Presto in vendita per mancanza di fondi il Merzbarn, l’unica opera superstite di Kurt Schwitters

A causa della mancanza di finanziamenti potrebbe finire in vendita l’ultima opera del maestro dadaista. Appassionati e studiosi in rivolta.

Il Merzbarn nel Lake District
Il Merzbarn nel Lake District

La notizia è di quelle bomba. Pare che Merzbarn, l’unica costruzione superstite dei tanti Merz realizzati da Kurt Schwitters (Hannover, 1887 – Kendal, 1948), tra i massimi esponenti del Dadaismo tedesco, sia pronta per essere messa sul mercato dopo che l’Arts Council England (ACE) ha deciso di respingere la richiesta di finanziare il sito che ospita l’opera per la quarta volta. Realizzato nel 1948 in un fienile immerso tra i boschi, a poca distanza dal villaggio di Elterwater, nella valle di Langdale, negli ultimi mesi prima della morte trascorsi dall’artista nel Lake District, il Merzbarn è l’unico esempio visibile dell’opera di assemblaggio, collage, ready-made messa a punto da Schwitters nel corso della sua vita. In verità si tratta di pochi pezzi superstiti: la parte più consistente della costruzione, infatti, ha già abbandonato il sito nel 1958 per essere ricollocato presso l’Hatton Gallery di Newcastle per evitare i possibili danni che le condizioni meteorologiche avverse potessero causare all’opera. Una notizia che lascia, comunque, stupiti anche perché la zona è da sempre metà di pellegrinaggio per tutti gli appassionati d’arte contemporanea. Gli artisti Ian Hunter e Celia Larner che gestiscono e mantengono attivo il sito si sono opposti alla decisione perché ritengono che l’opera debba essere conservata e continuare ad essere fruibile per il pubblico. Per amor di cronaca va detto che la collocazione geografica e le condizioni climatiche spesso avverse richiedono continui esborsi di denaro per la manutenzione. Lo scorso anno una tempesta ha quasi completamente distrutto la capanna che ospita l’opera e sono stati necessari ingenti somme di denaro per poterla riparare.

IL PERIODO INGLESE DI SCHWITTERS

Kurt Schwitters ha trascorso gli ultimi otto anni della sua vita in Inghilterra. Era già un artista affermato dell’avanguardia europea di inizio secolo quando nel 1937 alcune sue opere furono incluse nella mostra Arte Degenerata dal governo nazista e l’artista decise di lasciare definitivamente la Germania per stabilirsi in Norvegia. Quando i tedeschi invasero il paese scandinavo, Schwitters scappò definitivamente in Inghilterra, dove rimase fino alla morte, scegliendo di stabilirsi nella zona di Lake District regione montuosa nel nord ovest dell’Inghilterra. Qui in una capanna tra i boschi ha ripreso l’opera di assemblaggio e collage iniziata già in Germania e in Norvegia costruendo un nuovo Merzban, l’unico giunto pur parzialmente fino a noi.

I DUE ESEMPLARI PRECEDENTI

Kurt Schwitters durante la sua vita ha realizzato tre Merzban. Questa tipologia di opera è presente nella vita dell’artista in modo quasi ininterrotto dal 1923 fino alla fine dei suoi giorni nel 1948. Il primo esemplare fu costruito a Hannover, a casa dei suoi genitori, dal 1923 al 1937, anno della fuga dalla Germania. Trasferitosi in Norvegia, l’artista tedesco ha ricominciato a costruire un secondo esemplare nei pressi di Oslo che ha abbandonato nel momento in cui i tedeschi hanno invaso la Norvegia. Entrambe le opere sono state distrutte, la prima da un bombardamento durante la guerra e la seconda da un incendio scoppiato nel 1950. Il suo ultimo esemplare è appunto il Marzban di Elterwater in Inghilterra, che rischia adesso di essere demolito.

–  Mariacristina Ferraioli

 

 
Merz Barn, Cylinders Estate, Langdale
Ambleside LA22 9JB
www.merzbarn.net

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.