Il Rijksmuseum di Amsterdam lancia un programma di ricerca sulle artiste della propria collezione

L’obiettivo è la conoscenza e la valorizzazione delle artiste presenti nelle collezioni e allo stesso tempo indagare sul ruolo che le donne rappresentate nelle opere hanno avuto nella storia. Ecco in dettaglio il progetto

Installation of Marie Bashkirtseff, Portrait of the artist's sister in law, 1881. Courtesy Rijksmuseum
Installation of Marie Bashkirtseff, Portrait of the artist's sister in law, 1881. Courtesy Rijksmuseum

Women of the Rijksmuseum Fund è il titolo del nuovo programma di ricerca lanciato dal Rijksmuseum di Amsterdam, progetto pluriennale che si pone come obiettivo la conduzione di indagini sulle artiste e sul modo in cui vengono descritte e rappresentate le donne nelle opere delle collezioni del museo, così da avere a livello espositivo una presenza più equa di artiste e soggetti femminili. “Nella storia e nell’arte, le donne continuano a essere l’eccezione alla regola”, sottolinea Hendrikje Crebolder, Director of Development & Media del Rijksmuseum. “Il ruolo delle donne è stato infatti molto più importante di quanto riconosciuto o descritto fino ad ora. Il generoso sostegno di benefattori privati ​​e la creazione del fondo ci consentiranno di condurre ricerche in quest’area e raccontare nuove storie per correggere percezioni distorte”. 

Il Rijksmuseum in VR
Il Rijksmuseum in VR

IL WOMEN OF THE RIJKSMUSEUM FUND 

Questo programma di ricerca, presieduto da Jenny Reynaerts, senior curator paintings del museo, prenderà avvio dalla formulazione di alcune domande: quante artiste sono rappresentate nella collezione? Qual è l’identità delle donne ritratte nelle opere custodite nel museo e quale ruolo hanno avuto nella storia olandese? “Il Rijksmuseum ha già identificato le artiste di dipinti e sculture della sua collezione, ma deve ancora fare lo stesso per le centinaia di migliaia di opere su carta e oggetti artigianali”, risponde Reynaerts. Inoltre, “le donne sono ancora spesso descritte in termini di ‘moglie di’, ad esempio. Condurremo un’indagine approfondita anche sulle origini della collezione del Rijksmuseum e sulla storia del museo stesso per identificare le collezioniste, benefattrici”.  

LE OPERE DI DONNE AL RIJKSMUSEUM 

Di recente, il Rijksmuseum ha restaurato un dipinto di Catharina van Hemessen, una delle prime pittrici conosciute, per includerlo nell’esposizione permanente, oltre ad aver acquisito nuove opere, come l’autoritratto di Charley Toorop del 1933 e una serie di pezzi di scacchi in bronzo realizzati nel 1923-25 ​​dalla scultrice Saar de Swart. La mostra Female Power del Rijksmuseum Schiphol inoltre, visitabile fino al 22 novembre 2022, è dedicata alle donne forti della storia, come l’eroina biblica Giuditta e l’artista Rachel Ruysch.  

– Desirée Maida 

https://www.rijksmuseum.nl/nl 

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.