Quando due artisti attraversarono il tempo. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari in mostra a Milano

Un viaggio a ritroso per scoprire il progetto più ambizioso degli artisti Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari, nella Milano degli Anni Settanta. Lo racconta una mostra alla Fondazione Galleria Milano fino al 13 novembre

Si erano incontrati all’Accademia di Brera all’inizio degli Anni Settanta, dove entrambi erano docenti. L’uno, leggermente più anziano, era intento a far rivivere nel bronzo delle sue opere la voce mutevole della natura, cercando di trattenere in esse il senso della fugacità dell’esistenza; l’altro distillava dal suo alambicco culturale diagrammi, formule, sequenze alfabetiche che andavano a costruire cartografie mentali, riquadri pitagorici, cosmologie linguistiche. Due registri stilistici profondamente diversi, come si può del resto vedere dal confronto di due loro opere in mostra alla Fondazione Galleria Milano: Fiore o frutto (1970), scultura bronzea in cui prende vita un’arrischiata tenzone vegetale, ed Ellissi (1986), una grande tela che si presenta come una nitida scansione di arcane formule geometriche. Ma tutto intorno a queste due realizzazioni, al piano superiore dello spazio espositivo, prende vita una ipnotizzante girandola di straordinari reperti, il frutto forse più affascinante dell’assidua collaborazione seguita al loro incontro, poi sfociato in un’amicizia fraterna e in una duratura condivisione d’intenti. La quotidianità, gli oggetti comuni, le abitudini del vivere diventano il terreno sul quale le ricerche dei due si sfiorano e si interrogano reciprocamente, trasformando il dialogo in metodo. Si sta parlando di Alik Cavaliere (Roma, 1926 – Milano, 1998) – del quale, in un convegno all’Accademia di Brera, è appena stato celebrato il centenario della nascita – e di Vincenzo Ferrari (Cremona, 1941 – Milano, 2012), qui riuniti nella riscoperta e nel disvelamento del loro progetto più temerario e ambizioso: Attraversare il tempo.

Installation view della mostra "Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari. Viaggio attorno a un tavolo", Fondazione Galleria Milano, ottobre-novembre 2026. Courtesy Fondazione Galleria Milano
Installation view della mostra “Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari. Viaggio attorno a un tavolo”, Fondazione Galleria Milano, ottobre-novembre 2026. Courtesy Fondazione Galleria Milano

La mostra su Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari a Milano

Un titolo che contrassegna un’opera sorprendente per vastità concettuale e per capacità di mettere in relazione ambiti apparentemente lontani. “Attraversare il tempo”, ci racconta Bianca Trevisan, che insieme a Nicola Pellegrini ha curato la mostra, “è un intricato progetto a quattro mani con cui Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari trasformano una riflessione sulla fisica einsteiniana, avviata nel 1974, in un “gioco di viaggio”, con diversi elementi, tempi, spazi, formule, regole e una prova empirica costituita da un viaggio in treno da Como a Milano. Questa mostra alla Fondazione Galleria Milano ricostruisce l’opera a partire da diverse fonti fino ad ora non note”. Lo studio degli ambiti presi in esame, che spaziano dalla fisica di Einstein alla tradizione cabalistica, si intreccia ai tentativi di rappresentazione grafica e alla riflessione sulle dinamiche spazio-temporali, passando attraverso il gioco degli scacchi e gli arcani dei tarocchi e concludendosi con un reale attraversamento di spazio in treno. Tutto questo converge in un dispositivo vertiginoso, nel quale ciò che colpisce maggiormente non è tanto il tentativo di visualizzare dei processi ai limiti della metafisica, quanto il carattere sperimentale dell’operazione, che sembra infatti interrogare la possibilità stessa di tradurre un modello teorico in esperienza vissuta, la quale sarà verificata e documentata proprio attraverso i reperti che qui possiamo trovare finalmente esposti.

