Amore, desiderio e morte nelle “poesie” di Tiziano alla National Gallery di Londra

La National Gallery di Londra ospita a marzo una mostra che riunisce, dopo quattro secoli, i dipinti che Tiziano realizzò ispirandosi alle Metamorfosi di Ovidio, commissionategli da Filippo di Spagna nel 1551.

Detail from Titian, 'Danaë', probably 1554–6. Wellington Collection, Apsley House © Stratfield Saye Preservation Trust
Detail from Titian, 'Danaë', probably 1554–6. Wellington Collection, Apsley House © Stratfield Saye Preservation Trust

“Il rapporto di Tiziano con il ‘poeta fra due mondi’, come è stato chiamato, è alquanto particolare. Egli dovette sentire un’intima affinità nei confronti di un autore profondo quanto brillante, sensuale quanto conscio della tragica soggezione del genere umano al destino. E fu precisamente quest’intima affinità che permise a Tiziano di interpretare i testi di Ovidio alla lettera e al tempo stesso liberamente, con minuziosa attenzione ai dettagli insieme con uno spirito d’illimitata inventiva.” così Erwin Panofsky racconta Tiziano Vecellio (1490, Pieve di Cadore – 1576, Venezia) e il suo legame con il poeta nel suo libro Tiziano. Problemi di iconografia. Le sei opere saranno nuovamente riunite dopo quattro secoli grazie alla mostra organizzata dalla National Gallery, dalle National Galleries di Scozia, dal Museo Nacional del Prado e dall’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.
L’esposizione comprenderà il ciclo che trae ispirazione dalle Metamorfosi di Ovidio, una commissione che culminò la carriera di Tiziano. Le dee e le divinità rappresentate trasudano di emozioni umane, come colpa, sorpresa, vergogna, disperazione e rimpianto, una dimensione psicologica innovativa per quei tempi. Ciò che caratterizzò e rese grande l’artista furono proprio gli insegnamenti pervenuti dagli antichi ma anche da Durer, Raffaello, Michelangelo. Questi non lo ancorarono ad una specifica categoria, anzi, fecero di lui un pittore duttile, rimanendo pur sempre se stesso. I suoi dipinti incarnano gli insegnamenti della scuola veneziana, ovvero: l’uso di colori vibranti e intensi, la vasta gamma di pigmenti e la gestione esperta dell’olio. Il progetto è stato possibile solo in seguito alla decisione della Wallace Collection di prestare opere su base temporanea, come Perseo e Andromeda mostrato a fianco degli altri dipinti della serie, tra cui la Morte di Atteone già ospitato dalla National Gallery, assieme alla Danaë (The Wellington Collection, Apsley House), Venere e Adone (Prado, Madrid), Diana e Atteone, Diana e Callisto posseduto congiuntamente con le National Galleries di Scozia, il Ratto d’Europa dall’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e Perseo e Andromeda dalla The Wallace Collection, Londra.

-Valentina Muzi
Titian: Love, Desire, Death
Dal 16 marzo al 14 giugno 2020
National Gallery of London
Trafalgar Square, Charing Cross, London

https://www.nationalgallery.org.uk/

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.