Che cos’è la Patafisica e quali esponenti ha avuto in Italia? Un itinerario fra luoghi e protagonisti di una scienza che definisce se stessa.

È stato detto dagli esperti in materia che la Patafisica “non può essere spiegata se non con mezzi patafisici”. La Patafisica non è un movimento, ma in movimento, non è una corrente, ma è concorrente al superamento della Metafisica. Questa precisazione è importante dato che i dizionari erroneamente la definiscono “movimento artistico”, cercando con fare illuministico una regola che possa codificarla. “La Patafisica è la Scienza” e ai lumi sostituisce lo humour della Candela Verde.
Per convenzione non vi è scienza se non nell’oggettività e nelle ripetizioni che determinano le leggi, la Patafisica invece studia il particolare, l’eccezione, essendo per definizione la “Scienza delle soluzioni immaginarie”. “Una Scienza che abbiamo inventato, il cui bisogno si faceva generalmente sentire”, dichiara l’Ubu di Alfred Jarry, drammaturgo, poeta e scrittore francese animatore della vita intellettuale parigina di fine Ottocento, padre putativo e spirituale delle avanguardie novecentesche.
In Gesta e opinioni del Dottor Faustroll, patafisico, testo fondante della Scienza nel quale ne vengono enunciati i principi, Faustroll, altro alter ego jarriano, scrive che la Patafisica “studierà le leggi che reggono le eccezioni e spiegherà l’universo supplementare a questo; descriverà un universo che si può vedere e che forse si deve vedere al posto del tradizionale”; in questo senso l’universo patafisico è da intendersi come superamento di quello metafisico: non esiste un modo univoco di decifrare un fenomeno, bensì infinite interpretazioni (epifenomeni).

LA STORIA

A quarant’anni dalla morte di Alfred Jarry, nel 1948, viene fondato a Parigi il Collège de ‘Pataphysique, una “società di ricerche sagge e inutili” agitata culturalmente da illustri personalità: Duchamp, Vian, Ernst, Miró, Dubuffet, Prevert, il cui obiettivo è di “promuovere la ‘Patafisica in questo mondo e in tutti gli altri”.
L’attività del Collège, diffusa anche tramite svariate pubblicazioni, conosce però un periodo in cui le manifestazioni in apparenza cessano: nel 1974 viene infatti occultata fino al 2000 per volere di Sua Magnificenza Opach (le cariche abbondano in ambito collegiale).
In piena epoca di Occultazione, però, in Italia si susseguono eventi e manifestazioni intente a divulgare la Patafisica: per esempio Enrico Baj fonda, nel 1963, insieme a Fontana, Dagnino, Queneau, Schwarz, Man Ray e altri, L’Istitutum Pataphysicum Mediolanense, con il Rettorato dell’aeropittore futurista Farfa.

Sagoma del Mangiagiduglie”, uno dei Mirabili Mostri dell’Apocalisse di Enrico Baj
Sagoma del Mangiagiduglie”, uno dei Mirabili Mostri dell’Apocalisse di Enrico Baj

L’APPORTO DI ENRICO BAJ

La figura di Enrico Baj è stata magistrale per la ‘Patafisica nostrana e viceversa. Proprio del profondo rapporto tra l’artista e la Scienza si è discusso recentemente in due autorevoli luoghi di condivisione d’arte in Italia: il Museo del Novecento di Firenze e il Mart di Rovereto. Il 14 novembre 2016 si è tenuta infatti a Firenze la conferenza dal titolo Enrico Baj: dagli Ultracorpi all’Apocalisse dove sono intervenuti i principali curatori odierni dell’opera pittorica e poetica di Baj: Roberta Cerini Baj, Luca Bochicchio, Chiara Gatti e Angela Sanna. L’incontro si è tenuto a chiusura della mostra Enrico Baj. L’invasione degli Ultracorpi al Museo Archeologico Regionale di Aosta e in contemporanea a Mirabili Mostri. L’apocalisse secondo Baj al Palazzo Leone da Perego di Legnano. Due mostre nate da una storia congiunta: l’ultracorpo è infatti “figura” ricorrente nei diversi periodi dell’artista, una creatura antropoide che si sviluppa passando dalla materia della pittura nucleare degli Anni Cinquanta fino ai personaggi che popolano il ciclo degli Anni Settanta e Ottanta dell’Apocalisse. Come in ‘Patafisica così nella poetica di Baj vi è un superamento della critica dell’umanità, degli eccessi della società a lui contemporanea, in nome di una più anticonformistica e distaccata ironia.