L’opera come produzione di pensiero nella pratica di Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari

Particolarmente significativo è stato il ritrovamento delle tavole preparatorie. Lontane tanto dall’illustrazione scientifica quanto dal disegno progettuale, esse si presentano come costellazioni di numeri, spirali, percorsi, schemi geometrici e annotazioni manoscritte, dando vita a configurazioni che sembrano collocarsi in una zona intermedia tra progetto, cosmografia e diagramma. Più che spiegare una teoria scientifica, queste immagini tentano di costruire una forma visibile per ciò che normalmente sfugge alla rappresentazione: il tempo, il movimento, la relazione tra esperienze diverse. Ed è difficile non riconoscere qui una lontana affinità con quelle immagini della conoscenza che Frances Yates ha studiato nelle tradizioni mnemoniche, cabalistiche e cosmologiche del Rinascimento. Come nei teatri della memoria di Giulio Camillo o nelle tavole speculative di Robert Fludd, anche qui il diagramma non si limita a illustrare un sapere già acquisito ma diventa il luogo in cui il sapere prende forma. Più che rappresentare un’idea, queste immagini contribuiscono a produrla. Da questo punto di vista, Attraversare il tempo sembra occupare una posizione singolare nella cultura artistica degli Anni Settanta: mentre molta arte concettuale tende a privilegiare il linguaggio o il sistema, Cavaliere e Ferrari sembrano interessati alla costruzione di vere e proprie macchine cognitive. Le loro tavole non aspirano alla riduzione analitica dell’opera, ma alla creazione di un campo di relazioni entro cui il pensiero possa muoversi. Vista oggi, questa ricerca appare straordinariamente attuale. In un’epoca che attribuisce crescente valore ai processi, alle relazioni e ai dispositivi cognitivi, Attraversare il tempo anticipa molte delle questioni che caratterizzano la cultura contemporanea. L’opera non si presenta come un risultato concluso ma come una macchina di pensiero, come opera aperta, un dispositivo fluido che trova nel proprio svolgimento il suo significato principale. Accanto a questi pannelli preparatori, sulla parete di fondo, vediamo poi un altro ritrovamento, le matrici originali in rame, fotoincise nel 1979 e convertite in stampa solo nel 2004.

Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari. Una storia di archivi e di una Milano che non esiste più

Disposto su un plinto attira poi la nostra attenzione un album dalla copertina scarlatta, le cui pagine ci rivelano altre sorprese. “Se i pannelli raccontano il processo di questo lavoro”, spiega Bianca Trevisan, “il quaderno rosso, un altro recente ritrovamento fatto grazie alla collaborazione dell’Archivio Alik Cavaliere, ci permette di andare ancora più indietro nella fase creativa. Abbiamo buone ragioni per considerarlo il laboratorio dell’attraversamento del tempo. Questo volume inedito, che non era mai stato ritrovato, riporta il titolo Viaggio attorno a un tavolo e da qui il titolo della mostra”. Il progetto trovò una fuggevole ospitalità in due diverse situazioni: a Como nella Galleria d’arte Il Salotto e ad Alessandria nella Sala Comunale d’Arte Contemporanea; ed ebbe, come abbiamo detto, una sorta di conclusione e un tentativo di verifica finale, nel marzo del 1979, attraverso il viaggio in treno in compagnia dell’amico artista Bobo Piccoli e della sua famiglia, documentato in mostra da un’ulteriore scoperta, la sequenza fotografica che fu realizzata da Enrico Cattaneo. Altri sorprendenti ritrovamenti ci attendono infine al piano inferiore: altre foto, altre opere singole dei due artisti, e un’altra commovente perla: un filmato realizzato da Raffaele Andreassi, ripescato nella Cineteca Nazionale e correttamente ridatato 1977 in questa occasione, incentrato sulla magica atmosfera in cui in quegli anni si muoveva la figura di Alik Cavaliere: le immagini delle sue installazioni nelle piazze cittadine e del suo studio in Via Bocconi a Milano col cortile popolato di volatili, autunnali, struggenti, ci acuiscono il rimpianto per un’Italia e soprattutto per una Milano che non esiste più. Ma forse è proprio con operazioni come questa alla Fondazione Galleria Milano che Milano può tentare di intraprendere la sua propria Recherche, e recuperare la memoria del suo tempo perduto.

Alberto Mugnaini

Milano // fino al 13 novembre 2026
Viaggio intorno a un tavolo. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari
FONDAZIONE GALLERIA MILANO – Via Arcivescovo Romilli, 7
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Alberto Mugnaini

Alberto Mugnaini, storico dell’arte e artista, si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università di Pisa. Dal 1994 al 1999 ha vissuto a New York, dove è stato tra i fondatori del laboratorio di design “New York…

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