Restaurata a Roma la Cappella di Ludovica Albertoni, tra i più grandi capolavori di Bernini

Promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, il restauro ha ridato nuova luce alla cappella concepita da Bernini come una scenografia per enfatizzare il momento dell’“Estasi della Beata Ludovica Albertoni”

Sailko, Gian Lorenzo Bernini, Estasi della beata Ludovica Albertoni, fonte Wikipedia
Sailko, Gian Lorenzo Bernini, Estasi della beata Ludovica Albertoni, fonte Wikipedia

Torna a splendere la Cappella Albertoni nella Chiesa di San Francesco Ripa a Ripa di Roma, capolavoro che coniuga architettura e scultura completato nel 1674 da Gian Lorenzo Bernini. Si è infatti concluso da pochi giorni il restauro della Cappella promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con un investimento pari a 39mila euro. La Cappella custodisce al suo interno una delle sculture più note e intense – tanto da essere quasi considerata la quintessenza dell’espressione dell’arte barocca – di Bernini: l’Estasi della Beata Ludovica Albertoni. Prima di quello appena realizzato, l’ultimo restauro effettuato sulla cappella risale a venti anni fa.

LA CAPPELLA ALBERTONI DI GIAN LORENZO BERNINI BERNINI

La Cappella – commissionata a Bernini per omaggiare Ludovica Albertoni, beatificata nel 1761 per aver dedicato la sua vita alla cura dei poveri e degli indigenti, divenendo alla morte del marito terziaria francescana proprio a San Francesco a Ripa – rappresenta uno dei progetti architettonici più “scenografici” di Bernini, riuscendo in un ambiente ristretto a costruire uno spazio in cui luci e volumi danno vita a una quinta scenografica che mette in risalto la scultura che ritrae la Beata Albertoni in estasi. Per portare a compimento il suo progetto, Bernini chiede a Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio di realizzare una pala d’altare una Madonna col Bambino e Sant’Anna, collocata dietro la scultura di Ludovica Albertoni. Le due finestre laterali, invece, sono il “sistema di illuminazione” naturale con cui Bernini dirige e calibra le luci che, durante le diverse ore del giorno, creano effetti chiaroscurali sempre diversi sul panneggio e il volto di Ludovica Albertoni, enfatizzandone l’aura mistica e allo stesso tempo sensuale, ossimoro questo particolarmente caro alla poetica di Bernini e dell’arte barocca. Completa la scenografia della Cappella, sullo sfondo, una decorazione dorata da cui si levano dieci putti bianchi, nell’atto di osservare la Beata Albertoni.

IL RESTAURO DELLA CAPPELLA ALBERTONI A ROMA

Durato sei mesi, il restauro – condotto dalla restauratrice Elisabetta Zatti, dal restauratore Soprintendenza Speciale di Roma Carlo Festa e dallo storico dell’arte Soprintendenza Speciale di Roma Aldo Mastroianni – è consistito nella pulitura della scultura e di tutte le altre superfici, tranne la Pala di Baciccio, dalla polvere e dal particolato atmosferico, con lo scopo di consolidare ed equilibrare la cromia del fondo dorato e dei putti in stucco. “Questo delicato restauro unisce alla salvaguardia e alla tutela il miglioramento della fruizione da parte del pubblico della Cappella Albertoni”, spiega Danila Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “Come in altre opere di Bernini, qui i linguaggi artistici si fondono in un meraviglioso ordito di forme, colori e volumi, creando una vera e propria rappresentazione. Il restauro, curato da Aldo Mastroianni e Carlo Festa della Soprintendenza, realizzato dalla restauratrice Elisabetta Zatti, restituisce quel mirabile equilibrio che è la cifra di Bernini e del grande Barocco romano”.

– Desirée Maida

www.soprintendenzaspecialeroma.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.