Nulla è perduto. Da van Gogh a Monet in mostra a Illegio 10 capolavori smarriti e rimaterializzati

Frutto della partnership con Sky Arte, con Factum Arte di Madrid, e con Ballandi Arts, l’esposizione sarà un viaggio dentro dipinti non più esistenti ma tornati alla luce grazie alla tecnologia. Ecco nel dettaglio le loro storie.

Scoprire la storia di un Van Gogh distrutto o di un Vermeer rubato e capire come questi capolavori “perduti” sono stati ricostruiti è alla base della mostra Nulla è perduto, in programma a Illegio, in provincia di Udine, dal 4 luglio al 13 dicembre 2020. Frutto della partnership con Sky Arte, con Factum Arte di Madrid, e con Ballandi Arts, l’esposizione sarà un viaggio dentro realtà non più esistenti, ma ancora capaci di emozionare. Verranno esposti sette capolavori inestimabili e smarriti per sempre, la cui storia è stata narrata nella serie di documentari che Sky Arte ha intitolato Il mistero dei capolavori perduti, a cura di Giovanni Troilo. Questi dipinti sono tornati alla luce grazie alle tecnologie di Factum Arte, l’organizzazione diretta da Adam Lowe a Madrid e dedicata a valorizzare l’arte con arte: a partire da una foto in bianco e nero e attraverso l’impegno di una squadra di storici, artisti, restauratori ed esperti di software 3D, le sette opere sono tornate in vita sotto forma di rimaterializzazioni, capaci di restituire ogni particolare degli originali scomparsi, compresa la tridimensionalità delle pennellate sulla superficie pittorica. Vediamo la loro storia nel dettaglio, accanto a quella di altri due casi di grande fascino, che il visitatore potrà ammirare grazie alla ricostruzione da parte di artisti contemporanei…

-Claudia Giraud

1. JAN VERMEER – CONCERTO A TRE: RUBATO ALL’ISABELLA STEWART GARDNER MUSEUM DI BOSTON NEL 1990

Foto Concerto a tre Vermeer_Rimaterializzazione by Factum Arte

Concerto a Tre (c.1663-66) di Jan Vermeer, oltre ad essere una delle sole quaranta opere che vengono attribuite al grande maestro dell’Age d’Or olandese, è anche il più grande furto di un’opera d’arte nella storia, tanto che gli investigatori stanno ancora conducendo indagini per scoprire dove sia nascosto. Rubato all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston nel 1990 insieme ad altre quattro opere nella sala degli olandesi e ad altre, ancora non ritrovate, è considerato il dipinto più prezioso tra quelli attualmente dispersi.

2. VINCENT VAN GOGH – VASO CON CINQUE GIRASOLI: DISTRUTTO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Foto Vaso con cinque girasoli, Vincent van Gogh Rimaterializzazione by Factum Arte

Un dipinto di Vincent Van Gogh che raffigura cinque girasoli, realizzato nel 1888, viene distrutto nel 1945 durante un’incursione dell’aviazione americana in tutto il Giappone. Uno degli importanti dipinti della serie Girasoli – per la precisione l’opera intitolata Vaso con cinque girasoli che si discosta dalle altre per lo sfondo blu intenso in contrasto con il giallo steso a tocchi – era stata infatti comprata da un imprenditore e poeta giapponese. Quando Ashiya (Osaka), la città del magnate giapponese, viene bombardata, il dipinto non ha scampo.

3. GUSTAV KLIMT – MEDICINA: BRUCIATO DALLE SS AL CASTELLO DI IMMENDORF NEL 1945

Foto Medicina, Gustav Klimt, Rimaterializzazione by Factum Arte

Il dipinto Medicina (1900-1907) di Gustav Klimt, raffigurante la dea della salute Igea, è commissionato per il soffitto dell’Aula Magna dell’Università di Vienna, dove però non è mai collocato perché respinto dall’ateneo. Venduto a un suo facoltoso amico pittore, Medicina viene però confiscato dai nazisti all’inizio della Seconda Guerra Mondiale che lo trasferiscono in un remoto castello austriaco con lo scopo di proteggerlo dai bombardamenti. Qui vi rimane fino a quando non è distrutto da un incendio.

4. FRANZ MARC – LA TORRE DEI CAVALLI AZZURRI: SEQUESTRATO DA HERMANN GOERING. DISPERSO DAL 1945

Foto La Torre dei Cavalli Azzurri, Franz Marc, Rimaterializzazione by Factum Arte

La straordinaria opera La Torre dei Cavalli Azzurri (1913) di Franz Marc, l’ultimo grande dipinto figurativo dell’artista prima di approdare all’astrazione, è tra i prodotti più alti del movimento Die Blaue Reiter di Monaco. Dopo la Prima Guerra Mondiale il dipinto viene acquistato dalla National Gallery di Berlino, ma nel 1937 è rimosso dai nazisti e incluso nella mostra di Arte Degenerata. Successivamente, Herman Goering – il principale luogotenente di Adolf Hitler – se ne impossessa, includendolo nella sua collezione privata. Da quel momento se ne perdono le tracce.

