Correva l’anno 1909: i Balletti Russi, il Prometeo di Giorgio de Chirico, Angelo Morbelli

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1909

Dopo essersi esibita per alcune stagioni a Parigi (celebre proprio quella del 1909), fu fondata ufficialmente nel 1911 dall’impresario russo Sergej Djagilev, di cui quest’anno si celebrano anche i 90 anni dalla morte. Per l’occasione la casa d’aste internazionale Bonhams ospiterà un’importante mostra nella sua sede di Londra – dal 28 maggio al 5 giugno – che si concentrerà sui costumi utilizzati per L’uccello di fuoco, il famoso balletto con la musica di Igor Stravinsky. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte all’inizio del secolo scorso? Da Giorgio de Chirico, grande ammiratore di Arnold Böcklin, da cui trasse ispirazione nel suo Prometeo del 1909, prima opera dove il mito si cela tra gli elementi del paesaggio naturale, alla svolta divisionista di Angelo Morbelli, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

– Claudia Giraud

1. LA FUSIONE DI TUTTE LE ARTI DEI BALLETTI RUSSI

Second knight Collection of Olga and Ivor Mazure

Fondata ufficialmente nel 1911 dall’impresario russo Serge Diaghilev (Selišči, 1872-Venezia,1929), ma già attiva proprio a partire dal 1909 in una celebre stagione a Parigi, la compagnia dei Balletti Russi comprendeva i migliori ballerini provenienti dai due teatri più importanti: il moscovita Bol’šoj e il pietroburghese Mariinskij. La sua più grande innovazione fu quella di rivoluzionare tutte le arti, fondendo con armonia movimento, suono e design all’insegna di un unico tema che riuniva i più grandi talenti della musica, della danza e della pittura di inizio XX secolo, tra cui Nijinsky, Karsavina, Fokine, Stravinsky, Ravel, Golovin, Bakst, Picasso, De Chirico e Matisse. Diaghilev è stato la forza trainante del successo dei Balletti Russi e, alla sua morte nel 1929, la compagnia si è sciolta.

2. IL PROMETEO DI GIORGIO DE CHIRICO ISPIRATO A BÖCKLIN

Arnold Böcklin, Prometheus, 1882. Collezione Barilla di Arte Moderna

Giorgio de Chirico (Volo, 1888 – Roma, 1978) era un grande ammiratore di Arnold Böcklin e il suo Prometeo del 1909 fu sicuramente ispirato dal pittore svizzero. È la prima opera di de Chirico in cui il mito si cela tra gli elementi del paesaggio naturale: il pittore inserisce, infatti, nella roccia la gigantesca sagoma del Titano. “Il quadro Prometeo vede un’alta roccia coronata dalla tragica figura mitica (come in un quadro famoso di Böcklin) che si scorge a un’attenta analisi dell’immagine” scriveva il critico Maurizio Fagiolo dell’Arco. Ora la sua versione del dipinto e quella del fratello Alberto Savinio sono esposte per la prima volta accanto al Prometeo di Böcklin nella mostra in corso fino al 30 giugno 2019 alla Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo.

3. LA SVOLTA DIVISIONISTA DI ANGELO MORBELLI

Angelo Morbelli, Giorno di festa al Pio Albergo Trivulzio, 1892, Olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

Il 1909 è l’anno di Un Natale! Al Pio Albergo Trivulzio, l’ultima di una serie di opere di Angelo Morbelli dedicate all’Istituto di Milano, presso il quale erano ospitati gli anziani della città. Morbelli, esponente di punta del realismo sociale tra Lombardia e Piemonte, riesce a cogliere con grande sensibilità la condizione di abbandono e di solitaria meditazione degli ospiti del Trivulzio, soffermandosi a tratti anche su occasioni di maggiore leggerezza e convivialità. Un quadro che, insieme a tutti quelli di questo ciclo pittorico dedicato alla celebre organizzazione assistenziale milanese, segna la svolta divisionista del pittore piemontese di nascita ma milanese d’adozione, ora celebrato, in occasione del centenario della sua morte, in una grande mostra in corso fino al 16 giugno alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).