Rigenerare Venezia. Il progetto AltroVE

Federica Bianconi di Cescot Veneto e Angela Vettese, critica d’arte e docente presso l’Università IUAV di Venezia, chiariscono obiettivi e sviluppi del progetto AltroVE. Finanziata dalla Regione Veneto nell’ambito delle attività supportare dal Fondo sociale europeo 2014-2020, l’iniziativa vuole dare nuova linfa al territorio di Venezia, Mestre e Marghera attraverso la creatività.

AltroVe
AltroVe

Da quali basi prende le mosse il progetto AltroVE?
Federica Bianconi: AltroVE è uno dei quattordici progetti finanziati dalla Regione Veneto nell’ambito della DGR 718/2018, Inn Veneto Cervelli che rientrano per il Veneto del futuro, Progetti di Innovazione Sociale, Fondo Sociale Europeo Por 2014-2020. La direttiva individua tre linee di intervento. AltroVE risponde alla terza linea, Eccellenze Arti e Mestieri. Questa direttiva intende promuovere la realizzazione di interventi capaci di attrarre sul territorio regionale “cervelli” ed eccellenze “di ritorno” al fine di sviluppare progetti di innovazione sociale e culturale, favorendo la nascita di poli di attrazione permanenti, in grado di generare ricadute sull’intera collettività e di far tornare eccellenze e risorse qualificate.

Quali obiettivi si pone?
F. B.: AltroVE prevede una serie di interventi formativi, masterclass, eventi, bandi di animazione e residenze per artisti di fama internazionale, a sostegno dello sviluppo creativo e artistico veneto. Coerentemente con quanto stabilito dalla DGR di riferimento, obiettivo della presente proposta progettuale è quello di sostenere la crescita qualitativa dell’offerta culturale come fattore di attrattività complessiva del territorio veneto e motore dello sviluppo socio-economico. Non solo, obiettivo di AltroVE è intervenire (in particolare su alcune aree sottoutilizzate e luoghi di aggregazione di Venezia) per proporre un’altra Venezia, intesa come città delle opportunità e luogo di attrazione permanente per gli artisti, creando un clima favorevole ad accogliere le diversità culturali e a offrire servizi e opportunità che coinvolgano anche il tempo libero e l’intrattenimento.

Chi sono i destinatari dell’iniziativa?
F. B.: Il progetto AltroVE, nelle azioni formative e in quelle esperienziali, si rivolge a una compagine eterogenea di utenti provenienti da ambiti differenti, in quanto l’attuazione delle finalità stesse del progetto presuppone una sinergia complementare di profili attivi in campo artistico/creativo, impiegati nelle istituzioni, profit e non, con scopi culturali e sociali, imprenditori, liberi professionisti, artigiani, soggetti disoccupati, inoccupati/neolaureati.
Le quattro borse di rientro e le tre borse di animazione sono destinate ad artisti di fama internazionale e/o talenti in ambito culturale/scientifico che si misurano preferibilmente con azioni di arte o intervento pubblico. Azioni che devono entrare nel tessuto sociale e fungere da laboratorio per ripensare la struttura urbana della città, prevedendo il coinvolgimento del pubblico.

Laurina Paperina per AltroVe
Laurina Paperina per AltroVe

Come avverrà la loro selezione?
F. B.: La selezione è disciplinata dalla DGR di riferimento della Regione Veneto. Per utenti disoccupati è obbligatorio prevedere specifici bandi di selezione. In altri casi viene comunicato l’intervento formativo o l’azione sui canali social, nelle news del sito Cescot Veneto (capofila di progetto) e sui canali di promozione finalizzati all’“ingaggio” dei beneficiari, individuati insieme ai partner coinvolti. Sottolineo che tutte le attività di progetto sono finanziate dal FSE e gratuite per gli utenti che ne usufruiscono.

