Utopia e bolle di sapone. A Perugia

Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia ‒ fino al 9 giugno 2019. La mostra, curata da Michele Emmer, professore ordinario di Matematica all’Università La Sapienza di Roma, e da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, affronta il tema delle bolle di sapone con un taglio interdisclipinare, che, parallelamente all’esaustivo percorso storico-artistico, racconta attraverso l’arte la nascita dell’interesse scientifico, fisico e matematico per le lamine saponate. Viste come affascinanti modelli geometrici, studiati e rappresentati tutt’oggi.

Giulio Paolini, Belvedere, 1990. Collezione privata
Giulio Paolini, Belvedere, 1990. Collezione privata

Simbolo ambiguo sospeso tra divertimento, spensieratezza ed espressione di fragilità e caducità delle ambizioni umane, la bolla di sapone ha da sempre affascinato piccoli e grandi per la sua leggerezza, lucentezza, forma e colorazione.
Nella storia dell’arte si afferma come immagine verso la fine del Cinquecento: la bolla è stata storicamente protagonista con la figura del puttino che la soffia nella figura dell’Homo bulla, “una specie di luogo comune figurativo”, e fu ben presto nel repertorio degli oggetti che compongono le Vanitas, a ricordo costante della brevità della vita.
Eliminati il teschio, i fiori appassiti e le clessidre, simboli dell’immaginario tardo-rinascimentale, compare ora il bimbo che soffia bolle di sapone alla finestra con cannuccia e ciotolina di acqua saponata come più leggero e malinconico memento.

DA NEWTON A NOI

Ma dal XVIII secolo l’aspetto allegorico tenderà quasi a scomparire (senza mai farlo del tutto), e inizierà a esprimersi un più marcato interesse di carattere scientifico: iniziano gli studi sulla rifrazione della luce e sui colori, ricerche che continueranno fino alle successive teorie sulle superfici minime o sulle forme di aggregazione organica della materia.
A partire dagli studi di Isaac Newton, in cui lo studioso inglese descrive in dettaglio i fenomeni di ottica che si osservano sulla superficie delle lamine saponate, il fascino delle bolle smette di essere pura fonte di meraviglia per diventare campo di indagine.
Ed è così fino ai giorni nostri: le bolle hanno interrogato la scienza, e continuano anche oggi a farlo e a ispirare artisti e architetti per le loro creazioni.

Max Beckmann, Self portrait with bubbles, 1900. Collezione privata
Max Beckmann, Self portrait with bubbles, 1900. Collezione privata

LA MOSTRA

Il percorso, composto da sessanta opere concesse in prestito da importanti istituzioni nazionali e internazionali, copre un arco di tempo che va dal Cinquecento a oggi; se la prima sezione si concentra sulla nascita di questa iconografia, la mostra prosegue proponendo una nutrita panoramica di artisti, tra cui Jean Siméon Chardin, Fra Galgario, Jan Bruegel il Giovane, Gerrit Dou, Karel Dujardin, Man Ray, Max Beckmann, Giulio Paolini, fino a giungere, nell’ambito dell’architettura contemporanea, allo studio australiano PTW Architects.
La mostra presenta inoltre una sezione dedicata a stampe e incisioni, fotografie, locandine e manifesti pubblicitari; da citare in particolare sono le affiche provenienti dalla Collezione Salce di Treviso, che testimoniano la grande fortuna di questo soggetto a scopi pubblicitari. Impossibile non nominare poi a questo proposito il celeberrimo manifesto del sapone Pears, qui esposto, rielaborazione del dipinto Soap Bubbles del pittore e illustratore John Everett Millais.

Anonimo, stampa satirica raffigurante Napoleone che gioca con le bolle di sapone, 1810-14. Museo Napoleonico, Roma
Anonimo, stampa satirica raffigurante Napoleone che gioca con le bolle di sapone, 1810-14. Museo Napoleonico, Roma

L’IDEA E GLI EVENTI

La mostra nasce da un’idea di Michele Emmer e da un suo libro pubblicato nel 2010 ‒ Bolle di sapone tra arte e matematica, che vinse il Premio Viareggio per la sezione saggistica di quell’anno ‒ ed è accompagnata da un catalogo scientifico edito da Silvana Editoriale in cui sono presenti accurati ed esaustivi saggi, e da un volume per bambini edito da Aguaplano Libri con testi dello stesso Michele Emmer e illustrazioni di Francesca Greco.
L’esposizione prosegue inoltre con una serie di eventi collaterali: spettacoli, talk, visite guidate, conferenze, proiezioni e laboratori didattici pensati per adulti e bambini.

Laura Ghirlandetti

Evento correlato
Nome eventoBolle di sapone. Forme dell’utopia tra vanitas arte e scienza
Vernissage15/03/2019 ore 18
Duratadal 15/03/2019 al 09/06/2019
CuratoriMarco Pierini, Michele Emmer
Generedocumentaria
Spazio espositivoGNU - GALLERIA NAZIONALE DELL'UMBRIA
IndirizzoCorso Pietro Vannucci 19 - Perugia - Umbria
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Laura Ghirlandetti (Crema, 1983) si è laureata con lode in Scienze dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Collabora con l'associazione milanese Circuiti Dinamici (ex Bertolt Brecht), e in veste di art curator con la Zoia Gallery&Lab. Con la sua compagniaMiranda Teatro prosegue un'attività di ricerca teatrale, concentrandosi soprattutto sul concetto di teatro di comunità e sull'interpretazione di un territorio.