Divina creatura. A Roma è protagonista la donna

Galleria d’Arte Moderna, Roma ‒ fino al 13 ottobre 2019. L’evoluzione della figura femminile dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. In una mostra allestita alla GAM di Roma.

Massimo Campigli (Max Ihlenfeldt), Le spose dei marinai, 1934. Roma, Galleria d’Arte Moderna
Massimo Campigli (Max Ihlenfeldt), Le spose dei marinai, 1934. Roma, Galleria d’Arte Moderna

Idealizzata nelle antiche civiltà fino all’avvento del cristianesimo. Sublimata a figura angelica nell’ambito letterario d’epoca medievale. Perseguitata e condannata al rogo dall’Inquisizione perché ritenuta capace di adorare il demonio. La figura femminile ‒ simbolo di fecondità, nascita e nutrizione ‒ inizia il suo lento processo di emancipazione solo dalla seconda metà dell’Ottocento, nell’alveo di quella ambivalenza che ne ha sempre contraddistinto il percorso. Tra dimensione terrena e concezione divina, la mostra allestita sui tre piani della GAM, per un totale di oltre cento opere tra pittura, scultura, fotografia e video, ruota intorno alla controversa questione dell’identità femminile e della sua evoluzione, ma paradossalmente langue della presenza di autrici donne. Infatti, Sissi con i suoi Nidi come metafora della maternità e Giosetta Fioroni, fotografata da Marco Delogu per L’altra Ego, sono due delle sei donne in mostra a fronte degli ottanta artisti di sesso maschile.

Giosetta Fioroni & Marco Delogu, L'altra ego, 2012. Roma, MACRO
Giosetta Fioroni & Marco Delogu, L’altra ego, 2012. Roma, MACRO

DALL’AMORE SACRO ALLA FEMME FATALE

Allestita per tematiche a partire dalla fine dell’Ottocento, l’esposizione è introdotta dal trittico Le vergini savie e le vergini folli del protagonista del Simbolismo italiano Giulio Aristide Sartorio, i cui canoni estetici idealizzati sono legati a doppia mandata al mito. Dall’amore sacro, fondato sulla perfezione fisica e sull’aspetto simbolico della femminilità, si passa all’amor profano della femme fatale. Donna vampiro partorita dall’immaginario di una società maschilista che trova la sua massima espressione in ambito cinematografico, dove assume una valenza positiva poiché legata alla figura della diva. Simbolo d’indipendenza fino agli Anni Venti per immolarsi ad angelo del focolare in epoca fascista. In mostra anche una serie di pellicole, tra cui I sette peccati capitali, alcuni cinegiornali dell’Istituto Luce e antiche matrici fotografiche.

Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908. Roma, Galleria d’Arte Moderna
Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908. Roma, Galleria d’Arte Moderna

RITRATTI E DINTORNI

Nella sala dei ritratti, tra sorrisi abbozzati, sguardi timidi e una diffusa fissità quasi innaturale delle modelle, emergono dipinti come Il dubbio, opera di Giacomo Balla ancora legata al realismo, che ritrae la moglie mentre si volta all’improvviso sferzando il buio con uno sguardo enigmatico e accattivante; Donna alla toletta di Antonio Donghi,  che al Realismo magico e straniante unisce un’atmosfera sospesa e silenziosa; e Nel parco, opera fondata su discordanze cromatiche, di Amedeo Bocchi, artista difficilmente collocabile in una determinata tendenza. Nelle altre sezioni sono da citare La Gravida di Pino Pascali, Le spose dei marinai di Massimo Campigli, la Venere in chiave pop di Mario Ceroli e un piccolo focus sulle donne di Fausto Pirandello. Conclude l’allestimento un settore dedicato alla documentazione cartacea e a quella video, che ripercorre le fasi del movimento femminista e la genesi del corpo femminile che diventa protagonista dell’espressione artistica attraverso la performance.

Roberta Vanali

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Nome eventoDonne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Vernissage23/01/2019 ore 18
Duratadal 23/01/2019 al 13/10/2019
CuratoriFederica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta, Arianna Angelelli
Generearte moderna e contemporanea
Spazio espositivoGALLERIA D'ARTE MODERNA DI ROMA
IndirizzoVia Francesco Crispi 24 - 00187 - Roma - Lazio
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Roberta Vanali
Critica, curatrice e giornalista d’arte contemporanea. Ha collaborato con le riviste d’arte Ziqqurat, Terzocchio e Grandimostre. 2000/2010 Caporedattrice per la Sardegna della rivista online e cartacea Exibart. Da gennaio a dicembre 2006 direttrice della Galleria Studio 20, via Sulis 20, Cagliari. Da marzo 2011 redattrice per la Sardegna della rivista Artribune. Ideatrice della rubrica di iconografia Icon (on) Graphy per la rivista Artribune. Da aprile 2010 consulente artistica della galleria online Little Room Gallery. Da ottobre 2006 curatrice del blog BlogArte http://robertavanali.blogspot.com/ e della rubrica Interviews. Ha redatto circa 250 articoli e curato oltre 50 mostre in spazi pubblici, privati e musei.

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