Aprono a Londra le Medicine: Wellcome Galleries, spazio dedicato alla storia della Medicina

Si tratta di un “museo nel museo”, che sorge all’interno dello Science Museum Group. Cinque gallerie raccontano, attraverso strumenti d’epoca, filmati, audio ed esperienze interattive, i progressi della scienza medica nel corso dei secoli, con interventi di artisti contemporanei

Group of various Momento Mori © Science Museum Group
Group of various Momento Mori © Science Museum Group

È stato inaugurato lo scorso novembre Medicine: The Wellcome Galleries, nuova sezione del Museo della Scienza di Londra interamente dedicata alla storia della Medicina. Le cinque gallerie che compongono le Wellcome Galleries si trovano al primo piano del museo e ospitano oltre tremila oggetti e strumenti medici e opere d’arte, offrendo così al visitatore esperienze interattive che raccontano storie e protagonisti della Medicina.

Mr Gibson's Pharmacy in the Medicine and Treatments gallery © Science Museum Group
Mr Gibson’s Pharmacy in the Medicine and Treatments gallery © Science Museum Group

IL MUSEO DELLA MEDICINA. LE WELLCOME GALLERIES A LONDRA

Progettate da WilkinsonEyre, le gallerie sono vaste oltre 3000 metri quadrati, un’area equivalente a 1.500 letti d’ospedale. Gli oggetti, i manufatti e gli strumenti esposti provengono dalle collezioni di Henry Wellcome e dello Science Museum Group, tra cui modelli anatomici in cera di duecento anni fa, il primo stetoscopio, le lancette usate da Edward Jenner nelle vaccinazioni contro il vaiolo, le casse di medicinali usate nelle spedizioni sull’Everest e in Antartide, un raro polmone in ferro usato dai pazienti con poliomielite e il primo scanner MRI al mondo, un modello proteico e una bicicletta paramedica. Tutti oggetti che raccontano come, nel corso dei secoli, la Medicina si sia evoluta non solo con una maggiore conoscenza del corpo umano, ma anche attraverso l’invenzione di nuovi strumenti utilizzati nella cura e nella prevenzione. All’interno delle gallerie, inoltre, i visitatori possono entrare in una vera farmacia vittoriana e fare esperienze di tipo interattivo: tra i “giochi” proposti, uno farà scoprire al pubblico cosa serve per eseguire un intervento chirurgico di trapianto di cuore, e come curare un paziente gravemente malato. Lungo le gallerie, i visitatori hanno poi la possibilità di vedere i volti e ascoltare le voci e le storie di pazienti e dei loro medici, con filmati e registrazioni audio. “Medicine: The Wellcome Galleries sono intellettualmente avventurose, ricche di storie personali e talvolta incredibilmente commoventi”, ha dichiarato Sir Ian Blatchford, direttore dello Science Museum Group. “Occupando oltre tremila metri quadrati – un intero museo all’interno di un museo -, le dimensioni e l’ambizione di queste cinque vaste gallerie non hanno precedenti. Oltre tre milioni di visitatori all’anno, ognuno con le proprie esperienze personali di medicina, possono ora scoprire storie straordinarie sulla nostra salute nelle più grandi gallerie mediche del mondo”.

Marc Quinn's Self Conscious Gene in Medicine The Wellcome Galleries at the Science Museum 3. Courtesy and © of Marc Quinn studio
Marc Quinn’s Self Conscious Gene in Medicine The Wellcome Galleries at the Science Museum 3. Courtesy and © of Marc Quinn studio

MEDICINE: THE WELLCOME GALLERIES. I PROGETTI D’ARTE CONTEMPORANEA

In occasione dell’apertura del “museo all’interno di un museo”, lo Science Museum Group ha commissionato a quattro artisti opere site specific pensate per i nuovi spazi. Il fotografo Siân Davey ha realizzato ritratti a grandezza naturale che invitano a riflettere sul concetto di “normalità” in medicina; Self-Conscious Gene è la scultura in bronzo di Marc Quinn ispirata al corpo tatuato del modello Rick Genest, noto come Zombie Boy, scomparso nel 2018; Bloom di Studio Roso è una scultura che rappresenta la diffusione di malattie attraverso le popolazioni utilizzando una grande rete di eliche che ruotano, brillano e cambiano colore; Santa Medicina di Eleanor Crook è una scultura in bronzo che raffigura una chirurga e santa che incoraggia i visitatori a riflettere sul proprio rapporto con la mortalità.

– Desirée Maida

www.sciencemuseum.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.