Cultura a Parigi. Come sarà l’autunno 2020 tra dati e pronostici

La nostra corrispondente dalla Francia traccia un ritratto della Parigi culturale post lockdown. Dati disastrosi per il turismo nell’estate 2020, ma forse buoni segnali di ripresa per la stagione che si apre.

Pompei, Grand Palais Photo Didier Plowy
Pompei, Grand Palais Photo Didier Plowy

Parigi, l’estate non sembra finita visti i 35 gradi e il sole cocente. I bar e i ristoranti hanno ripreso appieno le loro attività, come anche le scuole e i musei. Tutti per strada indossano la mascherina, eppure, i casi di contagio dal virus Covid-19 continuano ad aumentare a preoccupare la nazione. La paura di una nuova crisi sanitaria sembra minore rispetto all’inevitabile crisi economica dei mesi estivi (e che si prolungherà almeno fino all’inverno). Nonostante i piani eccezionali messi in pratica dal governo francese (tra marzo e giugno 2020 sono stati mobilitati circa 8 miliardi di euro per imprese di settore culturale), la crisi ha toccato la cultura in tutti i suoi settori: dagli artisti agli scrittori, dai galleristi ai pianificatori di eventi. Nonostante il post-confinement francese sia stato caratterizzato da una voluta (e quasi forzata) ripresa economica, la Francia si ritrova a fare i conti con una stagione disastrosa per il turismo e la cultura. 

Gavin Brown, FIAC 2019
Gavin Brown, FIAC 2019

PARIGI E TURISMO: I DATI 2019 E 2020

Se nel 2019 Parigi e la sua regione avevano accolto più di 50 milioni di turisti con relativi 22 milioni di introiti, questo 2020 si rivela essere ben diverso.  In un articolo del 3 agosto sul giornale 20minutes si stimava che dall’inizio dell’anno, l’Ile de France (la regione di Parigi) ha perso 16 milioni di visitatori per uno stimato ammanco economico di circa 7 miliardi. Come tante altre destinazioni culturali, durante l’estate Parigi è stata abbandonata dai turisti: quasi 1 hotel su 2 era chiuso tra luglio e agosto mentre i musei, seppur aperti, hanno affrontato mesi particolarmente difficili. Nessuna coda per visitare la mostra Pompei al Grand Palais, nessuna coda per Christo et Jean-Claude al Centre Pompidou e nessuna coda per il Louvre. Una situazione molto preoccupante che però nel mese di settembre, complice il rientro scolastico, sembra profilarsi più rosea : qualche turista impavido è tornato in città, le visite scolastiche e i vernissage animano i musei. E infatti, il Musée d’Orsay è già al centro dell’attenzione, prima per lo scandalo del décolleté della studentessa e poi per la manifestazione a seno nudo delle Femen nella galleria centrale del museo. 

PARIGI E LE MOSTRE. E IL MERCATO?

La Ville Lumière continua ad essere effervescente e a proporre molteplici eventi: vernissages nelle piccole gallerie, presentazioni di riviste, eventi performativi. La cultura non dorme mai e anzi si cerca di reagire al meglio. Se da un lato i musei, istituzioni nazionali di conservazione del patrimonio, possono quindi sperare in una lenta ripresa, ben più drammatica è la situazione del mercato dell’arte. Si, perché nonostante i vernissages e le gallerie aperte, gli acquirenti mancano perché mancano anche le occasioni di vendita. Inoltre, come annunciato da Artribune, la fiera d’arte moderna e contemporanea Fiac è stata cancellata praticamente all’ultimo minuto insieme a tutti i suoi eventi collaterali ed edizioni OFF, proprio a causa della crisi sanitaria e delle sue imprevedibili evoluzioni. Una tragedia economica perché la Fiac non solo è un appuntamento fisso per i collezionisti e una referenza per il mercato ma anche è l’occasione per visitare gli stand di gallerie internazionali di tutto il mondo presenti a Parigi. 

Paris Photo 2019. Photo Florent Drillon
Paris Photo 2019. Photo Florent Drillon

LA CAPITALE ORFANA DELLA FIAC. E PARIS PHOTO?

Nel 2019 i visitatori della FIAC erano stati 74 580 in cinque giorni (2, 87% in più del 2018) con una partecipazione di 199 gallerie provenienti da ben 28 differenti paesi. Nessuna nuova per la fiera Paris Photo che dovrebbe aver luogo come previsto a novembre sempre nella sede del Grand Palais. Sono questi infatti gli ultimi mesi per poter visitare il Grand Palais prima della sua ristrutturazione che inizierà nel gennaio 2021 fino al 2024, anno dei Giochi Olimpici e Parolimpici di Parigi. La sua struttura provvisoria, Le Grand Palais Éphémère, è una architettura di 10 mila mq firmata dall’architetto Jean-Michel Wilmotte e sarà installata sui Campi di Marte, davanti alla Tour Eiffel.  Nonostante tutto, però, non mancano le mostre. Ecco quali sono gli appuntamenti da non perdere nella stagione autunnale: Giorgio de Chirico et la peinture métaphysique (Orangerie, 16 settembre – 14 dicembre 2020), Sarah Moon (Musée d’Art moderne de Paris, 18 settembre 2020-10 gennaio 2021), Cyndi Sherman (Fondation Louis Vuitton, 23 settembre 2020 – 3 gennaio 2021), Matisse en France (Centre Pompidou, 21 ottobre 2020- 22 febbraio 2021). 

Silvia Neri

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.