Due artisti hanno trasformato una galleria in un corpo vivo 

Fino al 25 luglio 2026 Anni Wu Gallery ospita la mostra “Siphonophores” che mette in dialogo la pittura di Ludovica Anversa e le sculture di Manuel Cornelius. I due artisti hanno costruito un’esperienza immersiva tra biologia e identità fluide

A Milano, da Anni Wu Gallery, Siphonophores è una mostra che non si limita a occupare lo spazio: lo contamina, lo rende instabile, lo trasforma in un organismo sensibile. La doppia personale di Ludovica Anversa (Milano, 1996) e Manuel Cornelius (Oberhausen, 1991) prende il titolo dai sifonofori, creature marine coloniali composte da individui diversi che collaborano come un unico essere vivente. È un’immagine potente e sorprendentemente esatta per leggere un progetto espositivo fondato su interdipendenza, metamorfosi e perdita dei confini.

Siphonophores. Ludovica Anversa e Manuel Cornelius, Installation View Anni Wu Gallery, Milano
Siphonophores. Ludovica Anversa e Manuel Cornelius, Installation View Anni Wu Gallery, Milano

L’esperienza di visita della mostra “Siphonophores” da Anni Wu Gallery

Il testo critico di Edoardo Durante parla di una “zona di instabilità”, e la definizione coglie il nucleo dell’esperienza. Entrare in mostra significa attraversare una soglia in cui l’immagine non si concede mai del tutto, ma affiora per accumuli, dispersioni e improvvise condensazioni. Il rischio, con temi così densi, sarebbe quello di scivolare nell’opacità teorica. Qui accade il contrario: Siphonophores conserva una forte complessità concettuale, ma la restituisce attraverso una dimensione percettiva diretta, fisica, quasi epidermica.

I quadri di Ludovica Anversa in mostra a Milano

La pittura di Anversa lavora precisamente su questa soglia. Le sue immagini sembrano apparire un istante prima di dissolversi: presenze ectoplasmatiche, corpi non del tutto formati, figure che emergono dalla tela e subito vi ricadono. Velature, abrasioni e rimozioni generano superfici attraversate da temporalità diverse, come se ogni opera trattenesse la memoria di ciò che è stato e l’anticipazione di ciò che potrebbe ancora mutare. La serialità della sua pratica non produce ripetizione, ma variazione: ogni quadro è una mutazione ulteriore di un’immagine che non accetta mai di fissarsi.

La scultura di Manuel Cornelius da Anni Wu Gallery

Le opere di Cornelius spostano questa instabilità sul terreno della scultura. I suoi corpi compositi, costruiti attraverso unità modulari e processi in parte digitali, alternano addensamenti e trasparenze, fragilità e tensione organica. L’impiego di gelatine di agar, derivate dalle alghe marine, introduce nella forma una componente viva, o almeno non completamente controllabile: la materia agisce, consuma, modifica, espone la scultura a una trasformazione continua. Ne derivano presenze ambigue, viscerali e vulnerabili, lontane dall’idea di oggetto concluso e molto vicine a quella di organismo in divenire.

Il dialogo riuscito tra i due artisti in mostra

Il punto più convincente della mostra sta nel modo in cui le due pratiche si rispondono senza sovrapporsi. Anversa porta nello spazio una pittura fatta di apparizioni, stratificazioni e fantasmi della forma; Cornelius vi innesta strutture scultoree che sembrano sul punto di crescere, collassare o rigenerarsi. Il dialogo non è illustrativo, ma atmosferico: pittura e scultura condividono una stessa idea del vivente come sistema instabile, poroso, attraversato da forze più antiche e più complesse della volontà individuale.

La mostra “Siphonophores” ci lascia delle domande aperte

Nel complesso, Siphonophores è una mostra da segnalare perché riesce a coniugare precisione curatoriale e intensità sensoriale. In un momento in cui molte esposizioni affrontano ecologia, ibridazione e postumano in modo programmatico, il progetto di Anni Wu Gallery convince perché lascia che questi temi diventino esperienza, ritmo, materia. La mostra non proclama: insinua. Non spiega tutto: lascia sedimentare. E proprio in questa capacità di trasformare la fragilità in linguaggio visivo trova la sua forza più attuale.

Ilaria Artemisia Introzzi

Milano // fino al 25 luglio 2026
Siphonophores. Ludovica Anversa e Manuel Cornelius
ANNI WU GALLERY – Via R. Pilo, 14
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