Art Stop Monti: Roma ha la sua metropolitana ad arte

Nell’ambito del progetto promosso da ATAC per la riqualificazione delle stazioni della metropolitana, s’inserisce il progetto curato dall’agenzia Nufactory per artisti sotto i 30 anni, per importare l’arte contemporanei anche nei “non luoghi”.

Vito Gara ##Autocensura
Vito Gara ##Autocensura

Su iniziativa di ATAC hanno preso avvio i lavori di ristrutturazione delle stazioni della metropolitana, e la prima ad essere interessata è stata la stazione Cavour, in pieno Rione Monti. Oltre al riassetto strutturale, la volontà dell’azienda è quella di trasformare le stazioni in luoghi dove, pur nella fretta quotidiana, si possa usufruire dell’arte contemporanea. Per questo è nato il progetto Art Stop Monti, giunto alla sua seconda tappa. La prima, in aprile, ha visto il coinvolgimento dell’artista Ruby Kandy, che ha realizzato un intervento site specific dal titolo #IntheMoodForLoveRome e che resterà visibile per 12 mesi, oltre ai due billboard (ai due ingressi della stazione) di grandi dimensioni, per accogliere le opere degli artisti selezionati per la seconda fase conclusasi il 16 giugno, con la selezione su Facebook delle sei opere che appunto si alterneranno, in periodi di quaranta giorni, alla Stazione Cavour, fino al 2018. Le sei opere sono uscite da una lista di altre dodici, selezionate fra tutte quelle pervenute all’organizzazione, da una giuria presieduta dallo stesso Kandy. Le linee guida per le opere riguardavano la città di Roma, le emozioni che suscita, e in particolare la suggestione di una bellezza eterna che appare come una quinta teatrale a chi esce dalla metropolitana. Attualmente presso la Stazione Cavour, il progetto sarà poi esteso, con opere diverse, anche in altre stazioni.

Vito Gara ##Autocensura
Vito Gara ##Autocensura

I VINCITORI

Dalla fotografia alla performance all’istallazione, molteplici sono i linguaggi delle opere vincitrici. Valerio Ventura ha pensato Artbit, che si apre all’interazione con il pubblico al quale dà la possibilità di utilizzare il biglietto della metro come il frammento di un grande mosaico, realizzato appunto dal pubblico stesso. La riflessione sulla mobilità sostenibile e l’incentivo all’uso dei mezzi pubblici è al centro della riflessione di Vito Gara e del suo progetto fotografico #Autocensura, mentre vanno nella direzione della scoperta della città le opere Laurentina e Rebibbia di Giovanni Colaneri e Roma, i giovani e il viaggio di Noemi Di Nucci; la prima è una mappa che sottolinea i punti d’interesse lungo la linea B, l’altra si concentra sulla zona del Rione Monti, ricostruito su arazzi. Massimiliano Cafagna, Vincenzo Guarini, Pasquale Iconantonio e Sebastiano Marini con Stratificazione raccontano il processo di sovrapposizione, nei secoli, di architetture diverse, così come di avvenimenti storici. Infine, tUrbe, di Laura Tistarelli e Sofia Meletti, affianca un’istallazione interattiva a una mappa iconografica della città, per creare un percorso emozionale. Per l’opera di Rub Kandy le reazioni del pubblico sono state positive, con molta curiosità e voglia di scoprire da vicino quella grande fonte luminosa inconsueta in una stazione della metro. La finalità del progetto è quella di restituire “personalità” a luoghi solitamente di servizio, ma che invece possono assumere anche un’importanza sociale, diventando luoghi di aggregazione attorno all’arte.

LA METRO COME SPAZIO ESPOSITIVO O OPERA D’ARTE

Una veduta della Stazione Arts et Metiers a Parigi
Una veduta della Stazione Arts et Metiers a Parigi

Il progetto romano vanta illustri precedenti, il primo dei quali a Napoli, nel lontano 1995, quando, con la costruzione della tratta Vanvitelli-Museo, fu lanciata l’idea delle “stazioni dell’arte”, grazie alla quale le stazioni delle linee 1 e 6 della città sono diventate veri e propri musei con circa duecento opere di novanta artisti, fra dipinti, fotografie, istallazioni. Il progetto rientrava nell’ambito del programma Gli Annali dell’Arte, coordinato da Achille Bonito Oliva, per portare l’arte contemporanea nei luoghi pubblici partenopei. Un riferimento a livello mondiale e un’idea cui si è ispirata anche la città di Düsseldorf, che nel febbraio 2016, dopo 15 anni di lavoro, ha inaugurato sei stazioni-museo, con opere degli artisti Manuel Franke, Thomas Stricker, Ralf Brög, Ursula Damm, Heike Klussmann. È stato così realizzato il primo progetto del genere in Germania.E ancora, la Tunnelbana, la rete metropolitana di Stoccolma, è considerata la galleria d’arte più grande al mondo, con 90 delle 110 stazioni che ospitano opere d’arte. A Parigi, si distingue la stazione del Musée des Arts et Métiers, realizzata proprio sotto l’istituto, e rinnovata nel 1994 dal disegnatore di fumetti François Schuiten. Roma ha infine un illustre precedente nel progetto Arte-Metro, del 1996, con il quale furono realizzati dei grandi mosaici per 46 stazioni cittadine, e furono coinvolti 70 artisti fra cui Kenneth Noland e Emil Schumacher.

 

– Niccolò Lucarelli

 

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.