L’Unesco riconosce a sorpresa la Tomba dei Patriarchi “sito palestinese” e Israele si arrabbia

Il riconoscimento inaspettato della Tomba dei Patriarchi, luogo sacro per gli ebrei, ma venerato anche dai musulmani, come sito palestinese rischia di inasprire ulteriormente i rapporti tra ebrei e palestinesi

La tomba dei Patriarchi
La tomba dei Patriarchi

La lotta eterna tra Israele e Palestina non accenna a placarsi. L’ultimo atto di una guerra infinita che sembra non conoscere tregua si è giocato a Cracovia con il riconoscimento da parte dell’Unesco, della Tomba dei Patriarchi ad Hebron, in Cisgiordania, come «sito palestinese» appartenente al Patrimonio mondiale dell’umanità. Una scelta giudicata incomprensibile da Israele che ha accusato, attraverso le parole del premier Benyamin Netanyahu, l’Unesco di falsificare la storia.

LA RISOLUZIONE

A favore della risoluzione, presentata dai palestinesi e fortemente contestata da Israele, si sono espressi 12 Stati membri, 3 hanno votato contro e 6 si sono astenuti. In base alla decisione del Comitato la Città Vecchia di Hebron e la Tomba dei Patriarchi acquisiscono il titolo di siti palestinesi e vengono iscritti nella lista dei siti in pericolo da tutelare. La scelta dell’Unesco rappresenta una cocente sconfitta per lo Stato d’Israele che ha fortemente stigmatizzato la scelta degli stati membri a favore della Palestina sottolineando a più riprese le origini ebraiche del luogo.

LA TOMBA DEI PATRIARCHI

La Tomba dei Patriarchi è uno dei luoghi più significativi della religione ebraica in quanto è considerata il sepolcro dei Patriarchi di Israele Abramo, Isacco e Giacobbe. Si tratta di un complesso architettonico costruito su una serie di grotte sotterranee situate ad Hebron, in Cisgiordania. Secondo il racconto biblico, Giacobbe, giunto in punto di morte, fece giurare a suo figlio Giuseppe di essere portato qui per esservi sepolto. Giuseppe per mantenere il suo giuramento, fece imbalsamare il padre e lo trasportò ad Hebron dall’Egitto per la sepoltura. Ogni anno il monumento è visitato da migliaia di ebrei che qui si recano in pellegrinaggio.
La Tomba dei Patriarchi è, al tempo stesso, luogo di devozione anche per i musulmani che lo chiamano Santuario di Abramo o Moschea di Abramo. Da sempre il luogo è conteso da tutte e due le fazioni ed è stato anche teatro del feroce massacro di Hebron del 1994 ad opera di un generale israeliano che ha aperto il fuoco sulla folla di fedeli musulmani raccolti in preghiera procurando la morte di oltre 60 persone. In seguito al massacro la città di Hebron è stata divisa in due settori, uno  di Israele e l’altro palestinese, con alcune zone “condivise” come la Città Vecchia e la Tomba dei Patriarchi. Almeno fino ad oggi.

 

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.