A Matera una mostra diffusa racconta il Mediterraneo tra arte digitale e intelligenza artificiale
Fino all’8 dicembre Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, accoglie “The sea is closer than you see” mostra diffusa tra arte contemporanea, memoria mediterranea e intelligenza artificiale
C’è un mare che non si vede con gli occhi, ma che risuona nel silenzio antico della pietra. È il mare sedimentato nella calcarenite di Matera che racconta di fondali emersi da millenni: ne sono testimonianza le conchiglie fossili incastonate nelle sue strade. Quel mare evocato dalle tante cisterne dell’acqua, come quella del Palombaro: la più grande della città e oggi visitabile. Da questa presenza, insieme concreta e simbolica, prende avvio The sea is closer than you see, mostra collettiva diffusa che trasforma la Città dei Sassi in un crocevia di linguaggi diversi, dove l’arte contemporanea, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale dialogano con l’anima più profonda del Mediterraneo. Curata da Chiara Canali in collaborazione con Simona Spinella (direttrice del MUSMA), l’esposizione si pone come il cuore pulsante e programmatico di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.

Matera e il Mediterraneo oltre la costa
Il progetto nasce da una domanda: “Quanto può essere lontano il mare da un luogo che appartiene profondamente al Mediterraneo?”. La risposta si lega a uno dei principi del dossier Terre immerse: l’identità mediterranea non dipende soltanto dalla vicinanza geografica alla costa, ma anche da una rete di relazioni, memorie, scambi economici, migrazioni e trasformazioni che raggiunge l’entroterra. “Il Mediterraneo continua oltre la costa“, sottolinea la curatrice Chiara Canali, “e la mostra sceglie di superare l’immagine da cartolina per raccontare un territorio plurale, fatto di stratificazioni geologiche, gesti artigianali, flussi migratori e nuove geografie digitali“.
A rafforzare questa visione interviene la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando, evidenziando come la vocazione internazionale della città trovi in questo progetto una sintesi perfetta: una rigenerazione culturale che unisce istituzioni, comunità scientifiche e artisti internazionali attorno a un’idea di dialogo che non conosce confini.
Il percorso espositivo diffuso tra il Sasso Caveoso e il Piano di Matera
La mostra si sviluppa in quattro luoghi chiave del centro storico di Matera, trasformando la città – dal Sasso Caveoso al Piano – in un palcoscenico a cielo aperto, dove l’acqua guida il passaggio dalla pietra al digitale. A Palazzo Lanfranchi, la mostra si apre con l’installazione video WATER: Always different, always the same di Giuseppe La Spada, che mappa le acque del Mediterraneo tramite computer vision, e con Lucania 2026 di Silvio Giordano, che rilegge con l’IA l’opera Lucania ’61 di Carlo Levi ribaltandone la prospettiva in termini di spopolamento.
Il Museo TAM (Tower Art Museum) ospita, invece, The Forgotten Sea & Memory of Stone dell’artista cipriota Baris Gencel, un progetto nuovamente generato dall’IA che intreccia volti umani, fossili e conchiglie per raccontare la memoria geologica della città.
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Sede principale della mostra diffusa, il MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea, mette in scena un dialogo con l’architettura scavata della pietra attraverso opere di forte impatto visivo e tecnologico: Studio Azzurro con Il Colore dei gesti. Sinfonia Mediterraneo, propone un affresco corale dedicato ai gesti degli artigiani e dei pescatori; Andrea Crespi presenta l’installazione olografica Thetis, sospesa tra mito e natura; Valentinaki con Liquid Blue propone una scultura ambientale e immersiva; Martin Romeo con Anthropic Cloud traduce in arte i flussi atmosferici e aerei; Leonardo Antonio Avezzano con Valentin Ammann nel progetto TEMET esplorano l’arte rupestre e le rotte storiche del Sahara algerino.
Infine, Basilicata Open Space (APT) accoglie Foreign Nature di Julius Horsthuis, un ambiente immersivo fatto di paesaggi frattali e abissali che sfuma i confini tra naturale e artificiale.
L’allestimento della mostra “The sea is closer than you see”
L’allestimento ha saputo integrarsi con gli spazi unici del museo MUSMA e della città, come ha evidenziato la sua direttrice Simona Spinella: “L’acqua in questa città sa sempre dove andare, così come le opere d’arte hanno trovato il loro alveo naturale scavato nella pietra, restituendo ai visitatori un’esperienza di totale immersione sensoriale e culturale“. Il tutto attraverso un uso consapevole e non celebrativo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, capace di restituire l’immagine di una Matera non solo capitale culturale del Mezzogiorno, ma anche centro di riflessione sul futuro del dialogo euro-mediterraneo.
Claudia Giraud
Matera // fino all’8 dicembre 2026
The sea is closer than you see
Palazzo Lanfranchi, piazzetta Pascoli, 1
Museo TAM – Tower Art Museum, via Domenico Ridola, 13
MUSMA, via San Giacomo 5 / 46, Sasso Caveoso
Basilicata Open Space dell’APT, piazza Vittorio Veneto c/o Palazzo dell’Annunziata
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