricavo della propria bigliettazione a favore del Museo Archeologico, una cifra pari a circa 500mila euro che potrà essere investita per restauri, lavori architettonici e infrastrutturali, nuovi allestimenti, pubblicazioni, mostre e progetti di ricerca. Inoltre i due musei inizieranno a collaborare per la realizzazione di progetti di ricerca e divulgazione, con convegni, cicli di lezioni e laboratori didattici, mostre su temi archeologici alle Gallerie degli Uffizi e altre sulla fortuna dell’arte greca, egiziana, etrusca e romana al Museo Archeologico.

IL MUSEO ARCHEOLOGICO, “COSTOLA” DEGLI UFFIZI

Se gli Uffizi oggi rappresentano, nell’immaginario collettivo, una delle testimonianze più considerevoli dell’arte rinascimentale italiana, è anche vero che le origini del museo vanno ricercate proprio nell’ambito dell’archeologia. Alla fine del XIV secolo, infatti, le prime opere d’arte ad essere ospitate nel complesso vasariano appena ultimato furono i marmi antichi delle collezioni medicee. Per secoli gli Uffizi sono stati per i suoi visitatori in primo luogo un museo di antichità: la sua icona era la Venere dei Medici, la statua ellenistica che ancora oggi troneggia al centro della Tribuna. Ma il museo vantava anche una ricca collezione di buccheri etruschi, vasi figurati, urne, statue egizie, argenterie tardo-romane. Questa natura archeologica degli Uffizi fu radicalmente trasformata nel quadro della riorganizzazione museale che Firenze conobbe negli anni successivi all’Unità d’Italia. Già negli ultimi anni del Granducato, la Collezione Egizia era stata estrapolata per dar vita a un’entità museale autonoma, ma sarà solo agli anni ’70 dell’Ottocento che capolavori indiscussi come la Chimera, l’Arringatore, la Minerva, l’Idolino, il Vaso François e la testa in bronzo di Antinoo lasciarono le sale degli Uffizi. Tutte opere che tra il 1880 e il 1881 arrivarono a Palazzo Crocetta, ovvero l’attuale sede del Museo Archeologico, che ospitò le raccolte di arte antica, implementandole vertiginosamente grazie alla politica di acquisti favorita dai Savoia e alle campagne di scavo che iniziavano ad essere avviate in maniera sistematica.

Eike Schmidt
Eike Schmidt

LA RISCOPERTA DELL’ARTE CLASSICA

L’accordo di valorizzazione stretto dai due musei ha validità di cinque anni ed è rinnovabile, e si basa non solo su accordi di natura economica e manageriale, ma trova fondamento sulla storia e sulle collezioni che le due istituzioni condividono da secoli. “Offrendo ai visitatori il più forte incentivo economico di bigliettazione concepibile, cioè la gratuità condizionata da un comportamento virtuoso”, spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, “verrà promossa la deviazione dei flussi turistici dal quadrilatero romano verso il quartiere della Santissima Annunziata, favorendo non soltanto l’economia della zona, ma per l’effetto domino anche la fruizione degli altri musei nelle vicinanze, come il Museo degli Innocenti, il Museo di San Marco e il Museo della Sinagoga. Il riallacciamento tra gli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze”, conclude Schmidt, “inoltre sottolinea il ruolo centrale delle civilizzazioni classiche e delle discipline che le studiano per comprendere lo sviluppo storico successivo e il mondo di oggi e di domani”.

– Desirée Maida

www.uffizi.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.