Quali soggetti istituzionali sono coinvolti nel progetto? E che tipo di ruolo giocano?
F. B.: Più che di partner istituzionali o non istituzionali è necessario parlare di partner operativi (che hanno azioni da svolgere e budget da utilizzare) e partner di rete (coinvolti nelle attività ma senza responsabilità diretta negli interventi). Ad esempio il Comune di Venezia ha creduto nel progetto ed è partner di rete. L’università IUAV di Venezia, Arti Visive e Moda ha un ruolo attivo e coordina tutte le borse (di animazione e di rientro) oltre alle masterclass. Gli altri partner operativi e di rete sono: Fondazione Malutta, SUMO Soc. Coop. Sociale, A plus A Gallery, Accademia di Belle Arti di Venezia, Zuecca Project Space, Urban Rise, Controvento Coop. Sociale Onlus, ETICity, Confesercenti Città Metropolitana di Venezia, EBV, Confesercenti Regionale del Veneto, Nonsoloverde Soc. Coop. Sociale, Ikona Venezia, Argo16, Calle Corte Legrenzi Mestre e Artribune.

Come si strutturerà AltroVE?
F. B.: La proposta progettuale si struttura in tre atti, suddivisi non in ordine temporale (procedono parallelamente) ma per tipologia di azioni. Il primo è VIA VENETO, finalizzato alla valorizzazione dei talenti che già operano sul territorio veneziano grazie a due interventi. Il primo è un kick off meeting / Brain Salad, in programma il 13 dicembre presso Fabbrica H3 in Giudecca: una giornata intera (a ingresso libero e gratuito) dedicata all’avvio di AltroVE e del progetto ITALIS: due modelli di intervento differenti che scelgono di contaminarsi reciprocamente per generare un rinnovato slancio verso le sfide che Venezia pone. L’iniziativa prevede il coinvolgimento delle associazioni culturali limitrofe nei processi di animazione, aggregazione e fruizione culturale e accoglie il desiderio creativo di soggetti terzi che diventano così protagonisti dei processi di creazione dell’offerta culturale in Giudecca (e non solo). Sempre nel primo atto è previsto un project work di ventiquattro ore gestito da Fondazione Malutta, durante la Biennale di Venezia.

AltroVE. Prima riunione di progetto (Cristiano Focacci Menchini, Fabio de Meo, Beatrice Gelmetti, Beatrice Alici)
AltroVE. Prima riunione di progetto (Cristiano Focacci Menchini, Fabio de Meo, Beatrice Gelmetti, Beatrice Alici)

E gli altri due atti?
F. B.: Il secondo atto è FOR THE LOVE OF VENICE, interventi formativi di eccellenza, guidati da SUMO, Cescot Veneto e Università IUAV, che approfondiscono le pratiche di trasformazione urbana attraverso le arti visive, come occasioni di innovazione sociale, a Venezia-Mestre-Marghera. Tra le azioni, particolare rilievo hanno i percorsi formativi, i tre laboratori e due masterclass di novanta ore, realizzate grazie alla supervisione dell’Università IUAV di Venezia e alla presenza di artisti e visiting professor di prestigio internazionale. Il terzo atto, MAGNETIC FIELDS, è dedicato alle regole dell’attrazione, in veste ludica, generativa, moltiplicativa e prevede quattro eventi moltiplicatori (uno di “apertura” progetto, due intermedi e uno finale), un viaggio a Cluj e tre borse di animazione assegnate a tre utenti occupati/disoccupati con lo scopo di rafforzare il networking tra professionisti/operatori di diversi ambiti (culturali, creativi, informatici, tecnici, ecc.) attivi all’estero e professionisti/artisti operanti in Veneto.

Anche Mestre e Marghera saranno coinvolte nel progetto AltroVE. In che modo laguna e terraferma daranno vita a un dialogo costruttivo?
F. B.: Bella domanda. Abbiamo partner solidi e molto attivi con cui collaborare, per ogni attività, in terraferma quali Urban Rise, ETICity, Argo16, Controvento, SUMO, Corte Legrenzi. Attiveremo nello specifico alcuni percorsi formativi dedicati (Ripensare gli spazi, farsi luogo) e una borsa di animazione, Il cielo sopra Mestre Marghera, che verrà assegnata a un utente disoccupato con l’obiettivo di fare rete e sperimentare nuovi strumenti che garantiscano accesso, partecipazione e fruizione spaziale/culturale in terraferma, creando un dialogo reale con la Serenissima.

