Matera Capitale Mediterranea 2026: appuntamenti, programma e mostre da seguire

Il reportage sul programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026: dalle mostre di Mimmo Jodice e Pistoletto alle residenze d'artista e il ruolo della Fondazione che coordina questa iniziativa dedicata a  un retroterra culturale condiviso

Nel 1993 Matera diventa Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO non solo per la bellezza dei Sassi, ma per l’ingegnoso sistema di raccolta e gestione delle acque piovane. Oggi quell’acqua torna idealmente al centro della scena con Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Il programma entra nel vivo con la mostra-manifesto The Sea Is Closer Than You See, curata da Chiara Canali e Simona Spinella: fino all’8 dicembre un percorso espositivo che tocca Palazzo Lanfranchi, il MUSMA, il TAM e l’APT Open Space fa vedere come il Mediterraneo sia prima di tutto una condizione umana e culturale condivisa, al di là del dato geografico.

Matera Capitale Mediterranea 2026: il ruolo della Fondazione Matera Basilicata 2019

A sette anni dal titolo di Capitale Europea della Cultura, Matera torna così protagonista – al fianco della città marocchina di Tétouan – con questa nuova iniziativa promossa dall’Unione per il Mediterraneo (UpM) e dalla Fondazione Anna Lindh. Sotto il tema guida Terre Immerse, la città propone un palinsesto basato su residenze artistiche, inclusione e cooperazione transnazionale. Regia operativa del progetto è la Fondazione Matera Basilicata 2019: nata per guidare il percorso del 2019, la Fondazione coordina oggi le attività del 2026 facendo leva sulle pratiche già collaudate, come spiega la direttrice Rita Orlando: “Matera continua a essere un modello per l’Europa perché ha saputo attivare una partecipazione comunitaria ampia. Quell’approccio alla co-creazione culturale è una traccia permanente, ormai mutuata da diverse città europee”.

Mostre, suoni e residenze: cosa accade in città

Tra le tappe di questo percorso spicca l’installazione di Michelangelo Pistoletto, dedicata al tavolo Love Difference che riproduce la forma geografica del Mar Mediterraneo all’interno di una chiesa rupestre (fino al 28 novembre al Complesso Rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci). Sviluppata in collaborazione con l’Università della Basilicata come dispositivo di dialogo e confronto pubblico, l’opera sfrutta le superfici riflettenti per intrecciare memoria e presente, trasformando la diversità in fattore di relazione. A Palazzo Lanfranchi la personale di Mimmo Jodice (fino all’8 novembre) ripercorre, invece, decenni di ricerca visiva sul Mediterraneo, mettendo in comunicazione rovine archeologiche e sculture. Ma il cuore pulsante dell’iniziativa risiede nelle residenze d’artista del progetto Attraversamenti pensato per generare ricadute concrete sul territorio: l’artista Driant Zenelli, per esempio, ha esplorato le comunità del territorio, traducendo in un’opera audiovisiva i canti e i miti della tradizione arbëreshë (evento conclusivo il 17 ottobre da Momart). Mentre il progetto di residenza artistica EKHO, ideato e prodotto da NEA – collettivo multidisciplinare di artisti e professionisti attivi nel campo della musica sperimentale e dell’audiovisivo – sviluppato dalla sound artist Sara Persico, ha mappato i riverberi di cisterne, cattedrali e ipogei. Sfruttando le proprietà foniche della calcarenite, la residenza ha prodotto una libreria sonora digitale: un archivio acustico che resterà a disposizione di musicisti e sound designer (secondo Open Studio di restituzione il 18 ottobre presso il TAM – Tower Art Museum).

Le prossime tappe: tra dirette radio, design e politica culturale

I prossimi mesi vedono un calendario articolato su più livelli: le residenze proseguiranno fino a metà novembre, affiancate a ottobre dal ritorno della carovana itinerante di Rai Radio 3, Materadio, con tre giorni di dirette e spettacoli — tra cui il concerto del collettivo pan-africano Les Amazones d’Afrique e il progetto speciale di Carmen Consoli il 31 ottobre. A novembre arriva il festival dei giochi di strada insieme a Tocatì, seguito dalla Giornata del Mediterraneo (28 novembre) e dal Festival del Design del Mediterraneo a dicembre. In parallelo avanzano la produzione di un docufilm con la voce di Alessandro Vanoli e la stesura di un diario di viaggio per svelare i legami meno noti tra Matera e il Mediterraneo. L’artista-pedagogo Valerio Rocco Orlando guida poi i laboratori della Scuola dei Sassi, coinvolgendo gli adolescenti locali e i coetanei di Tétouan nella redazione del Manifesto della cittadinanza euro-mediterranea. Infine, il duo Bianco-Valente lavorerà con i bambini in un’opera mobile e partecipata dedicata al tema dei confini.

L’eredità per il territorio

Al di là della successione di eventi, la misura del progetto sta in ciò che rimane quando i riflettori si spegneranno. “Ciò che conta davvero sono le competenze umane”, conclude Rita Orlando. “Le residenze non servono solo a produrre un’opera o a coinvolgere la cittadinanza per qualche giorno, ma a costruire reti durature. I dieci esiti di questi percorsi entreranno stabilmente nel patrimonio e nell’offerta culturale della città”.

Claudia Giraud

Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

Scopri di più