Trenta metri di disegni e suoni che attraversano un castello in Abruzzo: l’arte cambia il modo di visitarlo
Fino al 25 ottobre 2026 l’opera di Felice Levini dialoga con quella di Carlo Crivelli nel Castello Orsini Colonna di Avezzano. Riattivando la memoria storica del luogo, i due si uniscono per creare commistioni sensoriali
Ospitata negli spazi del Castello Orsini-Colonna di Avezzano, Archeologie Eclettiche, mostra-concerto promossa dall’Associazione Zerynthia, non si limita ad allineare opere e spartiti, ma innesca una vera e propria riattivazione della memoria storica dell’architettura. Al centro del progetto sta la complicità ideale tra Felice Levini (Roma, 1956) e Carlo Crivelli (Roma, 1953): un dialogo che affonda le radici nella sensibilità di Fluxus e nella stagione tra gli Anni Settanta e gli Ottanta, quando la commistione sensoriale e l’attitudine intermediale divennero l’asse portante dell’installazione ambientale.

L’opera di Felice Levini in mostra ad Avezzano
Inquadrare l’intervento di Levini significa comprenderlo nella sua totalità organica. Co-fondatore dello spazio romano di Sant’Agata de’ Goti e tra le figure chiave dei Nuovi-Nuovi teorizzati da Renato Barilli, l’artista prosegue qui una ricerca in cui citazione, ironia e decoro riaprono il linguaggio concettuale a nuove possibilità espressive. Entrare nel Castello non equivale a visitare una sequenza di lavori isolati: dall’imponente freccia del ciclo Dal Giorno alla Notte, “piovuta dal cielo” nel cortile fino ai trenta metri di figure a pennarello di Progettare il Caos, che corrono come un fregio contemporaneo nel salone d’ingresso, l’opera si fa dispositivo spaziale. Tra le sale del piano nobile, dove tele puntinate, ceramiche e objets trouvés affiorano come reperti affrancati dal tempo, la frammentazione si ricompone in un’unica enciclopedia visiva. Il Castello, custode di memorie silenti o perdute, cessa di essere mero contenitore per farsi cassa di risonanza.
Il rapporto tra Felice Levini e Carlo Crivelli
A questa rilettura corrisponde la materia sonora di Carlo Crivelli. Nota per l’intensa attività compositiva legata alle immagini e al cinema d’autore, la ricerca di Crivelli agisce con la medesima forza euristica: il suono, diffuso ed eseguito dal vivo attraverso una drammaturgia circolare, abita le sale e annulla la distanza tra palcoscenico e fruizione. Si genera così una sottile sinestesia in cui l’immagine acquista cadenza ritmica e il suono fissa lo spazio. L’antico cessa di essere reperto statico per farsi display dinamico: un presente continuo in cui le archeologie di Levini e Crivelli continuano a risuonare.
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Il catalogo della mostra
La mostra, promossa da Fondazione No Man’s Land, con il patrocinio del Comune di Avezzano e il sostegno della Fondazione Carispaq, si accompagna ad una pubblicazione in italiano e in inglese edita da Zerynthia, Associazione per l’Arte Contemporanea OdV, con il testo critico di Massimo Belli.
Maria Letizia Paiato
Avezzano // fino al 25 ottobre 2026
CARLO CRIVELLI – FELICE LEVINI. Archeologie Eclettiche
CASTELLO ORSINI COLONNA – Piazza Castello
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