Le Vie dei Tesori, il festival palermitano lancia il format a Milano, Mantova e in Valtellina

La rassegna siciliana, che ogni anno apre siti culturali della città di solito non accessibili al pubblico, esporta il proprio format di successo nel resto d’Italia, e si appresta a inaugurare il progetto-pilota a Milano, Mantova e in Valtellina

Milano, Chiesa di San Pietro in Gessate, Cappella Grifi
Milano, Chiesa di San Pietro in Gessate, Cappella Grifi

Nato nel 2006 dalla volontà di un gruppo di giornalisti e di operatori culturali locali che ha deciso di mettere insieme le forze per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale di Palermo, Le Vie dei Tesori è ormai un appuntamento fisso nella programmazione culturale della città, con visite guidate presso siti archeologici, chiese, oratori, palazzi, ville spesso sconosciuti o non accessibili al pubblico. Un format di successo dal grande impatto mediatico e di pubblico – nel 2017 l’edizione palermitana ha registrato 300 mila visitatori con una ricaduta turistica sulla città di oltre 3 milioni di euro –, che dallo scorso anno ha travalicato i confini del capoluogo siciliano per arrivare in altre località della regione: Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Messina, Ragusa, Modica, Scicli, Trapani, Catania. Un network culturale e anche economico che piace, convince, funziona, e che dal 20 ottobre – mentre è in corso l’usuale appuntamento palermitano di cui vi abbiamo parlato in questo articolo – toccherà per la prima volta tre città del nord Italia: Milano, Mantova, Valtellina.

Valtellina, Carona – Chiesa di Sant'Omobono
Valtellina, Carona – Chiesa di Sant’Omobono

UN MODELLO DEL SUD ESPORTATO AL NORD

Nei weekend del 20-21 e 27-28 ottobre Le Vie dei Tesori avvia il suo progetto-pilota a Milano, Mantova e in un comprensorio della Valtellina legato alle memorie di Ludovico Ariosto. Un progetto che ha il patrocinio dei Comuni di Milano, Mantova e i Comuni della Valtellina, e che vede partner a Milano l’Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli, a Mantova l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei mantovani, in Valtellina l’Associazione Bradamante. “Milano è spesso sconosciuta agli stessi milanesi che attraversano una piazza, superano un giardino storico o un gioiello autenticamente barocco come la chiesa di Sant’Alessandro, e non si rendono conto della bellezza che hanno dinanzi” spiega il presidente della Fidam Italo Scaietta. “Il racconto de Le Vie dei Tesori servirà a far scoprire la città”.

COSA VEDERE

La Cappella Grifi di San Pietro in Gessate; la “Cappellina dei morti” nella chiesetta dei Santi Giovanni Battista e Carlo Borromeo al Fopponino dove riposa Margherita Barezzi, prima moglie di Giuseppe Verdi; la chiesa di San Raffaele Arcangelo a due passi dal Duomo sono alcuni dei luoghi sacri che saranno aperti a Milano. A questi si aggiungono le fondazioni private dedicate alle collezioni di Emilio Carlo Mangini e Piero Portaluppi, e Palazzo Lurani Cernuschi, dove ci si ritroverà immersi tra orologi di ogni forma, dimensione e tipo, e tra strumenti musicali come carillon o autopiani, l’antesignano del juke box. A Mantova invece sarà possibile visitare alcuni ambienti solitamente non accessibili al pubblico di Palazzo Te, la collezione d’arte contemporanea della Fondazione Banca Agricola Mantovana, la scala in marmo di Palazzo Magnaguti. In Valtellina si potrà andare per borghi e palazzi alla ricerca dei personaggi dell’Orlando Furioso, alla ricerca di opere d’arte rinascimentali e moderne ispirate al celebre poema dell’Ariosto. A questo link è possibile consultare l’elenco dei luoghi visitabili.

– Desirée Maida

Milano, Mantova, Valtellina // 20-21 e 27-28 ottobre 2018
Le Vie dei Tesori
Sedi varie
www.leviedeitesori.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.