PRESENTE E FUTURO

Il 4 dicembre 2016, invece, al Mart di Rovereto è stata inaugurata la mostra Tra nucleare e Patafisica. Libri e riviste dalla donazione Baj, celebrante il lascito da parte di Roberta Cerini Baj degli scritti, libri, opuscoli, riviste, fotografie, appartenute al marito. Una cospicua mole di materiale, quasi mille pubblicazioni, che va a creare il Fondo Enrico Baj all’interno dell’Archivio del ‘900, rendendolo uno dei principali archivi sulla ‘Patafisica.
In quella occasione, Tania Sofia Lorandi, una delle massime esperte di ’Patafisica in Italia, ha tenuto una conferenza raccontando l’eccezionale vita di Jarry: dall’infanzia in Bretagna all’incontro a Rennes dell’insegnante di fisica Hébert (il “Père Ébé” ispiratore della figura di Ubu), fino a Parigi al Liceo Henri IV, dove Jarry ha come professore Henri Bergson (il cui pensiero molto influì sulla poetica jarriana); trattenendosi sull’importanza dell’editoria e delle riviste del Collège.
L’eredità patafisica italiana ha conosciuto nuova linfa vitale proprio grazie a Tania Sofia Lorandi che, nel 1989 ha fondato il Collage de ‘Pataphysique (Cd’P), con l’imprimatur di Baj, “un Centro di Ricerca, Studi e Diffusione della ‘Patafisica che da più di 25 anni promuove il pensiero patafisico attraverso tutte le espressioni artistiche: arti visive, letteratura, poesia, teatro, musica, cinema e danza”.
Come il Collège anche il Collage ha le sue pubblicazioni, la sua casa editrice propone testi divulgativi, artistici e scientifici, anch’essi donati al Mart e consultabili presso l’Archivio.
Il Collage, con le sue sedi distaccate, Decollage, dimostra che la ‘Patafisica in Italia è in movimento e che le manifestazioni per la Scienza delle soluzioni immaginarie e per la rilettura dell’opera di Baj non mancheranno.

Giovanna Batolo e Duccio Scheggi

Dati correlati
AutoriAlfred Jarry, Enrico Baj
Spazi espositiviMART MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO, PALAZZO LEONE DA PEREGO
Indirizzo
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Giovanna Batolo
Giovanna Batolo (Messina, 1988). Ottenuta la laurea triennale in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Messina, consegue la laurea magistrale in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università degli Studi di Firenze con una tesi incentrata sulla figura di Pippo Rizzo, principale esponente del Futurismo in Sicilia. Da maggio 2015 frequenta il Master in Management degli Eventi Artistici e Culturali presso l'associazione Palazzo Spinelli di Firenze con l'intento di far diventare la sua grande passione per l'arte contemporanea un lavoro a tutti gli effetti.

5 COMMENTS

  1. Per un approfondimento sulla storia della Patafisica e dei suoi Istituti e sull’opera di Enrico Baj rimandiamo ai testi:
    -La Patafisica- Enrico Baj, a cura di Angela Sanna, Abscondita
    -Jarry e la Patafisica. Arte, letteratura, spettacolo-Enrico Baj, Vincenzo Accame, Brunella Eruli, gruppo editoriale Fabbri
    -il “Quaderno” e la “Gazzetta” dei Dipartimenti, AA.VV., edizioni Collage de Pataphysique
    -Automitobiografia-Enrico Baj, Rizzoli
    -Alfred Jarry, una vita patafisica- Alastair Brotchie, Johan & Levi editore
    -‘Patafisica, anche! Manovella di aggiornamento- Afro Somenzari, MUP editore
    -Della ‘Patafisica, diverticoli sulla Scienza delle Scienze- Roberto Asnicar, editrice La Mandragora

  2. Breve storia controcorrente degli istituti:
    Nel 2016 (volgare) esplodono i Decollage de ‘Pataphyque, dei Gabinetti Critici, sedi distaccate del College. Questi Dipartimenti sono stati inaugurati durante l’ultimo capodanno del calendario patafisico (8 Settembre 2016) a Lovere, sono sparsi per il mondo: Buenos Aires (o Ubuenos Aires), Madagascar, Firenze, Milano, Venezia, Torino, Roma, Palermo, Liegi e Freiburg.

    -Nel 1994 mentre il Collage si affiancava all’Istituto Mediolanense per alcuni eventi, Baj e Nespolo fondano col Reggente Afro Somenzari l’Istituto Vitellianense, che darà vita a svariate manifestazioni a fine anni 90 e nei primi anni post disoccultazione del College francese, tutti nel mantovano.

    Precedono, in breve, la fondazione dell’Istituto Partenopeo, 1965, nel 1979 nasce l’Istituto Patafisico Ticinese, con l’elezione di Ugo Nespolo, poi Rettore anche a Torino.

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