Il Museo del Prado presenta il calendario del 2022. Con molta arte italiana

C’è molta arte italiana e collaborazioni con istituzioni del Bel Paese nel programma 2022 del Prado a Madrid

In tempo di crisi il Museo del Prado punta alla valorizzazione del suo immenso patrimonio, alla promozione di artisti meno noti e alla fruttuosa collaborazione con istituzioni spagnole e internazionali, come Palazzo Barberini a Roma e il Museo di Capodimonte di Napoli. Senza disdegnare l’incontro con l’arte del presente che si ispira ai maestri del passato. Il direttore Miguel Falomir ha presentato alla stampa il calendario del museo per il 2022 con un cauto ottimismo, grazie anche alla ripresa del flusso di visitatori nei mesi autunnali, e sottolineando ancora una volta che “i musei non sono luoghi di diffusione del contagio”. 

-Federica Lonati

www.museodelprado.es

1. LA MONOGRAFICA SU ALCAZAR

Niente mostre blockbusters quest’anno a Madrid, ma una nutrita programmazione improntata al consueto rigore scientifico e alla scelta di esplorare ambiti artistici meno frequentati, che per il pubblico possono trasformarsi in autentiche scoperte. È il caso de “La scoperta del Rinascimento. Artisti spagnoli a Napoli agli inizi del Cinquecento”, la mostra autunnale che il Prado organizza in collaborazione con Capodimonte, dedicata alla breve ma fervida stagione di mutua influenza fra l’Italia meridionale e la Spagna (tra il 1504 e il 1535 circa). Curata dagli italiani Andrea Zezza e Riccardo Naldi, la mostra – che in seguito sarà allestita anche a Napoli – svela la stretta connessione fra pittura e scultura nella definizione della “variante iberica” del linguaggio rinascimentale. Interessante è anche la prima monografica dedicata al pittore Luis Paret y Alcázar (1746-1799), contemporaneo di Goya, allievo di Corrado Giaquinto e fra i pochi spagnoli che dipinse alla maniera del rococò francese. A maggio il Prado presenta oltre cinquanta opere dell’artista, provenienti da collezioni pubbliche e private.

2. ANNIBALE CARRACCI E LA CAPPELLA HERRERA DI ROMA

È dedicata all’arte italiana anche l’attesa prima grande mostra in calendario a Madrid, curata da Andrés Ubeda, direttore scientifico del museo, in calendario dall’8 marzo. In collaborazione con il Museo Nazionale d’arte di Catalogna e con Palazzo Barberini a Roma (dove l’esposizione approderà rispettivamente in luglio e in novembre), il Prado riunisce infatti, per la prima volta dopo lo smembramento avvenuto nell’Ottocento, la pala d’altare e le opere murali dipinte da Annibale Carracci per la Cappella Herrera, nella chiesa di Santiago degli Spagnoli a Roma. 

3. OSPITI CONTEMPORANEI IN DIALOGO CON I MAESTRI DEL PASSATO

Prado, la Galleria Centrale – Copyright Museo del Prado

Gli ospiti contemporanei al Prado  – “che non è e non aspira ad essere un museo d’arte contemporanea”, come specifica Falomir, “ma è interessato agli artisti che dialogano con la sua collezione” – saranno, nell’ordine, il francese Philippe Parreno (Algeria, 1964), che a maggio presenta a Madrid la sua video-fiction dedicata a las pinturas negras di Goya (e realizzata in collaborazione con la Fondazione Beyeler di Basilea, che ospita ora la grande mostra su Goya); in autunno tocca invece al pittore spagnolo Fernando Zobel (1924-1984), figura di spicco dell’arte astratta che studiò in maniera dettagliata i classici del passato, e all’immancabile Picasso. In novembre anche il Prado commemora i 50 anni della morte del grande artista con un’esposizione che si specchia nelle grandi tele del Greco custodite nella sala 9B.

4. PICCOLE MOSTRE FRA LE SALE E I LEONARDESCHI

Museo del Prado, Madrid

Piccole mostre verranno inoltre inserite tra le sale del Villanueva, in dialogo con le opere esposte: a febbraio, i bozzetti di Goya per la pala d’altare di San Bernardino da Siena (custodita nella chiesa di San Francisco el Grande, a Madrid); a marzo, una monografica su Francisco Pradillo, pittore di storia dell’Ottocento spagnolo; in maggio, un focus intorno al Marchese di Santillana, figura di intellettuale nella Spagna del XV secolo che offre l’occasione anche per un itinerario nell’estetica del gotico spagnolo (in maggio). Inedita e curiosa anche la mostra olfattiva L’essenza di un quadro, un montaggio tecnologico per esplorare in maniera interattiva l’iconografia floreale de L’Olfatto, capolavoro del ciclo sui cinque sensi firmato a quattro mani da Rubens e da Ian Brueghel il Vecchio. Per animare la visita alla collezione permanente, quest’anno la direzione del Prado offre infine itinerari con temi inediti (come i riflessi del cosmo nella pittura o le grandi figure di donne mecenate dell’arte).  In linea con gli ultimi interventi museografici (sale del XIX secolo, della pittura francese e italiana del Settecento), superando le antiquate suddivisioni fra scuole nazionali o quelle fra pittura, scultura e arti decorative, nel corso del 2022 sorgeranno una sala monografica dedicata ai Leonardeschi, una al naturalismo europeo del primo Seicento e un nuovo discorso narrativo sui capolavori di Goya (al primo piano). Tra le novità, l’inaugurazione del rinnovato spazio dedicato alla scultura classica, con il recupero della Galleria ionica nord che ospiterà una cinquantina di opere mai esposte prima. 

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Federica Lonati
Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca, ma anche di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 al 2005 ha lavorato nella redazione di Lombardia Oggi, supplemento settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero della stessa Prealpina, occupandosi delle pagine di arte, moda e classica. Dalla Spagna ha scritto articoli per Libero, Qui Touring, Corriere del Ticino e Sole 24 ore. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con Agrisole, supplemento settimanale del Sole 24 ore, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola. Oggi scrive articoli, interviste e reportage raccontando la Spagna contemporanea, la sua cultura e il suo mondo artistico. Come freelance, oltre all’impegno costante con Artribune (iniziato nel 2014), collabora con testate come Bell’Europa e Bell’Italia, Il Gambero Rosso, Interni e D di Repubblica.