5. CLAUDE MONET – NINFEE: DISTRUTTO IN UN INCENDIO AL MOMA NEL 1958

Foto Ninfee, Claude Monet, Rimaterializzazione by Factum Arte

In quasi trent’anni Claude Monet produce oltre 250 dipinti su tele di grandi dimensioni – la serie Ninfee (1914-26) – che hanno appunto come unico soggetto lo stagno che l’artista costruisce nella sua casa a Giverny. Nel 1955 il MoMA di New York decide di comprarne un’enorme tela di circa sei metri, contribuendo a far diventare il ciclo di dipinti un simbolo dell’arte moderna. Quando nel 1958 il quadro viene distrutto da un incendio gigantesco, avvenuto durante l’orario di apertura del museo, il MoMA decide di compensare la perdita delle tele acquistando dopo solo un anno un trittico di Ninfee dal figlio di Monet.

6. TAMARA DE LEMPICKA – MYRTO: RUBATO A PARIGI DA UN GENERALE NAZISTA

Foto Myrto, Tamara de Lempicka_Rimaterializzazione by Factum Arte

Glamour e alla moda, Tamara de Lempicka è una figura audace e fantasiosa, la cui pittura elegante e drammatica riassume su tela tutto lo spirito dell’Art Déco. Myrto (1929) – una provocatoria rappresentazione di un incontro amoroso tra due donne – è uno dei suoi dipinti più famosi, commissionato dal suo collezionista più devoto, il Dottor Pierre Boucard, un magnate dell’industria farmaceutica. Quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale, la sua villa di Parigi viene confiscata da giovani ufficiali nazisti, uno dei quali ruba la tela nel 1943. Il dipinto, da allora, non è stato mai più ritrovato.

7. GRAHAM SUTHERLAND – SIR WINSTON CHURCHILL: DISTRUTTO PER VOLONTÀ DI LADY CHURCHILL

Sutherland Rimaterializzazione Ritratto Sir Winston Churchill

Nel 1954 Graham Sutherland, uno dei più celebri artisti inglesi, riceve dal Parlamento britannico l’incarico di ritrarre Winston Churchill durante l’ultimo anno del secondo mandato da Primo Ministro del Regno Unito: un regalo da parte dei membri di entrambe le Camere per l’80esimo compleanno del grande statista. Churchill, però, non apprezza il deciso realismo dell’opera e Lady Churchill ne ordina, così, in segreto, la distruzione.

8. CARAVAGGIO – SAN MATTEO E L’ANGELO: PERDUTO E RICOSTRUITO

Ricostruzione di San Matteo e l_angelo, Antero Kahila ,olio su tela _ Photo, Central Art Archives, Henri Tuomi

Il San Matteo e l’angelo è una tela dipinta da Michelangelo Merisi detto Caravaggio, realizzata entro fine maggio del 1602 per la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma. Una prima versione, però, raggiunge i Musei di Berlino nel 1815 e viene distrutta verso la fine della Seconda Guerra Mondiale nell’incendio della Flakturm Friedrichshain. L’artista Antero Kahila, di Helsinki, tra il 2003 e il 2008 compie una grande ricerca sulla tecnica e sul linguaggio di Caravaggio, per riuscire infine nell’impresa di rimaterializzare filologicamente il San Matteo perduto, con un risultato molto vicino all’originale.

9. LE VETRATE DELLA CATTEDRALE DI CHARTRES RIMATERIALIZZATE

Vetrate, insieme

Le vetrate della facciata principale della Cattedrale di Chartres non sono scomparse o distrutte, ma a causa della loro collocazione architettonica non potranno mai essere esposte in una mostra o ammirate da vicino nei dettagli. Per questo sono state rimaterializzate nel laboratorio di San Bellino di Rovigo da Sandro Tomanin e dai suoi collaboratori.

10. DUE SCULTURE LIGNEE DI DOMENICO DA TOLMEZZO PERDUTE E ORA RITROVATE

Domenico da Tolmezzo, Sculture in legno San Vito e San Maurizio

Nella mostra Nulla è perduto c’è anche l’esposizione di un’altra tipologia di opere: quelle originali, un tempo perdute e recentemente ritrovate. È il caso delle due sculture lignee intagliate e dorate da Domenico Mioni detto Domenico da Tolmezzo, raffiguranti San Vito e San Maurizio. Realizzate tra il 1492 e il 1498 proprio per l’ancona lignea della Pieve di San Floriano di Illegio, ma rubate nel 1968, sono ricomparse sul mercato antiquario a Bonn nel 2018 e ora ritornate nel loro paese d’origine.

Evento correlato
Nome eventoNulla è perduto
Vernissage04/07/2020 no
Duratadal 04/07/2020 al 13/12/2020
CuratoreAlessio Geretti
Generidocumentaria, new media
Spazio espositivoCASA DELLE ESPOSIZIONI
IndirizzoPiazza G. B. Piemonte 1 33028 Illegio - Tolmezzo (Ud) - Illegio - Friuli-Venezia Giulia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).