Nell’ex Ospedale degli Infermi di Viterbo nascerà il Borgo della Cultura

In un’area di 8000 metri quadrati sorgerà il nuovo polo culturale della Tuscia. Cosa ci sarà? L’archivio storico di Viterbo e la nuova Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Viterbo e dell’Etruria meridionale

Zona dell'ex ospedale, Viterbo
Zona dell'ex ospedale, Viterbo

Si chiamerà Borgo della Cultura il progetto di riqualificazione che interesserà il Complesso dell’Antico Ospedale Grande degli Infermi di Viterbo, andato in disuso a partire dalla fine degli anni ’70 del Novecento a favore dell’Ospedale Belcolle e attualmente in stato di abbandono e degrado. Al suo posto, sorgerà un hub culturale che comprenderà la Soprintendenza, un archivio, spazi di co-working e la “Casa del Pellegrino”, pensata per accogliere coloro che transiteranno nella città percorrendo la Via Francigena. Il progetto è reso possibile grazie a un accordo firmato a gennaio scorso dall’ex ministero per i Beni, le Attività culturali e per il Turismo (oggi Ministero della Cultura), da Regione Lazio e dall’Asl di Viterbo, con finanziamenti per 50 milioni di euro. Un grande intervento di valorizzazione che farà da motore propulsore non solo per la cultura, ma anche per l’economia locale: “faremo coincidere la fine della tragedia del Covid con la rinascita produttiva, culturale ed economica di Viterbo che si arricchirà di un intervento moderno che lancia nel futuro questa città meravigliosa e torna a collocare nel cuore di Viterbo funzioni pregiate per vivere meglio e valorizzare il territorio”, ha affermato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante la presentazione avvenuta il 1° giugno. “Questo intervento cambierà il volto della città e la rilancerà in un protagonismo che avviene dentro una strategia del territorio che certo vede Roma, ma anche le bellezze intorno a Roma”.

COME SARÀ IL BORGO DELLA CULTURA DI VITERBO

Il Borgo della Cultura si estenderà su un totale di 8000 metri quadrati, comprendendo tre edifici tra loro adiacenti, ovvero l’ex ospedale, Palazzo Marzano e Palazzo Farnese. Tre stabili in cui verranno collocati l’archivio storico di Viterbo e la nuova Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Viterbo e dell’Etruria meridionale, dando vita a un polo culturale aperto a tutti e dedicato alla cultura e al territorio della Tuscia. Oltre alla già citata Casa del Pellegrino, sorgeranno anche un Centro di restauro e recupero artistico, una grande area di co-working e spazi per mostre, convegni e eventi privati, gestiti da ordini professionali o da altre realtà del territorio. Non sono state date specifiche in merito al termine per i lavori, sebbene, come ha affermato il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, “per quanto riguarda l’amministrazione comunale faremo tutto quanto in nostro potere per accelerare l’iter burocratico e arrivare alla realizzazione del progetto nel minor tempo possibile”, il quale durante la presentazione ha anche ipotizzato, “in questo contesto ci vedrei bene l’intitolazione di uno spazio all’interno del borgo a Carla Fracci, un vanto per la nostra nazione”, in riferimento alla recente scomparsa dell’etoile.

IL BORGO DELLA CULTURA DI VITERBO NEI GRANDI PROGETTI CULTURALI

Una bellissima operazione, la prova della collaborazione tra le istituzioni di cui c’è un grande bisogno”, così Dario Franceschini, Ministro della Cultura, ha commentato la valorizzazione del complesso. “Il progetto è molto bello e prevede anche di ospitare la sede dell’Archivio di Stato e della Soprintendenza: questo tema richiede risorse significative e l’impegno che posso prendere oggi è che stiamo lavorando concretamente per avere risorse nel capitolo Grandi Progetti Beni Culturali che potrebbero consentire di finanziare l’opera e concluderla in fretta perché il progetto lo merita”. E ha concluso: “stiamo entrando nel percorso fattivo del Recovery che richiederà norme nuove e anche una grandissima collaborazione tra le istituzioni che accompagnino i tempi di semplificazione. Il Recovery deve spingere a essere veloci in tutti i campi, le norme di semplificazione dovranno essere tenute permanentemente in vigore se avranno dimostrato di funzionare”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.