A Lecce nasce il Fondo archivio Carmelo Bene. Siglato l’accordo con la famiglia

Il Fondo librario raccoglie circa cinquemila volumi della biblioteca personale di Bene, mentre il Fondo personale, raccoglie manoscritti, dattiloscritti, materiale audiovisivo, foto di scena, registrazioni e dischi.

Fondo Carmelo Bene
Fondo Carmelo Bene

Dal 13 settembre 2021 sarà aperto al pubblico il Fondo-archivio Carmelo Bene, coordinato da ​​Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-Museale e ospitato negli spazi del Convitto Palmieri a Lecce. Il fondo, è stato acquisito nel 2019 dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica di Puglia e dalla soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, a seguito dell’accordo firmato con le eredi di Carmelo Bene, la vedova Raffaella Baracchi e la figlia Salomè. Per l’occasione, un percorso espositivo realizzato interdisciplinarmente dagli architetti, storici dell’arte e operatori museali, Brizia Minerva, Alice Bottega, Sara Saracino, Raffaela Zizzari, Donata Bologna, Lilian Indraccolo, Silvia Gussoni, Claudio Pedone, rende fruibili i tre nuclei fondamentali di cui si compone l’archivio: il Fondo librario, il Fondo personale e quello costituito da materiali eterogenei come costumi, elementi di scena e arredi personali dell’artista. 

Foto Puce
Foto Puce

I TRE FONDI CARMELO BENE

 

Il Fondo librario, contempla circa cinquemila volumi della biblioteca personale del Maestro, mentre il Fondo personale, raccoglie manoscritti, dattiloscritti, materiale audiovisivo, foto di scena, registrazioni e dischi. Quest’ultimo conservato presso la “Casa dei teatri” di Villa Doria Pamphilj a Roma, (sottoposto a vincolo di tutela della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, attualmente in comodato d’uso con la Regione Puglia) sarà a breve oggetto di progetto di schedatura per favorirne la consultazione. Infine, il Fondo costumi ed elementi di scena, arredi e oggetti personali, custodito a Otranto nella casa di Carmelo Bene, si compone di 22 costumi ed accessori di scena relativi a: OtelloHommlette for HamletRiccardo III, Pinocchio, La cena delle beffe, Macbeth-Horror Suite, unitamente a oggetti personali.
“Tutto questo è il frutto di un tenace lavoro”, ha dichiarato Salomè Bene, figlia del Maestro, “per anni portato avanti silenziosamente, con caparbietà e dedizione, per dare piena attuazione alla volontà di Carmelo Bene e rispettoso risalto alla sua arte. Grazie alla preziosa collaborazione intessuta con la Regione Puglia, da oggi gran parte del suo patrimonio creativo e culturale è riunito in un’unica sede, così da renderlo fruibile a tutti. Noi, come famiglia, in sinergia con le istituzioni, abbiamo creato per la prima volta un fondo unico, versatile e poliedrico che continueremo a curare e valorizzare nel tempo”.

 

 

 

FONDO CARMELO BENE: L’ALLESTIMENTO

 

L’allestimento evoca la poliedrica personalità del geniale drammaturgo, poeta, scrittore, regista e intellettuale (Campi Salentina, 1 settembre 1937 – Roma, 16 marzo 2002), modellandosi come una machina scenica con abiti che rimandano a celebri azioni teatrali e con poltrone, tavoli e sedie che suggeriscono soste meditate per ripercorrere la sua complessa attività speculativa.
“Nella biblioteca di un grande intellettuale”, spiega Massimo Bray, assessore alla cultura della Regione Puglia, “si nascondono le fonti che l’hanno formato, i testi e le immagini che hanno costruito il suo immaginario. È una grande opportunità, quindi, poter rendere fruibile ai cittadini questo patrimonio che costituisce il Fondo Bene: libri, documenti, abiti di scena, appunti, fotografie e molto altro. Ci consentono di entrare con più profondità in un suo mondo appartato e complesso che gli studiosi sapranno decriptare. Il Fondo Bene sarà infatti luogo di studio e ricerca, spazio aperto agli studenti e agli appassionati, ma anche luogo di produzione culturale sui vari campi dell’universo beniano”.
Congrua anche l’ambientazione nel Convitto Palmieri, in un luogo circondato da quell’esuberanza barocca richiamata spesso nelle sue opere, come ci ricordano i due grandi angeli, integrati nel percorso espositivo, concepiti dall’artista e sodale Gino Marotta (attualmente in mostra anche a Polignano a Mare presso la Fondazione Pino Pascali) per lo spettacolo Hommelette for Hamlet del 1987.  Gli fa eco Atto unico sulla morte in cinque compianti, polittico di Luigi Presicce realizzato in occasione di una performance – con gli abiti di scena di Bene – nella chiesa di San Francesco della Scarpa, anch’essa all’interno del Convitto Palmieri.  

 

– Marilena Di Tursi

 

 

Fondo Carmelo Bene presso il Convitto Palmieri
Lecce, piazzetta G. Carducci
Info: 0832.37.35.76
[email protected]
Accesso al fondo dal lunedì al sabato dalle ore 17 alle ore 21 (fino al 30 settembre; prenotazioni tramite l’App IoPrenoto o al numero 0832.37.35.76; ingresso gratuito)

 

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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.