A New York, un museo celebrerà l’asso del baseball Jackie Robinson

Inaugurerà nell’autunno 2022 il Jackie Robinson Museum, dedicato all’asso del baseball che 75 anni fa esordì in Major League rompendo le barriere razziali. Il Museo sorgerà nella parte meridionale di Manhattan

Jackie Robinson nel 1945. Photo Hulton Archive / Getty Images
Jackie Robinson nel 1945. Photo Hulton Archive / Getty Images

Abbandonò la UCLA nel 1939 prima di terminare gli studi, Jack Roosevelt Robinson, detto Jackie, (Il Cairo, 1919 – Stamford, 1972), e sulle prime non sembrava avviato a una grande carriera sportiva; lavorò infatti come assistente atletico presso la National Youth Administration, e poi si trasferì alle Hawaii per giocare a football nella squadra semiprofessionista degli Honolulu Bears. Poi la parentesi della Seconda Guerra Mondiale, e infine nel 1947, l’esordio nella Major League di baseball con la maglia dei Brooklyn Dodgers, fortemente voluto dall’allenatore Leo Durocher, che dichiarò senza mezzi termini: “Non mi importa se il ragazzo è giallo o nero, o se ha le strisce come una fottuta zebra. Io sono il manager di questa squadra e dico che lui gioca. C’è dell’altro, io dico che lui ci può rendere tutti ricchi. E se qualcuno di voi non ha bisogno di soldi, farò in modo di cedervi”. In quegli anni, infatti, la segregazione razziale impediva ai neri di giocare nel medesimo campionato dei bianchi. Con la solidarietà di colleghi quali Pee Wee Reese, trovò la forza di portare avanti una carriera che lo ha visto disputare dieci stagioni con i Dodgers, e vincere le World Series nel 1955. Dal 1962 fa parte della Baseball Hall of Fame.

L’ingresso del Jackie Robinson Museum. Courtesy Tribeca Citizen
L’ingresso del Jackie Robinson Museum. Courtesy Tribeca Citizen

JACKIE ROBINSON E LA LOTTA PER I DIRITTI CIVILI

Durante la Seconda Guerra Mondiale servì nell’esercito degli Stati Uniti dal 1943, e portò avanti con successo una campagna affinché i soldati neri fossero ammessi ai corsi di addestramento per ufficiali. Lui stesso seguì i corsi per diventare Sottotenente. Un episodio, però, gli precluse una probabile gloria sul fronte europeo, cui il suo reparto era destinato. Si rifiutò infatti di sedere in fondo all’autobus militare su cui viaggiava con alcuni commilitoni: mandato davanti alla corte marziale, fu assolto ma lasciato nel Kentucky per allenare gli atleti militari. Congedato nel 1944, dopo una breve esperienza nel campionato di baseball riservati agli afroamericani, nel 1947, fu il primo giocatore di colore a militare nella Major League dal 1890. Gli inizi furono durissimi (alcuni giocatori prepararono una petizione per il suo allontanamento rifiutandosi di giocare con lui, i tifosi spesso lo insultavano), ma dimostrò sul campo il suo valore, e il suo esempio contribuì a rompere le barriere razziali. Negli anni Cinquanta divenne editore della rivista sportiva Our Sports, che si concentrava particolarmente sul problema dell’integrazione razziale nel mondo dello sport. Collaboratore, fino al 1967, della NAACP, nel 1964 prestò il suo aiuto economico per la fondazione della Freedom National Bank, una banca di proprietà afroamericana con sede ad Harlem.

 Un rendering di una sala del Jackie Robinson Museum. Courtesy of Gensler
Un rendering di una sala del Jackie Robinson Museum. Courtesy of Gensler

IL MUSEO DEDICATO A JACKIE ROBINSON

Progettato su un’area di 1.800 metri quadrati, il Museo che sorge nel 50° della scomparsa di Robinson, racconta la sua straordinaria vita sullo sfondo della storia degli Stati Uniti, a partire dalla sua nascita nel 1919. Gli oggetti personali, i filmati d’epoca e le postazioni interattive faranno luce sull’impegno multiforme di Robinson nel promuovere le pari opportunità per tutti attraverso l’attivismo, l’impegno civico e gli sforzi di responsabilizzazione economica. La sala principale del museo è dominata da quattro sezioni, ciascuna dedicata a un aspetto della vita di Robinson: personaggio sportivo, attivista, militare e padre di famiglia, in modo da ricostruire nella sua interezza la sua figura di uomo. Fra i vari oggetti esposti, il museo vanta un modello interattivo di Ebbets Field (lo stadio dei Brooklyn Dodgers), una maglia da gioco indossata da Robinson nel 1947, i trofei MVP e Rookie of the Year, la Presidential Medal of Freedom conferitagli postuma nel 1984, e la sua uniforme militare.

Niccolò Lucarelli

 

https://www.jackierobinsonmuseum.org

 

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.