Oggi è sempre più difficile scindere l’immagine di Venezia da quella di un turismo fagocitante, che soffoca il tessuto urbano inducendo gli abitanti ad abbandonare il centro storico. Come può, concretamente, l’arte offrire un rimedio a una deriva di cui la città stessa è in parte responsabile?
Angela Vettese: L’arte e in generale la cultura possono essere una delle poche via di uscita per Venezia. La vitalità culturale della città è andata aumentando negli anni, dalla resistenza e dal crescente successo della Biennale sono gemmate istituzioni di vario tipo, dalla Fondazione Pinault ai centri off come il SALE Docks. Le due università, Ca’ Foscari e IUAV, sono di nascita recente ma hanno accresciuto la loro fama e la loro attività, così come la VIU (consorzio di università internazionali), i centri studi stranieri, le summer school e i master pubblici e privati. Venezia può puntare su questo aspetto perché gli intellettuali e i creativi passano volentieri del tempo nella città lagunare, contribuendo ad alimentare la residenzialità dei giovani e anche creando un contraltare al turismo di massa. Che sta invadendo anche Mestre e l’area di Marghera, quindi che va compreso nei suoi effetti e bilanciato. Del resto ho dedicato a questo l’intero libro Venezia Vive, Il Mulino 2017. Venezia deve imparare a dare di sé una narrazione e un’immagine che non si risolva nella vendita di souvenir, ma che includa le sue molteplici attività culturali, eccellenze che non bisogna inventare perché, fortunatamente, esistono eccome. Basta saperle comunicare e aiutare

AltroVe. Evento moltiplicatore presso AplusA, Venezia

AltroVe. Evento moltiplicatore presso AplusA, Venezia

Quello della rigenerazione e riqualificazione urbana è un tema di grande attualità, soprattutto a Venezia, dove gli spazi in disuso sono molteplici, anche se poco conosciuti. Quali soluzioni metterete in campo per innescare una rivitalizzazione della città che abbia risultati sul lungo periodo?
A. V.: Quando uno spazio viene riscoperto viene poi raramente abbandonato: i ragazzi lo occupano, poi si gentrifica a poco a poco. È ciò che è accaduto a tutti i Magazzini del sale, dove ora stanno tre istituzioni attive per l’arte. È ciò che può accadere anche in aree come la Giudecca (pensiamo al Complesso della Giudecca, un tempo abbandonato, dei Santi Cosma e Damiano, un vero coacervo di iniziative e atelier per artisti). Certo, occorre che la spinta sia bottom up, con molto attivismo da parte dei giovani, con linee organizzative e fondi dati dal governo della città e della regione.

Grazie alla presenza di due poli accademici noti in Italia e all’estero, Venezia è una città che può definirsi a tutti gli effetti universitaria. Eppure sono pochi gli studenti che, conclusi gli studi, scelgono di restare. Quali strategie possono adottare le stesse università per invertire la rotta?
A. V.: Moltissimi studenti in realtà restano il più possibile. Il punto è il costo dell’alloggio: da alcuni anni, cioè da quando si è diffusa la pratica dell’albergo diffuso, chiunque abbia una stanza in più affitta a caro prezzo e ai turisti. Credo ci vogliano decisioni precise sulla tipologia di permessi che vengono dati in ambito ricettivo. La politica sulla casa e le facilitazioni date ai giovani dovrebbero veramente essere al centro delle decisioni politiche. Gli operatori culturali non possono che insistere su residenze d’artista, periodi di permanenza di studiosi e creativi, spingendo il più possibile in questa direzione.

Arianna Testino

www.cescotveneto.it

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CuratoriFederica Bianconi , Angela Vettese
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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.