Una processione verso l’Etna: quando il vulcano incontra il rito nelle immagini. La mostra di Irene Dionisio a Firenze

Forza generatrice e distruttiva, l’Etna costituisce uno dei pilastri concettuali dell’attuale ricerca della regista, sceneggiatrice e artista visiva torinese Irene Dionisio. A Firenze, nella mostra curata da Valentina Gensini che le dedica il MAD, emerge il suo proposito di svelare l’invisibile puntando sul video. Le immagini

Un ologramma iridescente ondeggia nel buio attorno al proprio asse evocando le pietre vulcaniche; una piccola statua votiva femminile mostra rassicuranti rotondità; una scultura ribattezzata come una matematica greca svela l’inattesa capacità di diffondere aromi. Nella sala Anna Banti del MAD Murate Art District di Firenze (il centro d’arte contemporanea del Comune, gestito da Fondazione Mus.e), è tra queste presenze e in un’atmosfera che rapidamente si carica di misticismo che si assiste alla proiezione della nuova opera filmica dell’artista visiva, regista e sceneggiatrice Irene Dionisio (Torino, 1986), visibile sino al 22 novembre 2026.

L’artista Irene Dionisio in mostra al MAD Murate Art District di Firenze

Miracola, questo il titolo sia del lavoro dell’autrice torinese classe 1986 acquisito in forma permanente dai Musei Civici Fiorentini che dell’intero progetto espositivo curato da Valentina Gensini per la sede fiorentina, riconduce verso quel groviglio di insuperate paure ancestrali che l’umanità condivide da generazioni. Gravati dalla certezza che forze violente e ingovernabili siano in grado di frantumare la nostra permanenza sullo strato superficiale della Terra, con tempi e modalità spesso imprevedibili, gli individui hanno da sempre riversato pensiero, tensioni e speranze su dimensioni altre. Con soggezione e devozione hanno osservato le manifestazioni fisiche che connettono interno ed esterno del pianeta, rapiti da ciò che si eleva verso il cielo e affascinati da quanto esiste al di sotto dei loro piedi. Ci sono luoghi, proprio come quello al centro dell’attuale ricerca di Dionisio, in cui tutte queste condizioni si stratificano e sovrappongono. Proprio come colate successive di lava lungo le pendici di un vulcano.

Miracola, Irene Dionisio, MAD Murate Art District, Firenze. Foto Alisa Martynova
Miracola, Irene Dionisio, MAD Murate Art District, Firenze. Foto Alisa Martynova

Il progetto Miracola di Irene Dionisio e il suo debutto fiorentino

Realizzata grazie al sostegno del PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Miracola ha richiesto a Dionisio di soggiornare a più riprese nel territorio catanese. Un tempo di osservazione, ascolto, indagine indispensabile per comprendere il radicamento del culto di Sant’Agata, patrona della città siciliana e ovunque protettrice delle donne affette da patologie a carico del seno, e riflettere sull’ambivalente valore del monumentale Etna. È con l’obiettivo di raggiungerne i crateri sommitali che nell’opera filmica prende vita un’immaginaria processione, meticolosamente scandita da contrappunti sonori. Le riprese in HD di Dionisio incontrano materiali video storici, testimonianze visive in Super 8, Super 16 e 35 mm che restituiscono la permanenza del legame tra la Santa e la comunità catanese nel corso dell’ultimo secolo. All’evocazione della sua presenza secondo un’accezione sia iconografica che iconologica e all’interesse verso la dimensione antropologica, Dionisio sceglie di affiancare un ulteriore registro: quello scientifico.

Sant’Agata, l’Etna e Catania: tra culto, pratiche collettive e impatto paesaggistico

Ne deriva un approccio ambientale, che rimanda anche alle urgenze del nostro tempo. Attraverso la collaborazione con l’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’artista riesce dunque a introdurre in Miracola un livello di lettura del contesto esaminato che si sforza di sondarne la tettonica, scandagliando due forme di invisibilità: la dimensione ipogea, che normalmente sfugge al nostro orizzonte di osservazione, e quella devozionale, sostenuta da convinzioni, abitudini e pratiche personali. Il debutto fiorentino di Miracola, il cui catalogo sarà presentato il 28 ottobre a Roma (ore 18:30, alla Libreria Palazzo delle Esposizioni) da Daniela Lancioni e Valentina Gensini in un dialogo con l’artista, avviene non in un anno qualsiasi per Irene Dionisio.

Miracola, Irene Dionisio, MAD Murate Art District, Firenze. Foto Alisa Martynova
Miracola, Irene Dionisio, MAD Murate Art District, Firenze. Foto Alisa Martynova

Una mostra tra corti, lungometraggi e AI a Firenze

A precedere l’apertura della mostra fiorentina, che include ulteriori lavori esposti nelle celle adiacenti la sala Banti, è stata la proiezione in anteprima mondiale al Toronto Film Festival del lungometraggio per il cinema Idda, avvenuta lo scorso 10 settembre. Interpretata da Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, la pellicola è valsa a Dionisio il Womenlands Excellence Award 2026, assegnato nell’ambito della recente Festa del Cinema di Roma. Come suggerisce il titolo, in dialetto siciliano, anche in questo caso, il vulcano Etna costituisce il fulcro di una narrazione in cui si intrecciano due esistenze femminili. Proprio le donne definiscono uno degli orizzonti concettuali rintracciabili nella selezione di opere di Dionisio che completano il progetto espositivo Miracola. Lavori che consentono di avvicinarsi al metodo di lavoro dell’autrice e al suo “interesse consapevole” verso i territori sperimentali dell’intelligenza artificiale. Dagli omaggi a figure più vicine alla nostra epoca che, al pari di Sant’Agata, hanno pagato con la loro stessa esistenza la scelta di non piegarsi a decisioni che non condividevano, il percorso espositivo conduce verso esiti in cui a combinarsi sono video, suono, testi e AI e il visitatore è anche incoraggiato verso forme di sperimentazione attiva.

Valentina Silvestrini

Irene Dionisio. Miracola
MAD – Murate Art District – Piazza delle Murate, 50122 Firenze
Fino al 22 novembre 2026

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Dal 2024 è cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Nel 2025 ha…

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