I giganti della terra. Gino Covili a Fontanellato

Labirinto della Masone, Fontanellato – fino al 5 marzo 2017. Una pratica pittorica che scaturisce da una forza creativa unita a un’urgenza febbrile. Dopo le rassegne dedicate ad Antonio Ligabue e a Pietro Ghizzardi, Franco Maria Ricci propone un focus su Gino Covili.

Gino Covili, Festa, 1979/80, mista su tela, cm 250 x 400, © COVILIARTE
Gino Covili, Festa, 1979/80, mista su tela, cm 250 x 400, © COVILIARTE

I peli delle mani che spuntano come se fossero spine, le rughe profonde, i piedi enormi vestiti di scarponi e una natura che vince ancora sull’uomo con la sua forza non domata. Nato, cresciuto e morto a Pavullo nel Frignano, borgo sulle colline modenesi, Gino Covili (1918-2005) ha sempre “coltivato” un legame profondo con la sua terra, facendone la protagonista dell’espressione pittorica. Ha raccontato la vita eroica dei contadini, ha rappresentato il “sapore di una realtà dura, marginale, i cui orizzonti sembrerebbero chiusi, sbarrati, e che tuttavia confina con i grandi spazi della favola”, come scrive Franco Maria Ricci. Ha colto il dolore degli Esclusi negli ospedali psichiatrici, l’animalità delle bestie, la violenza dei temporali. Lo ha fatto da autodidatta, con continuità e coerenza, dando luogo, fin dalle prime opere, a uno stile che si precisa negli anni senza mai trasformarsi e a una visione poetica e magica della realtà così caratteristica dell’arte outsider – naïf, si sarebbe chiamata pochi anni fa –, quando si rivela nelle sue forme più originali e candide.

Marta Santacatterina

Evento correlato
Nome eventoGino Covili - La favola e il dolore
Vernissage25/11/2016 ore 18,30 su invito
Duratadal 25/11/2016 al 05/03/2017
AutoreGino Covili
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoLABIRINTO DELLA MASONE
IndirizzoStrada Masone, 125 - Fontanellato - Emilia-Romagna
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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.