Le iniziative in Lombardia per i 500 anni di Raffaello: apre una doppia mostra a Brescia e Milano

L’immagine del Maestro del Rinascimento è stata alimentata nei secoli dalla circolazione di stampe, incisioni, pagine di letteratura e romanzi. Una mostra diffusa tra Brescia e Milano spiega i passaggi fondamentali della sua storia.

Raffaello, I Custodi del Mito, Brescia
Raffaello, I Custodi del Mito, Brescia

Nell’anno del cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio (1483, Urbino – 1520, Roma) la Lombardia celebra la sua figura e la sua opera con l’iniziativa Raffaello. Custodi del mito in Lombardia, in programma da ottobre 2020 a marzo 2021, con eventi sparsi per tutto il territorio. Nodo centrale del progetto è la doppia mostra dedicata all’Urbinate, diffusa nel Museo di Santa Giulia di Brescia e al Castello Sforzesco di Milano (in arrivo a novembre 2020): esposizioni che non solo intendono celebrare la sua produzione, ma anche il legame dei collezionisti e degli artisti locali alla sua figura. Per non parlare della proliferazione di immagini che seguì nei secoli successivi alla morte dell’artista, fondamentali per lo studio della sua opera e per la riscoperta del gusto classico.

LA MOSTRA DI RAFFAELLO A BRESCIA 

Raffaello. L’invenzione del divino pittore è la mostra visitabile presso il Museo di Santa Giulia di Brescia fino al 10 gennaio 2021. Un percorso che già dal titolo vuole porre l’accento sia sulla figura di Raffaello come inventore, ma soprattutto su tutto ciò che nelle arti e nella letteratura contribuì ad alimentare il mito della figura “divina”, giunta fino a noi. Il percorso si snoda attraverso una collezione di stampe d’aprèsRaffaello (ovvero che ne copiano le opere), realizzate in Italia e in Europa dall’inizio del Cinquecento alla metà dell’Ottocento, assieme a una scelta di dipinti e oggetti d’arte. In mostra, le incisioni di Marcantonio Raimondi, che fu il primo a dare il via alla divulgazione di immagini raffaellesche (con la collaborazione dell’artista stesso), non certo senza guardare alle logiche commerciali. La realizzazione di stampe d’aprèsRaffaello da quel momento ha attraversato i secoli, arricchendosi gradualmente di innovazioni e conquiste tecniche nel campo dell’incisione. Come nel caso di Ugo Da Carpi(in mostra con Morte di Ananiae Cena in casa del fariseo), inventore del chiaroscuro a due o più legni, che restituisce una morbidezza all’opera tale da avvicinarsi all’effetto pittorico. “Le stampe costituiscono l’ordito su cui andò tessendosi la trama del mito”, dichiara la curatrice Roberta D’Adda. “Veri e propri surrogati degli originali (che prima dell’epoca dei musei e della fotografia erano alla portata di pochissimi), le stampe furono documento per i conoscitori, strumento di formazione per i pittori, oggetto di desiderio per i collezionisti e cultori del mito”. La visita si completa con un itinerario che tocca due importanti luoghi dell’arte in città: la Pinacoteca Tosio Martinengo, fondata dal collezionista Paolo Tosio, figura chiave nella diffusione dell’opera di Raffaello a Brescia, che ne custodisce due opere (Redentoree l’Angelo, entrambi frammenti esportati da una pala d’altare); e l’Ateneo di Brescia – Accademia di Scienze Lettere e Arti, che presenta una serie di stampe di grande formato. Inoltre, a partire dalla fine di gennaio 2021, la mostra Raffaello. L’invenzione del divino pittore,partirà per una tournée che toccherà, nell’ordine, Zagabria, Tirana e Sarajevo.

LA MOSTRA DI RAFFAELLO A MILANO

La mostra di Milano si svolgerà, invece, al Castello Sforzesco dal 27 novembre 2020 al 7 marzo 2021, con il titolo Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano. Centrale è quindi la figura di Giuseppe Bossi, (1777-1815), pittore, scrittore, collezionista e significativo segretario dell’Accademia di Belle Arti di Brera nei primi anni dell’Ottocento. Protagonista del Neoclassicismo a Milano, fu colui che introdusse in città l’opera raffaellesca e il suo stile. Il percorso si sviluppa a partire da una selezione di disegni da lui realizzati e ispirati alle immagini del “divino pittore”, non limitandosi solo a copiarle, ma abbracciandone la tecnica. Di particolare importanza sono le copie delle Stanze Vaticane, che Bossi ritrasse dal vero. Oltre ai disegni, sono in mostra anche incisioni e maioliche rinascimentali tratte da invenzioni dell’Urbinate: un’occasione per scoprire il patrimonio storico artistico del Castello Sforzesco attraverso le sue differenti collezioni. Un’esperienza che potrà essere fatta anche online: in occasione dell’apertura della mostra, tramite il portale GraficheinComune, il Gabinetto dei Disegni del Castello renderà disponibile alla consultazione online il catalogo di tutti i disegni di Giuseppe Bossi, mentre la Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” renderà pubblico l’ampio corpus di incisioni di Raffaello per un totale di circa 1000 immagini. Sarà possibile accedere dal seguente link: http://graficheincomune.comune.milano.it/GraficheInComune/Default.aspx. “L’anniversario dei cinquecento anni dalla scomparsa di Raffaello per il Castello Sforzesco di Milano è un’occasione per valorizzare il proprio patrimonio”, spiega Claudio Salsi,che ha curato la mostra con la collaborazione di Alessia Alberti, Giovanna Mori e Francesca Tasso. “Ciò avviene attraverso un percorso trasversale tra le arti, in grado da una parte di illustrare la straordinaria verità che contraddistingue, sin dalle origini, la natura delle sue collezioni, dall’altra di rappresentare l’interesse suscitato da Raffaello presso gli artisti dal Cinquecento all’Ottocento”.  

LE INIZIATIVE DELLA LOMBARDIA

Anche gli eventi e gli incontri sparsi su tutto il territorio lombardo (da ottobre 2020 a marzo 2021) avranno come punto in comune l’obiettivo di avvicinare il pubblico all’opera raffaellesca, rendendo noti tutti quegli aspetti che hanno alimentato il suo mito fino ai giorni nostri. Tra le istituzioni aderenti ci sono: Accademia Carrara di Bergamo, Museo Diocesano di Brescia, Palazzo Tosio Ateneo di Brescia, Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio, Museo Diotti di Casalmaggiore, Museo Civico di Crema e del Cremasco, Fondazione Maria Cosway di Lodi, Fondazione Ugo da Como a Lonato del Garda, Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova; Accademia di Belle Arti di Brera a Milano; Museo Poldi Pezzoli di Milano e Musei Civici di Pavia. Il calendario è in aggiornamento: per maggiori informazioni, rivolgersi al sito delle singole istituzioni.

– Giulia Ronchi

Raffaello. L’invenzione del divino pittore
Brescia, Museo di Santa Giulia
2 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021
a cura di Roberta D’Adda

www.bresciamusei.com 

Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco di Milano
Milano, Castello Sforzesco
27 novembre 2020 – 7 marzo 2021
a cura di Claudio Salsi

www.milanocastello.it 

rassegna CUSTODI DEL MITO
calendario appuntamenti in definizione in varie sedi in Lombardia

ottobre 2020 – marzo 2021

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.