Da asporto, come una pizza. Ecco come sarà la quarta edizione del Festival della Peste!

Il festival ideato dalla milanese Fondazione Il Lazzaretto sperimenta per l’edizione 2021 un nuovo format in linea con i tempi pandemici: la modalità delivery. Il Festival sarà infatti “contenuto” in una scatola d’artista che ricorda quello della pizza, prenotabile e fruibile da casa

Festival della Peste
Festival della Peste

Torna in una veste insolita, ma allo stesso tempo piuttosto in linea con i tempi, il Festival della Peste!, rassegna nata dall’impegno della Fondazione Il Lazzaretto, attiva a Milano dal 2014 in zona Repubblica, dove un tempo sorgeva l’antico Lazzaretto. La quarta edizione del festival, che avrà come unico momento in presenza una serata che si terrà il 10 novembre, si svolgerà infatti in formato delivery, ovvero da asporto: “cosa può diventare un festival senza la presenza fisica delle persone? Come restare in dialogo anche se distanti? A partire da queste domande e dalla situazione pandemica che abbiamo vissuto”, spiega Linda Ronzoni, Direttrice Creativa della Fondazione Il Lazzaretto, “ci siamo chiesti come utilizzare questa complessità per sperimentare nuove formule di fruizione culturale”. Qual è quindi il risultato di questa riflessone? Un festival che si può prenotare e ricevere a casa, proprio come se fosse una pizza.  

IL FESTIVAL DELLA PESTE! DIVENTA DELIVERY  

“Abbiamo quindi pensato di creare un festival in versione delivery, per portare la cultura direttamente a casa”, continua Ronzoni, “attraverso una speciale scatola d’artista numerata, dal design che richiama il più classico cartone della pizza, ma che nella realtà racchiude un’inattesa scatola delle meraviglie tutta da scoprire, con piccoli estratti dei lavori di un anno condotti insieme ai nostri compagni di viaggio. Stavolta non arriva a casa una pizza, o un sushi, ma un festival”.  I contenuti della quarta edizione del Festival della Peste sono quindi racchiusi in una scatola d’artista numerata che reca la scritta “Questa non è una pizza”, oggetti che invitano il pubblico a una fruizione che potremmo definire creativa: i contenuti inclusi nella scatola infatti rappresentano indizi di singoli lavori che saranno svelati e integrati con approfondimenti sui progetti sul sito web del Festival. La scatola potrà essere prenotata a partire dalle ore 9 del 9 novembre, e ritirata presso la Fondazione Il Lazzaretto nella serata di lancio del Festival entro le ore 20. La partecipazione alla serata, su prenotazione e gratuita, sarà possibile fino a esaurimento posti. 

Festival della Peste
Festival della Peste

IL FESTIVAL DELLE PESTE! 2021 

Ordine/Disordine è il tema del Festival di quest’anno, attorno al quale hanno riflettuto gli artisti protagonisti di questa quarta edizione: la live artist Sara Leghissa, il collettivo fotografico Cesura, gli studenti della Scuola Mohole di Milano e il team creativo del Lazzaretto, che ha firmato un progetto editoriale realizzato in collaborazione con l’illustratrice catalana Luci Gutiérrez e un murale incentrato sul tema Ordine/Disordine). In occasione del Festival, verrà inoltre presentato il lavoro di Daniele Costa, vincitore del Premio Lydia, bando rivolto ad artisti under35 che prevede una borsa in denaro del valore di 5.000 euro destinata alla realizzazione di un’opera da presentare all’interno del Festival della Peste!.  

– Desirée Maida 

Milano // dal 10 novembre 2021
Il Festival della peste!
Fondazione Il Lazzaretto
Via Lazzaretto, 15 

ilfestivaldellapeste.com 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.